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Aggiornato il 26.01.2026
alle 18:13

Ragazzo ucciso a scuola, Valditara: ” Affrontare con i giovani una discussione forte e autentica”

Youssef Abanoub, studente diciottenne di origini egiziane, è morto la sera di venerdì 15 gennaio dopo essere stato accoltellato all’interno dell’Istituto professionale “L. Einaudi – D. Chiodo” della Spezia. Il giovane è stato colpito al costato con un coltello da cucina da Zouhair Atif, 19 anni, studente dello stesso istituto, arrestato con l’accusa di omicidio.

Le condizioni di Youssef sono apparse subito disperate. Soccorso dal 118 e dalla Croce Rossa per una grave emorragia, è stato trasportato d’urgenza in ospedale. Dopo un delicato intervento di chirurgia toracica e il ricovero in rianimazione, è deceduto poche ore più tardi. Originario di Fayyum, vicino al Cairo, viveva da anni alla Spezia ed era ben inserito nel contesto scolastico.

Restano da chiarire le motivazioni del gesto: tra le ipotesi al vaglio, un dissidio per motivi sentimentali. Il coltello, con lama di circa 20 centimetri, è stato sequestrato. La tragedia ha profondamente scosso la comunità spezzina e suscitato il cordoglio delle istituzioni, che hanno ribadito l’importanza di prevenzione ed educazione contro la violenza nelle scuole.

Le parole di Valditara

A intervenire anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che in diretta sul Tg2 ha rilasciato alcune dichiarazion.

“Innanzitutto, si riscontra un innegabile aumento della violenza tra i giovani, fenomeno che riflette una violenza presente all’interno dell’intera società. L’episodio avvenuto a scuola è un fatto drammatico e terribile che non dovrebbe mai verificarsi. Tuttavia, paradossalmente, emerge anche una fortissima esigenza di rispetto, che considero il valore cardine e la risposta più adeguata a questa ondata di violenza. Basti pensare che lo scorso anno, durante l’esame di maturità, un’altissima percentuale di giovani ha scelto proprio il tema dedicato al rispetto. Esiste dunque un’ansia e una voglia di credere in questo valore e di affermarlo; per questo motivo lo abbiamo posto al centro delle nuove linee guida sull’educazione civica e dei nuovi programmi scolastici. Tale valore implica il rispetto verso la persona e verso le regole“, ha affermato il ministro.

E continua: “Dobbiamo riaffermare il principio della responsabilità individuale, che è stata in parte dimenticata, poiché il rispetto rappresenta la cifra distintiva della ‘scuola costituzionale’. Aggiungo che martedì ricorrerà la Giornata del Rispetto, istituita con una legge del 2024; credo sia fondamentale parlare diffusamente di questo grande valore nelle scuole in tale occasione. È necessario affrontare con i giovani una discussione forte e autentica. Dobbiamo partire dalla scuola perché, sebbene la violenza sia diffusa in tutta la società e tra le fasce giovanili, la scuola può fare molto: sta già facendo la sua parte e dovrà farla sempre di più”.

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