Home Didattica Rapporto tra filosofia e scienza: a proposito di intelligenza artificiale e naturale

Rapporto tra filosofia e scienza: a proposito di intelligenza artificiale e naturale

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Da parte del prof Sebastiano Dell’Albani riceviamo una singolare riflessione sul rapporto fra scienza e filosofia coi relativi risvolti sulla intelligenza artificiale. Articolo che proponiamo ai nostri lettori.

Il fisico e matematico sir Roger Penrose, docente a Oxford, maestro e sodale di Stephen Hawking(astrofisico), è una delle poche eminenze nel suo campo a mostrare scetticismo davanti all’ottimismo distopico che domina il discorso pubblico sull’intelligenza artificiale.

Differenze qualitative e strutturali

Secondo Penrose, che smentisce le previsioni dei tecnocrati della Silicon Valley, esistono differenze qualitative e strutturali incolmabili tra l’intelligenza umana e l’intelligenza artificiale, che rendono la coscienza umana irriproducibile da una macchina capace soltanto di computare algoritmi.
Ecco un pensiero filosofico elaborato da un grande matematico. Molto spesso i grandi matematici sono anche filosofi, si pensi a Leibniz, Cartesio e nel XX secolo Bertrand Russel.

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La logica della filosofia

La logica adoperata dai matematici è molto vicina alla logica epistemica della filosofia. La quale, secondo il mio parere basato su molte letture di testi filosofici, è alla base della scienza, di ogni scienza compresa la scienza politica, e della sua metodologia. Il logos dà senso e significato ad ogni ricerca scientifica e tecnologica, le quali ricevono supporto dal discorso ontologico. La stessa teologia e la riflessione profonda del rapporto tra l’uomo e Dio è un aspetto del grande problema metafisico. Non c’è vera scienza senza filosofia!

La filosofia e la natura

Quando lo scienziato e astrofisico Stephen Hawking afferma che la filosofia non ha più nulla da dire sulla natura dell’essere e del cosmo(1), cioè la si dichiara morta, viene smentito clamorosamente dal grande semiologo, scrittore e filosofo Umberto Eco.

Penso infine che se fossimo ben educati al pensiero filosofico e scientifico non saremmo oggi nella assurda situazione in cui ci troviamo.Questa educazione al pensiero dovrebbe essere fornita dalla scuola a cui andrebbe data tutta l’importanza e la dignità che occorre,a tutti gli insegnanti, di qualsiasi ordine e grado di scuola, devono esseri dati rispetto e dignità economica, sociale e professionale. Sono essi che lo Stato deve valorizzare al massimo, su di essi si basa il successo morale, culturale e politico di una nazione.

Sebastiano Dell’Albani

Nota 1 al testo.

Nel libro di Stephen Hawking e Leonard Mlodinow, “il grande disegno” (Mondadori). L’opera si apre proprio con l’affermazione che la filosofia ormai non ha più nulla da dire e solo la fisica può spiegarci:
(1) come possiamo comprendere il mondo in cui ci troviamo,
(2) quale sia la natura della realtà,
(3) se l’universo abbia bisogno di un creatore,
(4) perché c’è qualcosa invece che nulla,
(5) perché esistiamo
(6) perché esiste questo particolare insieme di leggi e non qualche altro.
Come si vede sono tipiche domande filosofiche, ma occorre dire che il libro mostra come la fisica possa in qualche modo rispondere proprio alle ultime quattro, che sembrano le più filosofiche di tutte.”
Solo che per tentare le ultime quattro risposte occorre avere risposto alle prime due domande e cioè, grosso modo, che cosa vuol dire che qualche cosa è reale e se noi conosciamo il mondo proprio così come è. Ve lo ricorderete dalla filosofia studiata a scuola: noi conosciamo per adeguazione della mente alla cosa? c’è qualcosa fuori di noi.
Ebbene, le risposte fondamentali che questo libro propone sono squisitamente filosofiche e se non ci fossero queste risposte filosofiche neppure il fisico potrebbe dire perché conosce e che cosa conosce.” Umberto Eco ” La bustina di Minerva” L’Espresso, 15 Aprile 2011.

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