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Recovery fund, alla Scuola altri 9 miliardi: serviranno per materie Stem, internet veloce e ridurre il digital divide

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Il Recovery fund non si compone “solo” di 209 miliardi, ma prevede pure 22,4 miliardi di superbonus per il 2022, che l’Italia cercherà di bissare anche l’anno successivo. Il governo, con la bozza del piano di riparto, sta già pensando a quali comparti alimentare e promuovere, proprio con tali fondi europei ad integrazione: sicuramente saranno utili per migliorare la digitalizzazione delle infrastrutture, ma anche per realizzare programmi più specifici come quelli per promuovere scuola e diritto allo studio, che assorbirà la fetta maggiore di fondi.

I 9 miliardi per tutti gli istituti

Oltre ai 10 iniziali, altri 9 miliardi di fondi aggiuntivi andranno quindi all’ampio settore della Conoscenza e della formazione.

Un miliardo per promuovere le discipline cosiddette Stem, cioè quelle scientifiche: per il 2025 potrebbero essere 8 mila le scuole coinvolte.

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Per favorire il multilinguismo sono stati programmati 27 mila periodi di studio all’estero per studenti della scuola secondaria nel 2024, ma anche 10 mila corsi extracurriculari di lingua per studenti nel 2024, 1.000 corsi di lingua e metodologici per docenti l’anno.

Meno divario di accesso al digitale

Un paio di miliardi serviranno, invece, per intervenire sul ridurre il digital divide, causa delle tante difficoltà di accesso alle lezioni fatto riscontrare durante la DaD da almeno un milione di alunni italiani.

E vengono pure confermati i fondi – 500 milioni – finalizzati ad incrementare asili e classi primavera per i bimbi e le bimbe 2-6 anni con uno stanziamento.

Internet veloce al 100% nel 2024

Inoltre, tutti gli istituti scolastici italiani saranno al centro della riconversione a internet veloce, con una copertura che già nel 2021 è programmata al 10% per arrivare al 100% nel 2024.

La suddivisione del finanziamento Ue più a lunga scadenza riguarda anche l’Università: un miliardo sarà destinato per 100 mila alloggi universitari con la triplicazione dei posti letto a disposizione, il 20% in più di borse di studio universitarie.

Mentre altri 900 milioni serviranno per interventi finalizzati a favorire gli studenti con redditi bassi alle prese con le tasse universitarie.

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