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Referendum, Giannini propende per un ‘si’ al cambiamento: ma non è un voto al Governo Renzi

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A pochi giorni dal referendum costituzionale, anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, prende posizione: lo fa in modo netto. Propendendo, ovviamente, per il ‘sì’.

D’altro canto, dopo aver confluito sul Partito Democratico, Giannini ha sposato in pieno le idee della maggioranza e del premier Renzi.

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Era inevitabile, quindi, che si schierasse in modo netto. Ora spiega anche le ragioni, nel corso di una visita alla Reggia di Caserta, per la kermesse organizzata in occasione del primo anniversario del Piano Nazionale Scuola Digitale.

Giannini ritiene che con se “l’Italia ha scelto la via del cambiamento, questa riforma costituzionale” rappresenta l’occasione migliore che va verso questo obiettivo, perché “mira alla modernizzazione e alla semplificazione”.

Attenzione, però, avverte il ministro dell’Istruzione: “il voto al referendum non è un voto al Governo Renzi, ma sull’Italia”.

L’avvertimento di Giannini, però, potrebbe non avere seguito: il voto referendario, infatti, sembra assumere sempre più le sembianze di un assenso o dissenso verso le scelte fatte dal Governo, ad iniziare dalla riforma della scuola. Ma anche dell’operato del presidente del Consiglio. Con quest’ultimo che, non a caso, non perde occasione per ricordarlo.

 

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