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27.02.2026

Referendum giustizia, Valditara: voterò convintamente ‘Sì’ perché la magistratura sia indipendente, chi fa gravi errori va fermato

“Chi dice che la nostra riforma è autoritaria, o addirittura ‘fascista’, e con il Sì la magistratura verrebbe assoggetta alla politica, mente sapendo di mentire e inganna gli elettori”: sul referendum sulla Giustizia, in programma il 22 e 23 marzo prossimi, prende posizione netta Giuseppe Valditara. In un’intervista al Messaggero, il ministro dell’Istruzione e del Merito esce allo scoperto sulla posizione da prendere a proposito del Referendum sulla giustizia 2026, perché, sostiene, ci accingiamo a vivere “una grande battaglia riformista” e che “l’istituzione di una Alta corte di giustizia sta nel programma elettorale del Pd”.

La magistratura deve essere sempre indipendente

Quindi, il numero uno del Mim ha deciso di spiegare i motivi del suo consenso al Referendum sulla riforma costituzionale della magistratura ordinaria sostenuto dalla maggioranza parlamentare: “Il 22 e 23 marzo – sottolinea Valditara – voterò convintamente sì perché sarà un’occasione importante per dare ai cittadini la garanzia che sia rispettato il loro diritto ad avere magistrati sempre imparziali, liberando la magistratura dall’influenza delle correnti”. Il responsabile del ministero di Viale Trastevere ha quindi ricordato che in passato “si sono fatte tante battaglie contro tante ‘caste’, ora dobbiamo fare una battaglia contro la casta delle correnti perché la magistratura sia sempre indipendente e la giustizia giusta, come prevede la Costituzione, senza condizionamenti di tipo politico”.

Infine, Valditara ha spiegato che “anche nella magistratura deve valere il principio” adottato dal Ministro nelle scuole italiane, dove c’è stata una “stratta” sulle sanzioni verso chi assume comportamenti sbagliati, sia tra il personale sia tra gli studenti e i loro genitori: anche tra i giudici, quindi, conclude, “chi commette gravi errori non va avanti”.

L’avvertimento ai presidi: no propaganda a scuola

Poche ore prima, Valditara aveva messo in guardia i dirigenti scolastici, ma indirettamente anche gli insegnanti, perché nei prossimi giorni facciano molta attenzione, sempre avvertendo, di fatto, che chi sbaglia poi paga: invitare una persona a scuola per illustrare agli studenti e al personale un parere di parte sul prossimo referendum sulla Giustizia potrebbe comportare l’avvio di un procedimento disciplinare e delle conseguenti sanzioni professionali.

“Sarò molto esplicito – ha detto Valditara commentando a Napoli i fatti accaduti in una scuola di Latina in cui si è svolto un dibattito sul referendum sulla riforma della giustizia a cui ha partecipato anche l’ex magistrato ed ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris -: chiunque dovesse alterare la par condicio lo fa a suo rischio e pericolo e può incorrere in sanzioni disciplinari”.

Secondo il titolare del dicastero dell’Istruzione, “non è accettabile che ci sia all’interno delle scuole una propaganda o un indottrinamento”.

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