Hanno fatto scalpore le parole del generale Roberto Vannacci che, sul palco dell’auditorium della Conciliazione a Roma, nel corso dell’assemblea del suo partito, Futuro Nazionale, ha detto che “il femminicidio non esiste”.
“Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità. Il femminicidio non esiste. Un’assurdità” – sentenzia Vannacci – perché “è un omicidio come tutti gli altri”, queste le sue parole riportate da Ansa.
Le sue dichiarazioni sono state commentate dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, come riportato da La Repubblica: “Il tema del femminicidio è molto serio che, come ho detto più volte, esprime una cultura di dominio, di un maschilismo ancora esistente nella nostra società e soprattutto svela una certa immaturità di molti giovani nell’accettare il ‘no’, che sia del docente o che sia di una donna. Dobbiamo abituare i nostri giovani ai confini e al rispetto dell’altro. È un problema culturale e non può essere banalizzato. Spero sia finita la politica delle battute”.
Vannacci, ex leghista, ha illustrato il suo pensiero e risposto alle domande incessanti a Lilli Gruber la settimana scorso, snocciolando concetti e convinzioni: c’è stato spazio, tra i tanti temi, anche per una battuta sull‘inclusione.
Il generale ha spiegato di non essere di “estrema destra” ma di una “destra autentica”. Poi, parlando di tasse e di una probabile “patrimoniale”, ha aggiunto: “La solidarietà sociale, al di là dei paroloni filosofici come ’empatia’, ‘fratellanza’ ed ‘inclusione’ si esplica con il pagamento delle tasse. Ma se non ho più una società coesa questa coesione si sfalda”.
Insomma, l’inclusione è solo un parolone filosofico? Ricordiamoci che il controverso militare ha rilasciato tempo fa un’intervista a La Stampa in cui ha detto di essere favorevole a classi separate per alunni con disabilità.