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16.06.2026
Aggiornato alle 18:46

Aumenti e arretrati docenti e Ata, via libera del Governo al pagamento di 143 e 107 euro medi del Ccnl 2025/27: soldi a luglio in busta paga?

È in dirittura d’arrivo il procedimento di adozione della parte economica del Contratto del Comparto Istruzione e Ricerca 2025/2027, sottoscritto lo scorso 1° aprile: il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri è giunto martedì 16 giugno e ciò significa che a breve arriveranno in busta paga di oltre un milione e 200mila docenti e ATA sia gli aumenti – pari a circa il 5 per cento -, sia il pagamento degli arretrati. A questo punto, salvo improbabili intoppi burocratici, i soldi previsti potrebbero arrivare ad insegnanti, assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari subito questa estate e forse già con gli stipendi del mese di luglio.

così come prospettato nell’atto di indirizzo del Ministro Valditara, che consentirà alle lavoratrici e ai lavoratori della Scuola di poter fruire degli ulteriori incrementi retributivi. Nello specifico, si tratta di 143 euro lordi medi per i docenti e di 107 euro lordi medi per il personale ATA, oltre agli arretrati, pari a 855 euro medi lordi per i docenti e 633 euro lordi medi per gli ATA

“Proseguiamo – ha commentato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – nel fondamentale impegno di valorizzare il personale della Scuola. La nostra priorità resta quella di migliorare sempre più le sue condizioni retributive e di welfare”.

“Dall’insediamento del Governo a oggi – ha proseguito il Ministro -, abbiamo realizzato un risultato straordinario, sottoscrivendo tre Contratti del Comparto Scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli ATA. Questo è stato possibile grazie ai finanziamenti assicurati dalle leggi di bilancio di questo Governo a cui abbiamo aggiunto come Ministero dell’Istruzione e del Merito risorse ulteriori per il personale scolastico, in particolare 300 milioni per il contratto 2019/2021 e 240 milioni per il 2022/2024”.

Sullo stesso tema, qualche settimana fa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. rispondendo a un’interrogazione di Noi moderati sugli strumenti di tutela del livello dei salari e del potere d’acquisto, aveva detto che “seppure lentamente, le famiglie stanno recuperando potere acquisto, perché non ci siamo girati da altra parte, abbiamo dato risposte. Lo abbiamo fatto lavorando sultaglio del costo del lavoro, con diversi provvedimenti che hanno aumentato il netto in busta paga, soprattutto per i redditi medio bassi”. 

Meloni aveva sottolineato la soddisfazione per il “rinnovo dei contratti nel pubblico impiego: in alcuni comparti, addirittura abbiamo avuto tre rinnovi, come il comparto scuola: un docente in media guadagna 412 euro al mese in più insieme agli arretrati”.

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