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Reggio Calabria: alunna disabile ritirata dalla scuola

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In un Istituto tecnico di Reggio Calabria esplode il caso di una alunna disabile ritirata dalla scuola, accusata dalla famiglia di non essere seriamente interessata ai processi di inclusione.

La madre di un’alunna disabile scrive una lettera aperta al dirigente scolastico della scuola frequentata dalla figlia, che purtroppo è affetta da gravi disturbi del comportamento e un ritardo mentale.
In tale lettera la madre di questa alunna, già profondamente provata dalla vita, comunica al dirigente scolastico la decisione di ritirare la figlia dalla scuola. Le motivazioni addotte dalla madre per giustificare tale ritiro sono gravi e lasciano allibiti. La madre scrive che “nonostante la ragazza sia entrata in tale scuola scolarizzata, ha trovato un ambiente poco favorevole che ha provocato una regressione sia sotto l’aspetto comportamentale , che nella sfera dell’autonomia”.
La madre dell’alunna conclude il suo sfogo dicendo di essere una madre attenta e premurosa che non sopporta vedere la propria figlia trattata come fosse un oggetto. “La dignità di mia figlia – continua la madre – viene calpestata e negati vengono i suoi diritti”.
Eppure la vicenda è molto strana, sostengono alcuni docenti della scuola, che non comprendono il motivo di tanto clamore mediatico anche se è risaputo che la ragazza veniva tenuta, quelle pochissime volte che andava a scuola, in un’apposita auletta riservata al sostegno. Questa scuola è nota essere la scuola dell’inclusione. Infatti il mese scorso il sottosegretario del Miur Davide Faraone, in visita proprio in questo Istituto diceva: “Il tema dell’inclusione nelle scuole non deve mai rappresentare un evento straordinario o eccezionale, ma deve essere la regola e la normalità, e questa scuola in modo particolare è un modello di integrazione”.
Quelle dell’On. Faraone sono state parole di circostanza, tipiche di un protocollo propagandistico della Buona Scuola, oppure realmente quella scuola è all’avanguardia per quanto attiene la didattica dell’inclusione e dell’integrazione?
A sentire la madre dell’alunna disabile ritirata di tutta fretta dalla scuola, sembrerebbe che la scuola non sia l’isola felice dell’inclusione. A difesa della scuola e del corpo docente di sostegno c’è il dirigente scolastico che così risponde alla madre dell’alunna disabile: “Con immenso rammarico apprendiamo dalla madre che il grande sforzo profuso dalla scuola non è stato riconosciuto come in analoghi casi si è verificato e si verifica quotidianamente. Questa istituzione scolastica pertanto ritiene doveroso, ove ne ricorrano i presupposti, di tutelare il proprio buon nome e la professionalità dei propri operatori scolastici nelle sedi che riterrà più opportune e contro chiunque concorrerà a creare discredito nei confronti della scuola”.
Il timore è che la vicenda non finisca con un semplice scambio di lettere, ma che coinvolga anche il Parlamento, in quanto pare che la madre si sia rivolta alla politica per fare un’interrogazione parlamentare. Se così fosse, siamo certi che il sottosegretario Faraone che conosce bene questa scuola per averla visitata il mese di novembre 2015, potrà rispondere con tanta consapevolezza per spiegare a tutti come stanno realmente le cose.

Icotea