Home Politica scolastica Regionalizzazione: un no corale dal nord alla Calabria

Regionalizzazione: un no corale dal nord alla Calabria

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Ormai non passa giorno senza che in qualche città italiana si svolga una manifestazione sul tema della regionalizzazione della scuola.
I sindacati del comparto continuano a raccogliere firme per protestare contro il progetto del Governo che non sembra affatto intenzionato ad abbandonarlo: anzi, proprio negli ultimi giorni la Lega ha fatto capire che l’autonomia differenziata è una priorità della “fase 2” iniziata dopo il voto del 26 maggio.

Convegno dei Partigiani a Reggio Calabria

In Calabria, i Partigiani della Scuola Pubblica proseguono con le loro iniziative sul territorio: l’ultima risale al 30 maggio quando a Reggio si è svolto un convegno molto partecipato.
Di particolare interesse l’intervento della professoressa Carmela Salazar, docente di diritto Costituzionale all’Università di Reggio.
Salazar ha ricordato che il tema dell’autonomia sta nel contratto di Governo giallo-verde, anche se per la verità il processo venne avviato da Gentiloni con gli accordi preliminari fatti con le tre regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.
Senza dimenticare – ha rimarcato la docente reggina – che l’articolo 116 della Costituzione prevede sì che le Regioni possano chiedere un incremento delle loro autonomie, ma vi è il ruolo importante del Parlamento che è quello di controllo.

Le dichiarazioni di Pino Turi (Uil Scuola)

Pochi giorni addietro era intervenuto anche il segretario nazionale di Uil Scuola Pino Turi che, riferendosi alle iniziative della regione Friuli Venezia Giulia, ha rimarcato:  “Che la Regione Friuli voglia investire nella scuola del territorio, nulla osta, quello che non riusciamo a capire è perché ne voglia il controllo politico e gestionale”.

“Lo abbiamo detto e ridetto –
ha aggiunto Turi – si possono benissimo trovare convergenze e terreni comuni per progetti ed investimenti, non si può invece accettare che sia acquisita la titolarità dell’istituzione scolastica statale, che è un patrimonio dell’intera popolazione e non della maggioranza politica di turno che può decidere sulla scuola sia in termini espansivi che regressivi. Disporre dei diritti universali dei cittadini sulla base del governo regionale di turno, è incostituzionale”.