Home Attualità Renzi agli insegnanti siciliani: dal vostro lavoro ripartirà l’Italia

Renzi agli insegnanti siciliani: dal vostro lavoro ripartirà l’Italia

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  • GUERINI
“Dal vostro lavoro ripartirà l’Italia”. Così ha risposto il premier Matteo Renzi parlando agli insegnanti dell’istituto comprensivo Raiti di Siracusa, rispondendo in particolare a una maestra, Simona, che ha raccontato di essere da 15 anni precaria. Dobbiamo fare in modo, ha aggiunto Renzi, “che la scuola italiana torni ad essere la patria della bellezza e della cultura”.
Fuori la scuola, la seconda dopo l’esordio a Treviso della settimana scorsa, Renzi ha dovuto subire delle contestazioni, messe in atto da alcuni militanti del Movimento 5 Stelle a cui si sono uniti del lavoratori precari della scuola per protestare contro i licenziamenti: “Non sei credibile”, “Devi passare prima dal voto popolare”, si leggeva sui cartelli. I contestatori hanno suonato fischietti e urlato contro il presidente del Consiglio.
Alcuni lavoratori gli si sono avvicinati per chiedere un sostegno da parte del governo. E Renzi ha risposto: “Vedremo cosa si può fare”. Per poi aggingere: “E’ il momento più difficile da 30 anni per chi perde il posto di lavoro. Dobbiamo cercare di fare uno sforzo vero”.
L’accoglienza nell’istituto siciliano è stata invece calda e positiva. “Matteo, Matteo…”, hanno scandito a mo’ di slogan, gli alunni all’arrivo di Renzi nell’istituto comprensivo. La scuola, che ha 800 alunni, è un modello di integrazione per la presenza di una trentina di studenti stranieri, oltre che di accessibilità, visto che è completamente priva di barriere architettoniche.
Ad accogliere Renzi, che è arrivato assieme al sottosegretario Graziano Delrio, c’erano il sindaco Giancarlo Garozzo e la sua giunta. All’incontro alla scuola hanno partecipato anche il vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello e l’arcivescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo.
Nell’incontro successivo con le istituzioni locali, tenuto nel municipio di Siracusa, Renzi ha spiegato che è contrario alle “passerelle politiche: non ne abbiamo bisogno. Dobbiamo fare cose operative”. I sindaci sono stati quindi invitati a “scegliere una scuola per avviare i lavori di adeguamento” con il bando che scadrà tra dieci giorni. Ad un sindaco del siracusano, che gli ha fatto presente i suoi problemi sul fronte dell’edilizia scolastica, soprattutto di copertura finanziaria, Renzi ha detto: “quattro milioni per adeguare una scuola? E se con gli stessi soldi la buttassi giù? Io penso sia meglio buttar giù e rifarla”.