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Renzi sul bambino di colore umiliato dal maestro: così l’Italia perde dignità, quel docente va licenziato

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Il Partito democratico può anche perdere le elezioni, ma non la dignità. Mentre quella la sta perdendo il Paese: basti pensare a quel maestro che qualche settimana fa a Foligno ha costretto “un bambino nero a voltarsi verso la finestra additandolo a tutta la classe come “troppo brutto” per essere guardato in viso. Il concetto è stato espresso dall’ex premier Matteo Renzi al pubblico radunato il 10 marzo nella sala consiliare del Comune di Pescara per la presentazione del suo libro “Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani”.

La preoccupazione per il domani

“Noi possiamo perdere le elezioni, ma non la dignità!”, ha esordito Renzi, riferendosi all’esecutivo M5S-Lega.

“Questo governo, con Salvini e Di Maio, sta cercando di farci avere paura del futuro! Entrambi giocano le carte del futuro come un problema e insistono sulla preoccupazione per il domani, creando un sistema di ingegnerizzazione dell’odio che passa dai social. Per cui, se una cantante come Emma Marrone dice ‘aprite i porti’, sui social iniziano a massacrarla e insultarla e lei in lacrime dice ‘Noi non saremo mai come voi’”.

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Quel bambino di colore schiaffato davanti alla cattedra…

Ma quand’è che l’Italia ha perso la propria dignità? L’attuale senatore del Pd replica dicendo che ormai “siamo il Paese in cui un maestro di una scuola pubblica prende un bambino di colore, lo schiaffa davanti alla cattedra… Quando siamo diventati questa roba qua? Noi non siamo questi! Noi siamo il popolo che quando vede una cosa del genere licenzia quell’essere, uno così non ci sta nella scuola pubblica!”.

Il Miur era intervenuto subito

Sul docente, peraltro non di ruolo, è comunque in corso un procedimento disciplinare. Immediatamente, l’insegnante, che sembra avesse avuto un comportamento analogo anche con la sorella dell’alunno di coloro umiliato davanti alla classe, è stato immediatamente sospeso dal servizio in via cautelare” dal ministero dell’Istruzione.

Il provvedimento è stato adottato dopo che il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, aveva “chiesto agli uffici di intervenire immediatamente”, “a tutela della serenità degli alunni”.

Il caso anche in tribunale

Sempre il titolare del Miur aveva commentato l’accaduto ricordando che “la scuola è luogo di inclusione ed è di tutti” e se confermato “saremmo di fronte a un fatto gravissimo: da condannare”.

Intanto, il caso del maestro di Foligno, è anche sotto la lente della magistratura. “I genitori – ha detto il legale della famiglie dell’alunno di colore umiliato – sono sereni ma chiedono tutela. È comunque importante che tutto ciò sia emerso dai racconti dei bambini che erano in classe ai genitori”.