A Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, una complessa vicenda giudiziaria e scolastica coinvolge un ragazzino di 11 anni affetto da autismo. Il minore aveva iniziato regolarmente il suo percorso nella scuola secondaria di primo grado nel settembre 2025, integrandosi positivamente nel nuovo contesto educativo.
Tuttavia, a gennaio, a anno scolastico già avanzato, è arrivata una decisione del Tar Campania, sezione di Salerno, che ha disposto la sua bocciatura con conseguente retrocessione alla quinta elementare, su ricorso presentato dal padre. Il provvedimento ha portato all’inserimento del ragazzo in una classe quinta dello stesso istituto comprensivo, diverso però dalla scuola primaria paritaria frequentata fino al giugno precedente.
La situazione ha assunto ulteriori sviluppi nelle settimane successive, quando la madre si è rivolta al Consiglio di Stato. Quest’ultimo, con sentenza n. 00889/2026, ha sospeso l’efficacia e l’esecuzione della sentenza del Tar. Nonostante ciò, al momento il ragazzo continua a frequentare la quinta elementare, in attesa di un definitivo riallineamento alla decisione del giudice amministrativo.
Il caso si configura come una vicenda articolata, segnata da ricorsi contrapposti e da una sovrapposizione di decisioni.
“Spero che l’istituto scolastico ottemperi rapidamente a quanto stabilito dal Consiglio di Stato – spiega la madre all’ANSA – anche perché si sta pregiudicando l’equilibrio psico-fisico di mio figlio e il suo diritto allo studio“. La donna evidenzia come il brusco allontanamento dalle attività quotidiane e dagli ambienti nei quali il ragazzo si era inserito con successo stia avendo ripercussioni negative sul suo sviluppo.
“Marco, inoltre, ha svolto in modo proficuo il percorso scolastico delle elementari e nel primo quadrimestre, in prima media, ha ottenuto la media del 7: la sua bocciatura, con conseguente retrocessione alle elementari, non è stata neppure valutata dal Consiglio di classe, è illegittima e ingiusta. Mio figlio venga rimesso subito nella sua classe, in I media“, conclude la madre.