Home Sicurezza ed edilizia scolastica Riapertura scuole, come fare? Ecco le faq dell’USR Veneto

Riapertura scuole, come fare? Ecco le faq dell’USR Veneto

CONDIVIDI
webaccademia 2020

La riapertura delle scuole a settembre presenta ancora diversi nodi irrisolti e i dubbi delle istituzioni scolastiche sono molteplici.

Dopo la pubblicazione del Manuale operativo e di ulteriori layout, l’USR Veneto ha pubblicato anche alcune FAQ, per supportare le scuole per quanto concerne gli aspetti riguardanti la sicurezza.

Le domande e risposte riguardano i seguenti aspetti:

ICOTEA_19_dentro articolo
  • accessi
  • accoglimento iscrizioni
  • bar interno
  • capienza aule
  • dormitori
  • esperti esterni
  • laboratori
  • mascherine
  • mensa
  • sintomi da Covid
  • Sistemi di riduzione della carica virale nell’aria
  • Sostegno
  • Termoscanner
  • Utilizzo della scuola da parte di esterni

ACCESSI  

1) Quanti allievi distanziati per fila possono entrare al minuto a scuola?

Risposta) Si possono utilizzare i criteri dell’evacuazione. Normalmente attraverso un “modulo” (60 cm quando la porta d’accesso è di almeno 120 cm, cioè pari 2 moduli; oppure 80 cm se la porta d’accesso è più piccola, ad esempio da 90 cm, casi forse rari) possono transitare 60 persone ad una velocità prevista di circa 1 m/sec (3,6 km/h). Quindi potrebbero entrare circa 60 studenti al minuto per modulo. Naturalmente se la porta d’ingresso è da 2 moduli (120 o 150 cm) da quella porta può entrare una sola fila di studenti, altrimenti due file sarebbero troppo vicine (meno di 1 metro). Appare, pertanto, importante individuare più accessi alla scuola da impiegare contemporaneamente, come già suggerito nel Manuale operativo (pag. 10).

2) Se si utilizzano ambienti esterni alla scuola, come si potranno gestire i cambi d’ora dei docenti?

Risposta) La gestione del susseguirsi dei docenti nelle diverse ore di lezione nelle varie classi è demandata ad una corretta formulazione dell’orario delle lezioni, che, nel caso sia necessario utilizzare anche ambienti esterni alla sede scolastica, dovrà debitamente tener conto della loro distanza e del tempo necessario a raggiugerli, anche in relazione ai mezzi di trasporto utilizzati dai docenti stessi, ed evitando che le classi possano rimanere scoperte e lasciate alla sola vigilanza dei collaboratori scolastici per un lungo lasso di tempo.

3) Fino a che ora si può anticipare l’ingresso a scuola, soprattutto in caso di pendolarismo, per evitare lo stazionamento di parecchi studenti?

Risposta) Nel Manuale operativo (pag. 11) è stato fornito indicativamente un tempo limite di 15 minuti per la sosta breve degli allievi all’interno dell’edificio scolastico prima dell’inizio delle lezioni. Nelle prefigurazioni del Manuale, tale limite è compatibile con un affollamento massimo delle aree di sosta calcolabile con il parametro minimo di 1,25 mq/persona.

4) Per i servizi di pre e post-accoglienza dei bambini della scuola infanzia e primaria, organizzati dall’Amministrazione con personale esterno alla scuola, come ci si deve comportare? E’ ancora fattibile?

Risposta) E’ ancora fattibile, ma nel rispetto di tutte le misure di prevenzione e protezione imposte dall’attuale situazione d’emergenza (distanziamento fisico, mascherina, disinfezione delle mani, temperatura corporea non superiore a 37,5 °C, ecc.). Si suggerisce quindi di prefigurare in modo attento e scrupoloso tali servizi, redigendo, congiuntamente al personale esterno coinvolto, un documento organizzativo e gestionale, che dettagli luoghi, tempi e modi dei suddetti servizi, anche tenendo conto delle diverse casistiche di criticità ed emergenza che potrebbero nascere (un esempio su tutti, come comportarsi se, in fase di pre-accoglienza, il bambino avesse una temperatura corporea superiore a 37,5 °C).

5) Se la capienza delle aule è sufficiente e si possono prevedere ingressi separati per massimo due o tre classi con lieve scaglionamento per permettere l’ingresso di una classe per volta, è sufficiente che gli alunni tengano un distanziamento di un metro e possano entrare praticamente alla stessa ora?

Risposta) Il distanziamento interpersonale di almeno 1 m (combinato con l’uso della mascherina) è considerato una delle più efficaci misure di prevenzione del rischio di contagio da COVID-19. Se questa misura viene garantita, è possibile far entrare nella sede scolastica anche più classi alla stessa ora. Per ulteriori dettagli si rimanda alla risposta data al quesito Accessi – 1. 

ACCOGLIMENTO ISCRIZIONI

1) Se in corso d’anno vi è una o più iscrizioni che portano oltre il numero massimo di allievi consentito in quell’aula e/o non permettono il distanziamento cosa fare?

Risposta) Le iscrizioni in corso d’anno possono non essere accettate se si verifica che, anche considerando il margine di tolleranza di cui alla risposta al quesito Capienza aule – 3), non vi sono le condizioni per garantire il necessario distanziamento tra gli allievi di almeno 1 m tra bocca e bocca oppure se, per inserire ulteriori banchi, viene meno il distanziamento di almeno 2 m dell’insegnante dal banco più vicino. Tuttavia, il problema dell’iscrizione dei minori, soprattutto per trasferimento della famiglia, esiste e va posto a livello provinciale, coordinandosi con Ufficio territoriale, Comune o Provincia, perché, negli anni di obbligo di istruzione, la scuola che, per competenza di residenza, non riesce ad accogliere l’allievo in corso d’anno deve adoperarsi per trovare alternative con scuole vicine onde garantire il diritto allo studio e anche in tal caso vigono le stesse norme. 

BAR INTERNO

1) Come effettuare la gestione del bar interno alla Scuola?

Risposta) Per la gestione del bar interno si può prendere spunto da quanto riportato nei protocolli COVID-19 contenuti nel DPCM del 17/5/2020, allegato 17. 

CAPIENZA AULE

1) La scelta definitiva sulla capienza è in capo ai DD.SS. o all’Ente locale?

Risposta) E’ auspicabile che vi sia una fattiva collaborazione tra la scuola e l’Ente locale al fine di definire la capienza massima delle aule didattiche, anche finalizzata ad individuare soluzioni alternative qualora alcune aule non possano contenere le intere classi loro destinate. Tuttavia la scelta definitiva non può che essere del Dirigente Scolastico, perché le modalità di utilizzo degli spazi per la didattica messi a disposizione dall’Ente locale attengono alla sua diretta responsabilità, nel rispetto delle misure di contenimento del rischio di contagio da SARS-CoV-2 fornite dal CTS e delle preordinate prescrizioni del D.Lgs. 81/2008 relativo alla salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.

2) Possiamo pensare che gli alunni di un plesso frequentino presso un altro plesso? (es. alunni della scuola secondaria di primo grado alla scuola primaria?)

Risposta) All’interno dello stesso istituto comprensivo, se gli spazi disponibili nel plesso di scuola secondaria di I° grado, a seguito di un’attenta analisi, risultassero insufficienti a contenere tutte le classi, è possibile trasferire alcune di queste presso un plesso di scuola primaria, avendo cura, per quanto organizzativamente possibile, di evitare l’uso promiscuo degli spazi da parte degli allievi dei due ordini.

3) Se lo spazio d’aula risultasse adeguato per 20 alunni, è possibile andare in deroga per contenere tutti i 22 che compongono il gruppo classe?

Risposta) Le indicazioni date dal Manuale operativo forniscono un criterio per calcolare la capienza massima. Ciò detto, è sempre possibile introdurre un margine di elasticità, che però non può essere certo molto elevato e potrebbe aggirarsi su qualche punto %. Quindi se in un’aula ci stanno 20 allievi, si può pensare di aggiungere al massimo un posto, che corrisponderebbe al 5% (naturalmente individuando il posizionamento in modo tale da rispettare tutti i parametri di distanziamento previsti dal CTS)

4) Quanto sono perentorie le indicazioni date dal CTS rispetto alle capienze delle aule?

Risposta) La circolare dell’INAIL n. 22 del 20/5/2020 – Tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro – afferma che “la responsabilità del datore di lavoro è ipotizzabile solo in caso di violazione della legge o di obblighi derivanti dalle conoscenze sperimentali o tecniche, che nel caso dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 si possono rinvenire nei protocolli e nelle linee guida governativi e regionali di cui all’articolo 1, comma 14 del DL 16 maggio 2020, n.33”. La circolare si presta ad un’interpretazione più ampia di quella riferita al solo rapporto lavorativo, perché, proprio nel passaggio citato, traccia la corretta linea di condotta generale in capo al Dirigente Scolastico (anche nella sua veste di datore di lavoro). La perentorietà delle indicazioni fornite dal CTS può, dunque, essere assunta alla luce della qui menzionata circolare INAIL, dovendosi senz’altro assimilare i documenti tecnici del CTS alle citate linee guida governative.

5) Bisogna tenere conto che servono spazi liberi nel caso di alunni con febbre, da isolare temporaneamente?

Risposta) Assolutamente sì; il Documento tecnico del CTS (allegato al verbale n. 82 del 28/5/2020) dice infatti che “va identificata una idonea procedura per l’accoglienza e isolamento di eventuali soggetti (studenti o altro personale scolastico) che dovessero manifestare una sintomatologia respiratoria e febbre. In tale evenienza il soggetto dovrà essere dotato immediatamente di mascherina chirurgica qualora dotato di mascherina di comunità e dovrà essere attivata l’assistenza necessaria secondo le indicazioni dell’autorità sanitaria locale”. Per il temporaneo isolamento delle persone sintomatiche e con febbre superiore a 37,5 °C, si suggerisce di non utilizzare il locale infermeria, ove presente, che deve restare disponibile per ogni altra necessità di primo soccorso non afferente al COVID-19 (ad es. infortuni o malori di natura diversa). In caso di necessità, il locale individuato per l’isolamento può essere utilizzato per ospitare anche più di una persona contemporaneamente e, successivamente al suo impiego, va pulito e disinfettato approfonditamente, secondo le indicazioni fornite dall’Allegato 1 al citato Documento tecnico.

6) Cosa si intende per blocchi per finestre a bandiera? Semplici catenelle?

Risposta) Si intende far riferimento ai sistemi meccanici che permettano di fissare in apertura (parziale o totale) l’anta della finestra, evitando che possa muoversi autonomamente per l’aria che circola e diventare pericolosa per gli allievi. Un esempio viene riportato nell’immagine qui di fianco.

7) I banchi non devono essere attaccati al muro?

Risposta) Possono essere attaccati al muro i banchi della prima e dell’ultima colonna, ma solo se non fanno parte di coppie di colonne affiancate a distanza inferiore ai 60 cm (per un esempio grafico si rimanda al documento “Piano per la ripartenza 2020-21 – Precisazioni CTS e ulteriori layout”, pubblicato il 14/7/2020 – https://istruzioneveneto.gov.it/wp-content/uploads/2020/07/Piano-per-la-ripartenza-2020-21-Precisazioni-CTS-e-ulteriori-layout-definitivo-14-7-2020.pdf).

8) Se applico l’abaco sulle aule non ne ho nessuna che corrisponda al numero massimo previsto, soprattutto nelle classi prime. Potrebbe essere meglio specificato il suo utilizzo?

Risposta) Come specificato nel Manuale operativo, l’abaco fornisce un valore meramente indicativo della massima capienza di un’aula, è applicabile per aule di forma quadrata o “leggermente” rettangolare (con rapporto tra lato maggiore e lato minore < 1,1) e per tre diverse dimensioni dei banchi. In sostanza può solo fornire un’idea di massima della capienza e non sostituisce la prova diretta che deve essere fatta posizionando i banchi disponibili all’interno dell’aula reale, applicando allo scopo le indicazioni fornite all’interno del riquadro di pag. 3 e 4 del Manuale stesso.

9) Quali sono esattamente le norme cogenti (distinte dalle raccomandazioni) per individuare la capienza dei locali? La cosa non è chiara e appaiono diversità tra le Linee guida MI e il Manuale operativo.

Risposta) Nella sua I^ parte, il Manuale operativo si è posto l’obiettivo di articolare operativamente le indicazioni fornite dai Documenti tecnici del CTS (allegati ai verbali n. 82 del 28/5/2020 e n. 90 del 23/6/2020), nonché dal Piano Scuola 2020-2021 del Ministero dell’Istruzione (26/6/2020). Le indicazioni che vanno certamente rispettate sono quelle fornite dal CTS (distanziamento di almeno 1 m tra gli allievi e di almeno 2 m tra l’insegnante e i banchi più prossimi alla cattedra) e quelle che si possono desumere dall’applicazione del D.Lgs. 81/2008 (corridoi tra le colonne dei banchi per agevolare l’uscita in sicurezza in caso d’emergenza e distanziamento dei banchi dalle finestre che si aprono verso l’interno, soprattutto se a bandiera). La dimensione minima di 60 cm per i corridoi tra le colonne è data come raccomandazione (peraltro approvata dal Comando regionale dei Vigili del fuoco), mentre l’eventuale distanziamento dei banchi dalle finestre non viene fornito in termini numerici, perché dipendente dalle dimensioni delle ante e dalle caratteristiche dei telai (negli esempi di layout inseriti nel Manuale, in distanziamento di 75 cm del caso B è dato solo in relazione ad un’ipotetica finestra con ante da 70 cm e non ha alcun valore vincolante).

10) E’ possibile utilizzare palestre suddividendo gli spazi per creare aule?

Risposta) Non è da escludere in casi estremi, ma per vari motivi è caldamente sconsigliato. Vanno considerati, infatti, l’eventuale presenza di sistemi di riscaldamento aeraulici e il possibile riverbero sonoro dell’ambiente (che possono ridurre anche di molto la comprensibilità del parlato), l’illuminamento complessivo (naturale + artificiale) sulle superfici dei banchi, probabilmente insufficiente per attività di lettura e scrittura, e, non ultimo, il fatto che in questo modo si perderebbe la possibilità di effettuare le ore di attività motoria nello spazio ad esse deputato.

11) I parametri del Manuale operativo sono ridotti rispetto a quelli del MI. Ad esempio la fascia di 1,5 metri per il docente lungo tutta la parete non si trova nelle linee guida del MI e toglie molto spazio.

Risposta) Il Documento tecnico del CTS (allegato al verbale n. 82 del 28/5/2020) stabilisce una “distanza di almeno un metro dai banchi”. Il Manuale suggerisce di considerare una fascia di almeno 1,5 m a partire dalla parete dietro la cattedra perché, in tal modo e tenendo in considerazione il necessario spazio tra la cattedra e la prima riga di banchi di almeno 0,6 m, si ottengono sia i 2 m di distanziamento dell’insegnate (in condizioni statiche), sia un congruo spazio di movimento dell’insegnante tra cattedra e lavagna durante le sue attività d’insegnamento.

12) Vorrei chiedere di avere indicazioni sull’attività in palestra, come gestire l’attività di Scienze Motorie e Sportive, uso degli spogliatoi, uso delle attrezzature …

Risposta) Sull’utilizzo delle palestre il Manuale ha dedicato un paragrafo specifico all’interno della I^ parte, che fornisce qualche suggerimento di massima, di cui valutare la fattibilità. Si rimanda pertanto a quanto riportato nel Manuale, pag. 7 e 8.

13) E’ possibile mettere il plexiglas davanti alla cattedra così da poter recuperare spazio per aggiungere banchi?

Risposta) Il CTS, nel suo documento di risposta ai quesiti posti dal Ministero dell’Istruzione (allegato al verbale n. 94 del 7/7/2020), puntualizza che “nella definizione di layout resta imprescindibile la distanza di 2 metri lineari tra il docente e l’alunno nella zona interattiva della cattedra, identificata tra la cattedra medesima e il banco più prossimo ad essa”. L’installazione di un divisorio in plexiglas sulla cattedra non permette di ridurre tale distanza, anche tenendo conto della necessità di garantire comunque un corridoio di almeno 60 cm tra la cattedra e la prima riga di banchi per consentire l’uscita in sicurezza della classe in caso d’emergenza.

14) Rispetto al distanziamento, ci sono indicazioni per lo svolgimento delle attività di strumento musicale nelle scuole ad indirizzo musicale?

Risposta) Se l’attività di strumento musicale viene effettuata in un rapporto docente-allievo di 1:1, valgono le consuete regole sul distanziamento di almeno 2 m dell’insegnante dall’allievo stesso. Nel caso l’insegnante debba avvicinarsi a meno di 2 m, valgono le stesse considerazione riportate nel Manuale operativo al paragrafo relativo ai laboratori e aule attrezzate, cui si rimanda (pag. 6-7). Se invece l’attività di strumento viene effettuata per piccoli gruppi di allievi, gli stessi devono comunque distanziarsi l’uno dall’altro di almeno 1 m (di almeno 2 m se utilizzano strumenti a fiato suscettibili di emettere droplet, in analogia a quanto indicato per le attività motorie in palestra), mentre per l’insegnante vale quanto detto più sopra.

15) La gestione degli zaini come deve essere fatta?

Risposta) Nei diversi Documenti tecnici prodotti dal CTS (allegati ai verbali n. 82 del 28/5/2020, n. 90 del 23/6/2020 e n. 94 del 7/7/2020), relativi alla ripresa delle attività didattiche in presenza, il problema degli zaini non viene mai menzionato. Più in generale, l’Allegato 1 al Documento tecnico del CTS (allegato al verbale n. 82 del 28/5/2020) riporta un estratto dalla circolare del Ministero della Salute del 22/05/2020. “Indicazioni per l’attuazione di misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 attraverso procedure di sanificazione di strutture non sanitarie (superfici, ambienti interni) e abbigliamento”, cui si potrebbe essere tentati di fare riferimento per la gestione degli zaini sotto il profilo igienico. Tuttavia una lettura attenta di tale circolare porta a comprendere che l’attenzione è rivolta alle superfici e agli oggetti toccati frequentemente da diverse persone, non di uso personale, mentre un altro aspetto che viene sottolineato riporta alla necessità di garantire una pulizia e una disinfezione efficaci e realizzabili in tempi ragionevoli. Tutto ciò premesso, si ritiene che gli zaini, essendo oggetti personali, possano essere gestiti come di consueto. E’ altresì interessante e senz’altro da seguire il suggerimento di evitare di lasciare in aula, al termine delle lezioni, materiali personali degli allievi, specie se in tessuto (borse, sacche, ecc.), proprio per facilitare le successive operazioni di pulizia e disinfezione degli ambienti.

16) La mappatura delle aule spetta alla scuola o al Comune/Provincia?

Risposta) La mappatura degli spazi è inizialmente in capo alla scuola, che poi si confronterà con l’Ente locale rispetto alle criticità rilevate, al fine di addivenire a soluzioni condivise. Per altre considerazioni si rimanda alla risposta data al quesito Capienza aula – 1.

17) Se manca lo spazio, si può rimanere in classe con mascherina e visiera?

Risposta) L’aggiunta della visiera alla già prevista mascherina non è una soluzione che permette di ridurre le distanze interpersonali (il metro almeno tra allievi e i 2 metri almeno tra insegnante e banchi). Il suo impiego quindi non ha alcuna incidenza sulla determinazione della capienza massima dell’aula. Il ruolo della visiera è quello di proteggere la persona che la indossa da droplet di dimensioni maggiori che, data un’eventuale distanza ravvicinata con un’altra persona priva di mascherina, possono arrivare a colpirla in viso. E’ dunque adatta a proteggere chi la indossa quando ci si deve necessariamente avvicinare ad una persona momentaneamente priva di mascherina, come può accadere, ad esempio, durante un intervento di primo soccorso.

DORMITORI

1) Come gestire i dormitori dei convitti?

Risposta) Per la gestione dei dormitori nei convitti si può prendere spunto da quanto riportato nei protocolli COVID-19 contenuti nel DPCM del 17/5/2020, allegato 17. 

ESPERTI ESTERNI

1) Vorrei sapere se in questa fase vanno evitate attività che prevedano interventi di esterni.

Risposta) Le attività didattiche che prevedono, per le loro particolari competenze, l’intervento in aula di esperti esterni non sono esplicitamente vietate. Andranno, tuttavia, ben valutate sotto il profilo organizzativo e della gestione degli spazi, per assicurare che vengano rispettati i parametri di distanziamento interpersonale previsti dal CTS. Inoltre, nel momento dell’accesso a scuola, l’esperto esterno dovrà sottoscrivere l’autodichiarazione predisposta dalla scuola per le persone esterne (un possibile modello è reperibile in allegato al documento “Indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro scolastici e la gestione del rischio da Covid-19”, pubblicato dall’USVR il 27/5/2020 – https://istruzioneveneto.gov.it/20200527_5637/). L’esperto esterno dovrà infine conformarsi alle regole previste dal Protocollo COVID-19 della scuola ed utilizzare una propria mascherina chirurgica o “di comunità”. 

LABORATORI

1) Nei laboratori di cucina e sala le attività non possono essere svolte con i distanziamenti proposti per altri tipi di laboratorio. E’ possibile applicare le norme per i ristoranti?

Risposta) Sì, prendere spunto da quanto riportato nei protocolli COVID-19 contenuti nel DPCM del 17/5/2020, allegato 17, è una buona modalità di procedere per trovare soluzioni concrete da applicare a realtà laboratoriali così specifiche. 

MASCHERINE

1) Devo acquistare le mascherine per gli alunni?

Risposta) Gli alunni vengono a scuola con proprie mascherine (chirurgiche o “di comunità”). Utilizzeranno mascherine chirurgiche fornite dalla scuola solo nei casi in cui siano equiparati a lavoratori e salvo diversamente stabilito dalla valutazione dei rischi, che potrebbe richiedere l’impiego di DPI specifici per le attività di laboratorio.

2) Se i docenti della scuola primaria hanno necessità di avvicinarsi ai bambini per guidarli nello svolgimento di un compito possono farlo utilizzando la visiera e la mascherina?

Risposta) Il ruolo della visiera è quello di proteggere la persona che la indossa da droplet di dimensioni maggiori che, data un’eventuale distanza ravvicinata con un’altra persona priva di mascherina, possono arrivare a colpirla in viso. Poiché per gli allievi della scuola primaria, ad oggi, è previsto l’uso della mascherina, la visiera non è dunque necessaria. In caso di necessità l’insegnante può avvicinarsi all’allievo, indossando la mascherina chirurgica e disinfettandosi frequentemente le mani con un prodotto a base alcolica (al 60% di alcol). 

MENSA

1) Come comportarsi per il servizio di sorveglianza durante la pausa pranzo eseguito con personale esterno?

Risposta) Deve essere garantito da parte del personale esterno il rispetto delle stesse regole previste per quello scolastico, definite nel Protocollo COVID-19 che la scuola ha predisposto. Inoltre, se tale personale esterno è dipendente di una ditta è necessario condividere con essa i rispettivi Protocolli COVID-19. Altre informazioni sono fornite, per analogia, nel documento “Indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro scolastici e la gestione del rischio da Covid-19”, pubblicato dall’USVR il 27/5/2020 – https://istruzioneveneto.gov.it/20200527_5637/ (punti 12, pag. 9, e 17, pag. 11).

2) E’ ipotizzabile all’Infanzia prevedere il pranzo in sezione per poter usare aula attualmente adibita a mensa come spazio per una sezione e garantire maggior distanziamento generale?

Risposta) Sì, previa pulizia e disinfezione delle superfici impiegate per pranzare, da ripetersi anche al termine del pasto, è possibile organizzare il pranzo all’interno della sezione.

3) In merito alla mensa, visto che il pasto riveste un importante momento educativo, se non si hanno a disposizione gli spazi sufficienti e se risulta impossibile anche la turnazione, si può ricorrere al pasto in aula con lunch box? Come comportarsi in merito alla disinfezione?

Risposta) Nel suo Documento tecnico (allegato al verbale n. 82 del 28/5/2020), il CTS prevede la fornitura del pasto in “lunch box” come misura residuale, dopo aver valutato tutte le altre opzioni, già indicate nel testo del quesito. Nel caso si adotti la soluzione del “lunch box” è bene pulire e disinfettare i banchi prima e dopo aver consumato il pasto. Per il pasto, inoltre, i banchi non devono essere spostati dalla loro posizione, già definita per rispettare i parametri di distanziamento previsti dal CTS.

4) Per la mensa alla scuola dell’Infanzia è previsto il distanziamento di 1m? Considerando che per l’infanzia non è previsto distanziamento dei bambini in aula….

Risposta) Analogamente a quanto avviene in aula (sezione), dove è oggettivamente impossibile “garantire il distanziamento fisico” (Piano Scuola 2020/2021, pag. 11), nella mensa per la scuola dell’Infanzia non è strettamente necessario prevedere almeno 1 m di distanziamento tra i bambini. Tuttavia, se gli spazi a diposizione lo consentono, è preferibile sfruttarli completamente e distanziare il più possibile le sedute ai tavolini.

5) Per il servizio mensa: tra due colonne di tavoli mensa quale larghezza del corridoio deve essere garantita come via di fuga tenuto conto che i bambini sono seduti uno di fianco all’altro e non di fronte come in classe?

Risposta) Se i bambini sono seduti al tavolo mensa uno di fianco all’altro (per la scuola primaria ciò è possibile mantenendo il distanziamento di almeno 1 m), deve essere garantita la presenza di un corridoio di almeno 60 cm di larghezza da ambo i lati della colonna.

6) Per il doppio turno mensa il cibo consegnato alla scuola in un solo momento resterà nel vassoio a lungo, per circa un’ora e mezza. Può rappresentare un problema?

Risposta) Non per quanto riguarda il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2. Potrebbe invece esserci un problema di qualità del servizio mensa se il cibo, rimanendo nel vassoio per molto tempo, venisse servito non più alla giusta temperatura.

7) Se i pasti vengono consegnati sigillati come prevede attualmente la norma (riferita per ora ai centri estivi) i ragazzi possono consumare i pasti direttamente in aula?

Risposta) Nell’ipotesi che i pasti sigillati siano assimilabili al sistema “lunch box”, si rimanda alla risposta data al quesito Mensa – 3. 

SINTOMI DA COVID-19

1) Ragazzi che soffrono di allergie (acaro, polline, ecc.), che sembrano raffreddati, occhi lucidi e che si soffiano il naso di continuo devono accedere a scuola con dei certificati medici?

Risposta) Il Documento tecnico del CTS (allegato al verbale n. 82 del 28/5/2020) individua le persone da mettere temporaneamente in isolamento tra coloro che abbiano “sintomatologia respiratoria e febbre” (si sottolinea la congiunzione “e”, il cui significato è che devono essere presenti entrambi contemporaneamente), vale a dire “sintomi suggestivi di una diagnosi di infezione da SARS-CoV-2” (cfr. Documento tecnico CTS allegato al verbale n. 94 del 7/7/2020, risposta al quesito MI n. 3). In alcuni documenti (tra cui ad esempio “Indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari” della Regione Veneto, vers. 10 del 11/4/2020) la “sintomatologia respiratoria” viene esplicitata in “tosse e difficoltà respiratoria”. Ciò premesso, le forme allergiche citate nel quesito, i cui sintomi sono stati così ben descritti, non sono suggestivi di una diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 e quindi non si ritiene necessario che chi li presenta debba accedere a scuola munito di certificato medico.

SISIEMI DI RIDUZIONE DELLA CARICA VIRALE NELL’ARIA

1) E’ utile la presenza di impianti di ricircolo e cambio dell’aria (presenti nelle scuole di recente costruzione) anche in periodo invernale, quando diventa più difficile tenere le finestre aperte. Questa situazione può giustificare un numero maggiore di alunni in classe?

Risposta) No, la maggiore o minore efficacia dei sistemi di ricambio dell’aria non incide sui vincoli ineliminabili del distanziamento (≥ 1 m tra allievo e allievo, ≥ 2 m tra insegnante e banchi). Sistemi di ricambio dell’aria più efficaci possono invece permettere di non tener conto del distanziamento dei banchi dalle finestre, se queste possono essere tenute chiuse. Attenzione però a distinguere impianti di “ricircolo” da impianti di “ricambio”, perché il CTS sconsiglia vivamente il ricircolo dell’aria (che agevola la diffusione dei droplet), mentre il ricambio (ottenuto in via naturale con l’apertura delle finestre e delle porte) agevola proprio la dispersione dei droplet.

2) Se l’aula avesse una capienza massima inferiore al numero di allievi della classe cui è destinata e non ci fossero alternative possibili, si possono usare in aula particolari purificatori d’aria?

Risposta) I (non meglio precisati) purificatori dell’aria non trovano spazio in alcun documento tecnico del CTS, come soluzione per ridurre il distanziamento di almeno 1 m tra gli allievi e di almeno 2 m tra l’insegnante e i banchi più vicini allo stesso. I purificatori dell’aria, dunque, potrebbero essere impiegati, quando ne fosse acclarata la loro efficacia, come ulteriore misura di prevenzione, a maggior sicurezza per tutti gli occupanti dell’aula, ma contemporaneamente ad una disposizione di banchi e cattedra che consenta i necessari distanziamenti interpersonali e assicurando comunque il periodico ricambio dell’aria.

3) Utili gli impianti di ventilazione dotati di recuperatori di calore? Questo permetterebbe anche un abbattimento della trasmissione dell’influenza e sembra che, in generale, aumentare il ricambio d’aria nelle scuole aiuti.

Risposta) E’ indubbio che il regolare ricambio dell’aria contribuisce a contrastare il diffondersi delle malattie che si trasmettono attraverso l’aria medesima e che vi siano in commercio diverse soluzioni interessanti ed innovative in tal senso. Al di là dei tempi di attuazione dei necessari interventi di installazione di questi sistemi “di ultima generazione” in un’intera sede scolastica, tempi che potrebbero essere assai lunghi, allo stato attuale non vi sono riferimenti o indicazioni del CTS che consentano di affermare che la loro messa in opera permetterebbe una riduzione del distanziamento fisico tra gli allievi e tra l’insegnante e gli allievi medesimi al di sotto dei valori noti rispettivamente di almeno 1 m e almeno 2 m.

4) Per ridurre la presenza del virus negli ambienti scolastici è possibile utilizzare soluzioni tecnologiche avanzate, come i raggi ultravioletti o simili?

Risposta) Il documento dell’Istituto Superiore di Sanità “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento” del 15/5/2020 prende in esame diversi sistemi virucidi alternativi ai tradizionali prodotti disinfettanti, che, lo ricordiamo, sono il sodio ipoclorito allo 0,1 % (la comune candeggina) e l’etanolo al 70 %. Tra i sistemi analizzati, l’ISS parla in particolare dell’ozono, del cloro attivo, della radiazione ultravioletta e del perossido d’idrogeno, che fin dai primi mesi della pandemia sono stati proposti per il trattamento di ambienti contaminati. Le modalità di utilizzo di tali sistemi, tuttavia, variano moltissimo e impattano diversamente sulla conduzione degli ambienti trattati. Ad esempio, scrive l’ISS, “l’uso dell’ozono deve avvenire in ambienti non occupati e debitamente confinati. Per ridurre il rischio, possono essere predisposti dispositivi visivi in ogni punto di accesso degli ambienti in fase di trattamento”. Inoltre il documento ricorda che “non esistono informazioni specifiche sull’efficacia [dell’ozono] contro il SARS-CoV-2”. Anche il cloro attivo e il perossido d’idrogeno, senz’altro efficaci, impattano molto sull’ambiente, che non può essere frequentato per l’itera durata del trattamento e anche per un congruo tempo successivo. Inoltre, il loro utilizzo non può essere fatto dal personale scolastico (l’ISS afferma infatti, rispetto al cloro attivo, che “relativamente agli effetti sulla salute umana, si sottolinea un rischio non accettabile a seguito di inalazione da parte di utilizzatori professionali durante la disinfezione di grandi superfici”, mentre, per il perossido d’idrogeno, che “considerata la classificazione del principio attivo, come anche il metodo di applicazione, l’utilizzo di perossido d’idrogeno vaporizzato/aerosolizzato è ristretto ai soli operatori professionali”). La radiazione ultravioletta (UV-C, cioè a frequenze più elevate dello spettro elettromagnetico, generalmente sui 250 nanometri) appare un’opzione interessante (“L’azione virucida e battericida dei raggi UV-C è stata dimostrata in studi sul virus MHV-A59, un analogo murino di MERS-CoV e SARS-CoV-1”, scrive l’ISS). Tuttavia presenta anch’essa alcune controindicazioni. L’ISS in merito rileva che “La radiazione UV-C può essere utilizzata in sicurezza in sistemi chiusi per disinfettare le superfici o gli oggetti in un ambiente chiuso in cui la luce UV non fuoriesce all’esterno. Basta infatti un contenitore di plexigas o di vetro per schermare efficacemente la radiazione UV-C. Viceversa, i sistemi tradizionali con lampade UV-C installate a parete o a soffitto che generano luce UV-C in assenza di protezione dell’utente dall’esposizione, rappresentano un potenziale pericolo in funzione della lunghezza d’onda, dell’intensità e della durata di esposizione, in considerazione del fatto che la radiazione UV-C di per sé non può essere percepita dall’essere umano in quanto non dà alcuna sensazione termica e non è visibile. Infatti, come documentato in letteratura, la radiazione UV-C nell’intervallo 180 nm 280 nm è in grado di produrre gravi danni ad occhi e cute. Inoltre la radiazione UV-C è un cancerogeno certo per l’uomo per tumori oculari e cutanei”. Ne va quindi adeguatamente valutata l’applicabilità in un contesto scolastico. 

SOSTEGNO

1) Come calcolare lo spazio per docente di sostegno/accudente? Si può utilizzare lo spazio docente?

Risposta) L’insegnante di sostegno (oppure l’OSS) deve essere distante almeno 2 m dagli allievi (escluso quello di cui si occupa), mentre deve restare distante almeno 1 m da altri docenti presenti in aula. Se per “spazio docente” si intende quello indicato a pag. 3 del Manuale operativo, sì, l’insegnante di sostegno può utilizzare tale spazio, restando ad almeno 1 m dal docente titolare dell’insegnamento. Si coglie l’occasione della risposta per rammentare che il Documento tecnico del CTS (allegato al verbale n. 82 del 28/5/2020, pag. 18) afferma che “non sono soggetti all’obbligo di utilizzo della mascherina gli studenti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina. Per l’assistenza di studenti con disabilità certificata, non essendo sempre possibile garantire il distanziamento fisico dallo studente, potrà essere previsto per il personale l’utilizzo di ulteriori dispositivi. Nello specifico in questi casi il lavoratore potrà usare, unitamente alla mascherina chirurgica, fatto salvo i casi sopra menzionati, guanti in nitrile e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose. Nell’applicazione delle misure di prevenzione e protezione si dovrà necessariamente tener conto delle diverse disabilità presenti”. La visiera rappresenta una valida protezione per “occhi, viso e mucose”, per cui la scelta opzionale di indossarla sarà avallata dal Dirigente Scolastico, che ne riporterà la facoltà nel Protocollo COVID-19 della scuola. Se ne consiglia comunque l’impiego per gli insegnanti di sostegno che convivono con persone definite “fragili”. 

TERMOSCANNER

1) E’ utile usare il termoscanner?

Risposta) Il Documento tecnico del CTS (allegato al verbale n. 82 del 28/5/2020, pag. 15) dice chiaramente che, sia per gli allievi che per il personale a vario titolo operante, “all’ingresso della scuola NON è necessaria la rilevazione della temperatura corporea”. In ingresso a scuola, la misurazione della temperatura corporea, mediante termoscanner o termometro tradizionale, non è dunque vietata, anche se, per vari motivi, sia tecnici che organizzativi, si ritiene di sconsigliarla. Diversamente, durante le attività scolastiche, se una persona dovesse accusare “sintomi suggestivi di una diagnosi di infezione da SARS-CoV-2” (cfr. Documento tecnico CTS allegato al verbale n. 94 del 7/7/2020, risposta al quesito MI n. 3), è bene che la verifica della sua temperatura corporea venga fatta con sistemi che non necessitano il contatto fisico né l’uso promiscuo di dispositivi. In questo caso il termoscanner può rivelarsi utile (si veda anche la risposta data al quesito Sintomi da COVID-19 – 1). Nel caso in cui la scuola intenda dotarsi di termoscanner, si richiama alla necessità di definire nel Protocollo COVID-19 scolastico le modalità gestionali del loro impiego, comprensive delle regole per il trattamento dei dati personali, e di fornire adeguate istruzioni a chi li dovrà utilizzare. 

UTILIZZO DELLA SCUOLA DA PARTE DI ESTERNI

1) Pulizia ed igienizzazione delle palestre: a carico del Comune o suoi concessionari dopo l’utilizzo extrascolastico. Dopo l’utilizzo scolastico, tale attività è assicurata dalla scuola?

Risposta) Sì, la pulizia e la disinfezione sono in capo alla scuola, sia durante (nella turnazione delle classi) sia al termine dell’utilizzo della palestra da parte della scuola medesima limitatamente alle attività scolastiche.

2) Si possono concedere i locali scolastici a Cooperative per il rientro pomeridiano?

Risposta) Ferma restando la competenza dell’Ente locale in merito, sì, si possono concedere spazi alle Cooperative o a soggetti esterni in genere, dopo la fine delle lezioni, con la previsione che gli stessi assicurino la pulizia e la disinfezione degli ambienti al termine del loro utilizzo, salvo diversi accordi presi con la scuola (se ne parla a pag. 10 del Piano Scuola 2020/2021). Tuttavia si ritiene importante avviare una fattiva interlocuzione con l’Ente locale che concede gli spazi e, contestualmente, con le Cooperative o i soggetti esterni, per condividere tempi, modi, limiti e aspetti gestionali della concessione d’uso (si veda anche la risposta data al quesito Accessi – 4).

Preparazione concorso ordinario inglese