Home Attualità Riapertura scuole, servono più docenti e collaboratori scolastici. Altrimenti lezioni dimezzate

Riapertura scuole, servono più docenti e collaboratori scolastici. Altrimenti lezioni dimezzate

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Il rientro a scuola a settembre continua a destare molte perplessità: in attesa di conoscere le linee guida del Ministero, i dirigenti scolastici stanno provando ad immaginare il rientro in aula, sollevando comunque diversi problemi e arrivando alla stessa conclusione: con gli stessi organici di docenti (e personale ATA), le lezioni saranno più che dimezzate.

Riapertura scuola: con gli stessi organici si dimezzano le lezioni per gli studenti

Su La Repubblica.it, infatti, ci sono alcune testimonianze di dirigenti alle prese con i problemi del rientro: “Abbiamo provato a simulare l’orario settimanale con gli insegnanti attuali e gli spazi a disposizione. Ci entrano metà ore, sia alle elementari che alle medie. Un disastro“, dice il preside del Ennio Quirino Visconti di Roma, che spiega: “Chi, fino a marzo scorso, aveva 10 ore di Italiano ne avrà 5. Chi seguiva sei ore di Matematica, si accontenterà di tre. Chi conosceva, e qui mi riferisco alle elementari, il tempo pieno fino alle 16,30 dovrà tornare a casa a mezzogiorno. Rischiamo che una generazione, soprattutto i più piccoli, apprenda saperi fondamentali in maniera sommaria. Tabelline, diagonali, mettere in bella copia quello che hai dentro, capire un testo. O inizi alle elementari o non impari più“.

Rientro a scuola: c’è il problema del distanziamento dei più piccoli. E le madri “minacciano” di non portare i bimbi a scuola

C’è anche un altro problema che riguarda i bimbi più piccoli, ovvero quello del distanziamento: “stando così le cose — il numero invariato di docenti e bidelli per ogni scuola, a settembre la sezione 3-6 anni non riapre“, tuona la preside dell’Istituto comprensivo Bernardino Telesio di San Sperato, Reggio Calabria,  “Molte madri ce l’hanno detto, se il distanziamento sociale non è sicuro terranno i figli dai nonni“, dice la dirigente, che approfondisce: “I bimbi più piccoli non possono tenere la mascherina, né le distanze. Abbiamo sezioni da 27-28 alunni e, secondo le nostre simulazioni, dobbiamo prevedere un rapporto insegnanti/discenti di 1 a 7, 1 a 10. Serve il doppio di maestri e bidelli”. Per le elementari la preside immagina un orario a metà: 8,30-12,30, rinunciando al tempo pieno e alla mensa.

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La mappa dei bisogni e le linee guida

Come già scritto, da qualche giorno l’amministrazione centrale di viale Trastevere ha chiesto agli Uffici scolastici regionali di realizzare una “mappa” dei bisogni: avvalendosi della collaborazione degli enti locali, i dirigenti scolastici stanno per essere incaricati di redigere, in particolare, il numero delle aule che necessitano, al fine di rispettare il distanziamento fisico tra gli alunni imposto dai protocolli sanitari della Fase 2 e 3.

Nei prossimi giorni, si attendono le Linee Guida del ministero dell’Istruzione, che ogni istituto plasmerà (con orari, entrate, uscite, ecc.) in base ai propri bisogni e rapporti con le istituzioni locali.

 

 

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