Sulla vicenda di uno studente 13enne di La Spezia che ha chiesto e ottenuto la riattribuzione del sesso anagrafico dal Tribunale arrivano le reazioni della politica. A cominciare dalla Lega, che tramite il deputato Rossano Sasso – capogruppo in commissione Scienza, cultura e istruzione – esprime ferma condanna per la vicenda. “A 13 anni in Italia non si ha la capacità di intendere e di volere“, si legge in una nota. “Per questo resto basito dinanzi alla decisione dei giudici di autorizzare il cambio di sesso di una persona poco più che bambina. Auguro ai genitori che hanno acconsentito di far cambiare sesso al proprio figlio che quest’ultimo non si penta e non cambi idea una volta cresciuto”.
“Per i giudici italiani si può procedere alla mastectomia o all’evirazione di un bambino, anziché aspettare, per una cosa così drastica, almeno i 18 anni”, prosegue l’esponente del Carroccio. “Non sono indifferente alla patologia che può colpire anche ragazzi molto giovani né al dramma che attanaglia le famiglie colpite da una tale situazione, ma trovo estrema una simile decisione. Di questo passo, dove arriveremo? Non so quanto abbia inciso il fattore ‘culturale’ e ‘ambientale’, ma purtroppo non dico nulla di nuovo se ricordo come, tra agenda arcobaleno, carriere alias anche quando non richieste e alfabetizzazione LGBTQ+, il pensiero unico penda tutto da una parte. E certa magistratura ovviamente si adegua”.
A intervenire sul tema anche Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus. “A 13 anni la legge italiana non considera un minore maturo per farsi un piccolo tatuaggio sul braccio ma gli consente di subire una transizione di genere con terapie ormonali per cambiare sesso anagrafico e nome, è una follia assoluta”, scrive. “Ci batteremo per cambiare la legge italiana e impedire che minori possano essere coinvolti in transizioni sessuali, come sta avvenendo in sempre più Paesi al mondo. Tra l’altro, è raccapricciante pensare che la magistratura che ha dato questo via libera alla richiesta dei genitori del minore coinvolto è la stessa che ha spaccato la ‘Famiglia nel bosco’ e negato il suo ricongiungimento per presunti deficit educativi dei genitori. Siamo al ribaltamento totale del buonsenso, della giustizia e della realtà”.