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25.03.2026

Docente accoltellata, “le scuole non sono più ambienti sicuri” e “i docenti si sentono soli”: parlano gli addetti ai lavori

Sono tantissimi i commenti e le prese di posizione sdegnate a seguito dell’accoltellamento di una docente di francese, la professoressa Chiara Mocchi, per mano di uno studente 13enne, mentre la donna camminava in un corridoio della scuola media di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo.

La Regione Lombardia sta introducendo gli sportelli della ‘scuola in ascolto’

“Di fronte a episodi di questa gravità è necessario rafforzare ogni strumento di prevenzione e accompagnamento, a partire da un ascolto reale e continuo dei nostri ragazzi. Regione Lombardia sta investendo in modo significativo sugli sportelli della ‘scuola in ascolto’, presìdi fondamentali all’interno degli istituti per intercettare fragilità, bisogni e segnali che non possono essere ignorati”, ha detto Simona Tironi, assessore all’Istruzione della Regione Lombardia.

Per l’assessore Tironi, “c’è una crescente domanda di ascolto, di supporto e di presenza da parte degli adulti di riferimento. È su questa direzione che dobbiamo continuare a lavorare, rafforzando il ruolo della scuola come luogo di relazione, attenzione e cura”.

Anief Bergamo: scuole ostaggio di minoranze violente

Secondo Anief Bergamo, “non siamo di fronte a un caso isolato, ma a un’emergenza strutturale che interroga la responsabilità politica delle istituzioni. L’escalation di intolleranza è sotto gli occhi di tutti: dalle aggressioni di genitori che reagiscono violentemente a provvedimenti disciplinari, fino alla sistematica erosione dell’autorità educativa. Il docente non è un privato cittadino, è un Pubblico Ufficiale: attaccarlo significa attaccare lo Stato. Non possiamo accettare che la scuola sia ostaggio di minoranze violente mentre i docenti vengono lasciati professionalmente isolati”.

Sergio Roselli, presidente provinciale Anief Bergamo, sostiene che “negli ultimi tre anni sul territorio bergamasco si è lavorato incessantemente: molto è stato fatto, ma la strada per garantire piena serenità ai lavoratori è ancora lunga. Nessuno deve sentirsi solo mentre protegge e istruisce i nostri figli”.

I dirigenti di Bergamo: l’obiettivo sono le relazioni educative sane

Anche i dirigenti scolastici dell’Ambito 3 di Bergamo parlano di “un atto di violenza compiuto all’interno di un luogo che per sua natura deve essere presidio di sicurezza, crescita e dialogo” e che “colpisce duramente l’intera comunità scolastica e civile. La scuola è e deve restare uno spazio fondato sul rispetto reciproco, sull’ascolto e sulla costruzione di relazioni educative sane“.

“Come dirigenti riteniamo indispensabile rafforzare con determinazione tutte le azioni educative e preventive, promuovendo una sempre maggiore attenzione al benessere degli studenti, alla gestione dei conflitti e al dialogo tra scuola, famiglie e territorio”.

Dirigenti Scuola: non imputare “alla società” di ogni devianza del singolo

Dirigenti Scuola, invece, sostiene che “episodi come quelli di Trescore Balneario (ma ancor prima La Spezia, Abbiategrasso e moltissimi altri mediaticamente silenti ma altrettanto inquietanti), non fanno più solo riflettere: ci sbattono in faccia un dato di fatto ormai indiscutibile”.

“Per quanto ci si voglia illudere – continua il sindacato dei presidi -, tenendo in vita una narrazione che fa dei contesti educativi i migliori dei mondi possibili, le scuole non sono più ambienti sicuri. Lo dice la cronaca e lo dicono le statistiche: un recente sondaggio di Tecnica della scuola attesta che ben 7 docenti su 10 sono stati almeno una volta vittime di aggressioni da parte di genitori, e oltre l’89,3% degli insegnanti si dice vittima di violenza verbale”.

“Le soluzioni ci sarebbero, ma bisogna cambiare paradigma e senza dubbio non passano attraverso la giustificazione aprioristica e la generica imputazione “alla società” di ogni devianza del singolo”, chiosa Dirigenti Scuola.

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