Il decreto numero 62 del maggio 2024, che completa la riforma avviata dalla legge numero 227 del dicembre 2021, punta a garantire alle persone con disabilità la piena uguaglianza nei diritti civili e sociali. L’obiettivo è assicurare un accesso effettivo e completo ai servizi, ai supporti, ai benefici e alle agevolazioni nei diversi ambiti della vita quotidiana.
A partire dal 2025, l’INPS sarà l’unico ente responsabile del riconoscimento della condizione di invalidità per adulti e minori. Una delle principali novità della riforma è la cosiddetta “Valutazione di Base”, che sarà avviata in via sperimentale in nove province italiane: Brescia, Trieste, Forlì-Cesena, Firenze, Perugia, Frosinone, Salerno, Catanzaro e Sassari. Questa fase sperimentale durerà per tutto il 2025, con l’intento di estendere il nuovo sistema a livello nazionale a partire dal 2026.
Per agevolare il passaggio al nuovo sistema, l’INPS, attraverso il messaggio numero 4014 del 28 novembre 2024, ha fornito indicazioni precise sulla procedura. I medici certificatori devono informare i cittadini che i certificati introduttivi redatti entro il 31 dicembre 2024 saranno validi solo se il richiedente è residente o domiciliato in una delle province coinvolte nella sperimentazione. In questi casi, la domanda amministrativa dovrà essere presentata all’INPS entro la stessa data del 31 dicembre 2024.
Dal 1° gennaio 2025, l’accertamento della condizione di disabilità richiederà il nuovo certificato medico introduttivo. Questo documento, necessario per avviare la pratica, dovrà essere inviato telematicamente all’INPS e può essere rilasciato da:
• Medici di medicina generale
• Pediatri di libera scelta
• Specialisti del Servizio Sanitario Nazionale
• Medici in pensione iscritti all’albo
• Liberi professionisti
• Medici di strutture private accreditate
• Medici operanti in ASL, ospedali, istituti di ricerca o centri per le malattie rare
Una volta ricevuto il certificato introduttivo, le unità di valutazione di base dell’INPS, composte da medici esperti, procederanno a valutare la condizione di disabilità. Questa valutazione si basa su un approccio bio-psico-sociale, tenendo conto dei bisogni fisici, psichici e funzionali della persona nei vari contesti di vita.