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09.07.2025

Rifiuta di sostenere l’orale alla Maturità, Novara: “Esprimo tutta la mia solidarietà allo studente, gli adolescenti devono prendere in mano il proprio destino”

Ha aperto un ampio dibattito che non accenna a placarsi la vicenda del giovane padovano, Gianmaria Favaretto, 19 anni, ex studente del liceo scientifico Fermi, che grazie ai crediti ottenuti durante il percorso scolastico e dei buoni risultati nelle prove scritte, ha deciso di trasformare l’orale in un gesto simbolico di protesta: il ragazzo, infatti, non ha voluto sostenere l’orale alla Maturità, ma è stato comunque promosso con 65/100.

Molti si sono scagliati contro questa decisione, chiedendo anche una modifica del sistema dei crediti e della struttura dell’esame.

Altri, invece, hanno difeso e appoggiato la scelta dello studente. Tra questi Daniele Novara, il noto pedagogista, che ha anche lui commentato il fatto con un post su Facebook.

Esprimo tutta la mia solidarietà allo studente che ha rifiutato di sostenere l’orale dell’esame di maturità in segno di protesta contro il sistema scolastico. Questo giovane mi fa tornare alla mente i tempi degli anni ’70, quando fu proprio il movimento studentesco a cambiare la scuola. Sarebbe ora che gli adolescenti si rendessero conto che devono prendere in mano il proprio destino, anziché subire passivamente un’istituzione scolastica sempre più ancorata al passato, incapace di offrire ciò che davvero serve per affrontare il futuro“.

Novara affornta anche la questione delle valutazioni: “Da sempre sostengo che il sistema dei voti, tanto più se legato alla media matematica, sia una vera vergogna nazionale. È assurdo continuare a dare lo stesso peso al primo voto del primo quadrimestre e all’ultimo, ottenuto dopo un percorso di apprendimento e che magari segnala un miglioramento reale dello studente. Ben vengano, quindi, le proteste contro questa impostazione superata“.

Il pedagogista ha detto la sua anche sulla posizione assunta dalla Preside dell’istituto: “Ho letto che la dirigente scolastica ha criticato questo gesto. Io dico che dovrebbe essere la figura del dirigente scolastico ad essere ripensata: oggi i presidi vengono selezionati in base a competenze amministrative, non pedagogiche. Servirebbero invece dirigenti scolastici con una solida formazione educativa, in grado di sostenere gli insegnanti nell’organizzazione dell’apprendimento”.

In fondo, tutta la scuola dovrebbero essere contenta di avere ancora studenti capaci di esprimere un punto di vista critico: questa è la vera maturità. Il coraggio di prendere posizione, di dire la propria. Un segno evidente di crescita e consapevolezza” conclude Novara.

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