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17.04.2026

Riforma disabilità dal 2027, Trapanese: “Non mi convince perché esclude le famiglie”

Dal 1° gennaio 2027 entrerà a regime il decreto legislativo 62/2024, che riforma la gestione della disabilità nelle scuole italiane. La novità più rilevante è il trasferimento della competenza sull’accertamento della condizione di disabilità alle ASL alle sole INPS, con il definitivo abbandono del termine “handicap” nei documenti ufficiali. La riforma ha suscitato opinioni contrastanti: c’è chi la considera una razionalizzazione necessaria e chi teme ricadute negative sugli studenti con bisogni speciali.

Il tema è al centro di una puntata di Scuola Talk, il programma di approfondimento de La Tecnica della Scuola, con ospiti come Luca Trapanese (attivista per la disabilità), Domenico Ciociano (Gilda), due dirigenti scolastici non vedenti e Vincenzo Falabella, presidente di Fish. La puntata include dati, tabelle comparative e contributi video per illustrare le novità della riforma.

Riforma disabilità 2027, piace ai genitori?

E proprio su questa riforma della disabilità Luca Trapanese, ha affermato: “Devo dire che questa riforma non mi convince. Non mi convince perché esclude completamente la partecipazione della famiglia e dei genitori, i quali la subiscono anche nella redazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato). All’interno del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo), fondamentalmente, ti trovi con un lavoro già fatto. La riforma effettua una classificazione della disabilità su tre livelli, ma io credo che la disabilità sia un concetto estremamente ampio; non possiamo ridurla a tre livelli, poiché ciò significa limitare le capacità degli alunni con disabilità e non avere consapevolezza che, prima della disabilità, c’è la persona. Temo che, come spesso accade, si sia agito solo sulla terminologia per apparire il più inclusivi possibile, ma che, dal punto di vista pratico, la situazione diventi ancora più complicata per le famiglie. Io avrei visto la questione in maniera completamente diversa. Ad esempio, laddove è stata avviata la sperimentazione, ottenere il certificato medico dal medico di base sta diventando un costo, poiché pare non ci sia stato un accordo con i sindacati su questa nuova mansione. Non la trovo una semplificazione, ma una complicazione per i genitori e le famiglie”.

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