La riforma della disabilità scolastica prevista dal decreto legislativo 62/2024, in vigore dal 1° gennaio 2027, ha riacceso il dibattito sull’inclusione nelle scuole italiane. La novità principale è il trasferimento della competenza sull’accertamento della disabilità dalle ASL all’INPS. La misura divide esperti e famiglie, e sui social si moltiplicano commenti e prese di posizione, con migliaia di genitori, insegnanti e addetti ai lavori che affollano i thread con esperienze dirette e opinioni spesso contrastanti.
Il tema è stato al centro di una puntata di Scuola Talk, programma della Tecnica della Scuola, con ospiti tra cui Luca Trapanese, attivista per la disabilità, Vincenzo Falabella (presidente di Fish) e due dirigenti scolastici non vedenti. Trapanese, padre di Alba, una bambina di nove anni con disabilità, ha parlato senza filtri del TFA: “Io non credo nel Tirocinio Formativo Attivo e noi genitori non vi facciamo affidamento. Non possiamo permettere che chi ha una laurea in giurisprudenza ottenga un TFA senza sapere nulla della differenza tra sindrome di Down, autismo o disturbi dell’apprendimento”. Per Trapanese serve invece un percorso di laurea strutturato per chi sceglie questo ruolo come vocazione». Dopo tantissimi commenti, l’esperto precisa ancora le sue posizioni con un video pubblicato sul suo profilo Facebook.