La riforma degli Istituti tecnici è diventata operativa, introducendo una riorganizzazione dell’insegnamento della geografia nei settori economico e turistico che rischia di appesantire la gestione didattica e il bilancio delle famiglie.
All’apertura dei registri elettronici, le tre ore di insegnamento pre-riforma sono state suddivise tra geografia generale (1 ora) e geografia economica o turistica (1 ora in classe prima), a cui le scuole dovrebbero addizionare un’ulteriore ora attinta dalle “ore a scelta”. Questa frammentazione impone ai docenti la gestione settimanale di un insegnamento in più e costringe gli studenti all’acquisto di un nuovo libro di testo, creando criticità in una fase economica segnata dall’inflazione.
Di fronte all’assenza di indicazioni precise, un istituto tecnico di Udine, come spiegato sul sito di Aiig, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, ha elaborato una risposta concreta sfruttando i margini dell’autonomia scolastica. Per evitare inutili complicazioni burocratiche e sovrapprezzi per le famiglie, i docenti di geografia hanno formalizzato una scelta didattica avviata fin dal periodo della pandemia: adottare un unico libro di testo per il biennio che introduca dapprima i prerequisiti e le geografie di base (fisica e demografica), per poi passare ai moduli di geografia economica e geopolitica. In questo modo, l’istituto recepisce la norma senza snaturare la continuità didattica né moltiplicare i materiali di studio.
Dal punto di vista operativo, il percorso dell’istituto friulano organizza l’anno scolastico in trimestre e pentamestre. Nel primo trimestre gli studenti svolgono un ripasso della geografia generale basato sulle lacune emerse nel test d’ingresso (pari alle 33 ore annuali), mentre nel pentamestre (dal gennaio successivo) affrontano le 66 ore dedicate all’indirizzo specifico professionale (economico o turistico). Pur non trattandosi di una formula applicabile in modo automatico a tutti gli istituti d’Italia, l’esperienza dello “Zanon” offre un modello pratico per gestire la transizione, dimostrando come la programmazione collegiale possa armonizzare le esigenze burocratiche con l’efficacia didattica.
In tal caso troverai la guida tra le risorse all’interno del Piano.