Il ministero dell’Istruzione e del Merito si prepara a riscrivere i programmi dei licei. Nelle prossime ore, secondo quanto anticipato da Italia Oggi, sarà pubblicata sul sito del Mim la proposta di riforma delle Indicazioni nazionali per le scuole superiori, con l’avvio della fase di consultazione pubblica. L’entrata in vigore è prevista per il settembre 2027.
La novità più immediata riguarda il biennio iniziale: sparisce la Geostoria, la disciplina che dal 2010 accorpava i due insegnamenti, e si torna a Storia e Geografia come materie distinte, ciascuna con il proprio manuale e il proprio spazio nell’orario settimanale. La mossa risponde a una critica ricorrente tra i docenti: la formula unificata avrebbe penalizzato entrambe le discipline, comprimendone i contenuti. La Geografia riacquista così autonomia per completare il percorso avviato nella scuola media. Sul versante storico, il programma si allunga fino ai giorni nostri: dai libri che si fermavano a Tangentopoli si passa a trattare l’introduzione dell’euro, la rivoluzione digitale, la svolta geopolitica della Cina e i nuovi equilibri mondiali.
Altro asse portante della riforma è il potenziamento delle discipline scientifiche, con un cambio di impostazione metodologica che riguarda tutti i licei, compreso il Classico, senza modificare i quadri orari. La matematica dovrà essere insegnata non come insieme di formule da memorizzare, ma come strumento di pensiero razionale, partendo da situazioni reali per risalire ai concetti teorici. Lo stesso approccio già adottato per primaria e medie viene così esteso alle superiori. I programmi affrontano anche la sfida dell’Intelligenza artificiale, che dovrà essere studiata in modo critico, evitando automatismi e puntando allo sviluppo dell’autonomia di giudizio degli studenti.
La proposta, elaborata dalla Commissione presieduta dalla pedagogista Loredana Perla dell’Università di Bari, pone la civiltà occidentale come filo conduttore trasversale alle diverse discipline, pur nel confronto con le altre culture. Torna al centro anche il valore della lettura, con un rilancio dei classici come strumento di scoperta di sé e delle proprie radici culturali. In continuità con la riforma del primo ciclo, anche i licei dedicheranno spazio all’educazione alle relazioni e al rispetto, inteso come fondamento dell’agire civile e della centralità della persona. Ogni disciplina sarà preceduta da un incipit motivazionale che spiega agli studenti il senso di ciò che studiano. Prima del varo definitivo, la proposta sarà sottoposta al parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e degli altri organi competenti.