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05.09.2026

L’Onu adotta un nuovo planisfero. Quando geografia, percezione politica ed economica si incontrano

Vedremo nuove carte geografiche e planisferi nelle aule italiane? E nei libri di testo di geografia?

Da ieri l’Onu ha adottato una nuova cartografia, ispirata al principio Equal Earth. Ma andiamo con ordine

Come ridurre il globo a mappa?

L’immagine che raffigura il mondo costituisce uno dei modi con cui viene interpretato il mondo.

Lo sanno benissimo i geografi che da sempre sono alle prese con la difficoltà (e in sostanza l’impossibilità) di rappresentare il globo trasponendolo su una superficie piana, come un planisfero, rispettando tutte le dimensioni e le peculiarità del solido. I geografi usano infatti le “proiezioni cartografiche” che privilegiano ora questa ora quella caratteristica del globo da rappresentare. E’ una cosa semplicissima da comprendere e le brave maestre da sempre lo fanno esperienzialmente capire ai bambini delle scuole primarie chiedendo loro di schiacciare ad esempio mezza arancia o mezzo pallone su un foglio ci carta o su una superficie piana e di disegnarne i bordi.

Gerhard Kremer e la navigazione

La proiezione più famosa (e che spesso ancora troneggia nelle carte appese alle pareti delle aule scolastiche) si deve a Gerhard Kremer, cartografo fiammingo il cui nome viene poi latinizzato in Mercatore. Realizzata nel Cinquecento, la proiezione di Mercatore ha l’utilità (pregio decisamente importante in secolo di “scoperte” e navigazioni) di mantenere sempre lo stesso angolo rispetto al nord in un segmento disegnato tra due punti. Così si può usare meglio la bussola e si facilita la navigazione.

Ciò che si perde, in Mercatore, è la corretta rappresentazione delle superfici delle terre: più ci si allontana dall’Equatore e più le terre vicine al polo sono rappresentate ingigantite. Ad esempio nel planisfero di Mercatore la Groenlandia è rappresentata con una superficie più grande dell’intera Africa mentre in realtà è 14 volte più piccola del continente africano. Secondo alcuni, ad esempio, è questa rappresentazione fallace che è all’origine dell’interesse di Trump per questa grande isola dell’emisfero nord.

Tutti questi problemi avevano portato a mettere in discussione e ad usare meno la proiezione di Mercatore nel corso del Novecento, ma poi la sua diffusione è aumentata a dismisura grazie alle mappe digitali di Google e Apple.

Arno Peters

A partire dagli anni anni ’70 si diffuse, anche in Italia e in parte anche nelle aule scolastiche, il planisfero elaborato dal geografo tedesco Arno Peters che ha la caratteristica di rappresentare con la stessa area (ad esempio un cm2) una equivalente porzione di superficie terrestre.

Per rappresentare i paesi con le loro vere proporzioni di superficie territoriale allunga tuttavia le forme dei continenti. Ne risulta così una carta a cui non siamo abituati e in parte un po’ “sgraziata”. La proiezione di Peters è stata ed usata in Italia e non solo anche da tutte le associazioni che si interessano di solidarietà internazionale, sviluppo, lotta alle disparità, diritti umani (si veda ad esempio la bella pagina di Mani Tese dove si trovano anche tutte le spiegazioni “tecniche”)

L’Onu adotta la carta con proiezione Equal Earth

La mozione approvata in questi giorni all’Onu adotta un’altra proiezione, quella definita “Equal Earth”, elaborata nel 2018 per creare un planisfero che mantenesse l’esatta proporzionalità delle superfici e un aspetto dei continenti familiare e gradevole. Chiunque può verificare le differenza tra le rappresentazioni di Mercatore e la proiezione “Equal Earth” al sito https://map-projections.net/compare.php?p1=equalearth&p2=mercator-84 .

Nel 2025 l’ Unione Africana annunciò l’avvio di una iniziativa tesa a promuovere l’uso di questa proiezione in tutte le scuole degli stati membri e a favorirne anche l’uso a livello internazionale.

Da qui l’iniziativa del Togo che ha promosso all’Onu la risoluzione chiamata “Correggere la mappa” che è stata approvata con il supporto di 164 nazioni, tra cui Regno Unito e Francia (il cui ministero degli esteri l’ha già adottata anche a livello istituzionale).

Gli Stati Uniti sono stati invece l’unica nazione a votare contro, mentre sei paesi si sono astenuti. Il voto delle Nazioni Unite non è vincolante, ma comporterà modifiche alle mappe utilizzate dalle istituzioni di tutto il mondo.

Le mappe influenzano la percezione e quindi la politica

Gli Stati Uniti hanno motivato il loro voto negativo dicendo che la mozione promuove posizioni ideologiche e distrae dai reali ostacoli per la pace internazionale e che “invece di concentrarsi sui veri problemi della pace internazionale, della prosperità o delle buone relazioni, questo organismo (l’Onu, ndr) sta discutendo di progetti cartografici del XVI secolo e del loro ruolo nella promozione delle riparazioni e della ‘giustizia cognitiva’“.

Prima del voto il Ministero degli Esteri togolese, Robert Dussey, aveva dichiarato all’agenzia di stampa Reuters: “Un mondo giusto inizia con una mappa giusta“. E queste parole riassumono il senso dell’iniziativa che opera a livello di simboli e rappresentazioni ma che sa molto bene come i simboli e le rappresentazioni modifichino poi le percezioni reali del mondo e quindi influenzino anche le nostre azioni.

Del resto, come ha ricordato il gruppo di attivisti online #CorrectTheMap “nella superficie dell’Africa si potrebbero inserire gli Stati Uniti, la Cina, l’India, il Giappone, il Messico e gran parte dell’Europa, e ci sarebbe ancora territorio a disposizione“.

La BBC ha raccolto le dichiarazioni di Lerato Mogoatlhe di Africa No Filter, uno dei gruppi promotori della campagna per abbandonare la proiezione di Mercatore, che ha detto: “la rappresentazione errata dell’Africa sulle mappe mondiali non è solo un errore cartografico, ma un problema narrativo“. Inoltre, il geografo keniota Kioko Muendo ha sostenuto che la mappa di Mercatore ha implicitamente sottovalutato le vaste risorse, la popolazione e le opportunità di investimento del continente africano: “le mappe sono molto più che semplici guide per i viaggiatori: influenzano la percezione politica ed economica delle regioni“.

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