Nessuno stop cautelare alla riforma degli Istituti tecnici. Il Tar del Lazio ha deciso di non sospendere il decreto ministeriale del 19 febbraio scorso, con il quale è stata definita la revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti. I giudici hanno rinviato la decisione sul ricorso alla fase di merito, per la quale sarà fissata prossimamente un’apposita udienza.
Il provvedimento contestato non riguarda soltanto la riorganizzazione complessiva degli istituti, ma definisce anche gli indirizzi di studio, le articolazioni, i relativi quadri orari e i risultati di apprendimento previsti al termine dei percorsi.
Come riportato dall’Ansa, nell’ordinanza, il tribunale amministrativo ha spiegato che le questioni sollevate dal ricorso richiedono un approfondimento nella sede più opportuna. In particolare, i giudici hanno evidenziato la necessità di valutare anche i profili di inammissibilità del ricorso collettivo così come presentato.
Secondo il Tar, trattandosi di un decreto che dispone una riforma complessiva del sistema scolastico, le contestazioni devono essere esaminate compiutamente nel giudizio di merito e non nella fase cautelare.
I giudici hanno inoltre rilevato che, allo stato degli atti, non sussistono le condizioni per concedere la sospensione richiesta. Nell’ordinanza viene infatti precisato che mancano sia il fumus boni iuris, cioè una sufficiente fondatezza delle ragioni del ricorso, sia il periculum in mora, relativo al rischio di un danno in caso di attesa della decisione definitiva.
La riforma degli Istituti tecnici, dunque, non viene sospesa e il decreto resta operativo in attesa del giudizio di merito. La decisione definitiva sulle contestazioni sarà presa in una successiva udienza.