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02.04.2026

Riforma istituti tecnici, sindacati in stato di agitazione: incontro l’8 aprile per il tentativo di conciliazione

Ieri, 1° aprile, lo stesso giorno della firma della parte economica del contratto scuola 2025/2027 Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief hanno proclamato con una nota congiunta lo stato di agitazione del settore scuola, per il personale docente, ATA e dirigente degli Istituti Tecnici statali.

La comunicazione è stata inviata dai segretari Ivana Barbacci, Giuseppe D’Aprile, Elvira Serafini, Vito Carlo Castellana e Marcello Pacifico al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Dipartimento Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con richiesta di tentativo di conciliazione.

Le parti si dicevano, nella missiva, in attesa di ricevere, entro 3 giorni lavorativi dal suo recapito, una convocazione per un tentativo di conciliazione. Cisl Scuola ha comunicato che oggi, 2 aprile, la convocazione è arrivata: l’incontro col Ministero del Lavoro e delle politiche sociali per il tentativo di conciliazione è previsto per il prossimo mercoledì 8 aprile alle ore 12.

Le richieste dei sindacati

Tra le richieste dei sindacati, “la salvaguardia delle attuali titolarità per i docenti coinvolti nell’avvio dei nuovi percorsi di istruzione tecnica riguardante le classi prime nell’anno scolastico 2026/27, evitando il proporsi di situazioni di soprannumerarietà“. E ancora, i sindacati chiedono “la predisposizione di interventi di opportuna modifica al DL 144/2022, art. 26 bis comma 1, con particolare riferimento all’allegato 2-ter; la modifica del DM 29/2026 sui quadri orari degli istituti tecnici“.

Cosa sta succedendo

Ricordiamo che lo scorso 10 marzo è stato pubblicato il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito del 19 febbraio in materia di revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti tecnici, con la relativa definizione degli indirizzi, delle articolazioni, dei corrispondenti quadri orari e dei risultati di apprendimento in esito ai relativi percorsi.

Il 17 marzo, era prevista una riunione dedicata all’esame delle nuove classi di concorso, che è stata poi rinviata, segnale della necessità di ulteriori approfondimenti su un impianto normativo ancora oggetto di discussione.

I contenuti della riforma

La riforma – spiega il decreto – introduce un modello didattico fondato sulla metodologia per competenze, superando la frammentazione disciplinare a favore di una progettazione interdisciplinare organizzata per Unità di Apprendimento (UdA). Gli studenti saranno chiamati a gestire “compiti di realtà”, partecipando attivamente al proprio percorso formativo per sviluppare autonomia e spirito critico.

Il profilo educativo, culturale e professionale (P.E.Cu.P.) viene aggiornato per includere un potenziamento delle discipline STEM, lo studio trasversale dell’educazione civica e moduli dedicati allo sviluppo sostenibile.

Uno dei pilastri dell’innovazione è la creazione dei «Patti educativi 4.0». Si tratta di accordi territoriali tra scuole, università, centri di ricerca, ITS Academy e imprese per condividere risorse professionali, laboratori e strumentazioni all’avanguardia.

Le aziende non vengono più considerate semplici ospiti, ma partner attivi che contribuiscono alla formazione attraverso esperienze laboratoriali condivise e affiancamento tutoriale per i docenti.

Per garantire una filiera formativa coerente, il decreto prevede meccanismi di continuità con l’istruzione terziaria, facilitando il passaggio verso le lauree professionalizzanti e i percorsi degli ITS.

La riforma spinge con decisione sull’internazionalizzazione. Dal terzo anno di corso, è previsto l’insegnamento in lingua inglese di una disciplina di indirizzo tramite la metodologia CLIL. Gli istituti tecnici sono inoltre incoraggiati a promuovere stage all’estero, scambi internazionali e il conseguimento di certificazioni linguistiche per favorire la mobilità dei futuri lavoratori.

La riforma non dimentica poi l’apprendimento permanente. In via sperimentale, i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) potranno erogare direttamente percorsi di istruzione tecnica di secondo livello, qualora l’offerta sul territorio sia insufficiente. Questa misura mira a rispondere con flessibilità alle esigenze di riqualificazione della popolazione adulta, integrandosi nelle reti territoriali già esistenti.

Il nuovo assetto ordinamentale, che comprende indirizzi che spaziano dal settore economico (es. Turismo, Marketing) a quello tecnologico (es. Meccatronica, Informatica, Sistema Moda), dovrebbe diventare operativo per le classi prime a partire dall’anno scolastico 2026/2027, anche in molti, tra cui Flc Cgil, auspicano uno slittamento al 2027.

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