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27.04.2026

Riforma istituti tecnici, Flc Cgil proclama sciopero per il 7 maggio: si chiede ancora il rinvio, fallito tentativo di conciliazione

Oggi, 27 aprile, si è svolto il tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro a seguito della proclamazione dello stato di agitazione da parte della FLC CGIL per il personale dell’Area e del Comparto Istruzione e Ricerca – Settore Scuola (dirigenza scolastica, docenti e ATA degli Istituti Tecnici), per richiedere il rinvio dell’applicazione della riforma degli istituti tecnici.

Nel corso dell’incontro, la FLC CGIL ha ribadito le forti criticità già segnalate dalle istituzioni scolastiche, evidenziando come l’impianto della riforma determini una significativa penalizzazione di numerosi insegnamenti, sia di area generale sia di indirizzo, con conseguenze rilevanti sulla qualità dell’offerta formativa, sulle condizioni di lavoro del personale e sulla tenuta complessiva degli organici, con riduzione di posti per docenti e personale ATA.

La FLC CGIL aveva richiesto al MIM dati precisi relativi al numero degli iscritti alle classi prime, ai parametri di formazione delle classi, alle proiezioni delle eventuali situazioni di soprannumerarietà nel biennio e nel quinquennio, nonché all’individuazione delle classi di concorso maggiormente interessate dai tagli, anche alla luce della mancata emanazione del decreto ministeriale di attribuzione delle discipline.

La FLC CGIL al tavolo di conciliazione ha inoltre ribadito la richiesta di interventi strutturali per contrastare la prevista riduzione dei posti di lavoro sia per il personale di ruolo sia per il personale a tempo determinato.

La comunicazione del Mim

Da parte sua, il MIM ha comunicato che i dati definitivi relativi alle classi prime non sono ancora disponibili, in quanto le procedure di definizione degli organici sono tuttora in corso, pur segnalando la previsione di deroghe ai parametri minimi per la formazione delle classi negli istituti tecnici nel decreto interministeriale di prossima emanazione.

L’Amministrazione ha inoltre ammesso che le proiezioni sono state effettuate esclusivamente sul primo biennio e non sull’intero quinquennio e ha sostenuto che le criticità rilevate per alcune classi di concorso potranno essere affrontate, per l’anno scolastico 2026/2027, attraverso l’utilizzo della quota di autonomia delle istituzioni scolastiche, pur impegnandosi mediante successivi interventi normativi ad ampliare le atipicità e introdurre meccanismi di compensazione.

Flc Cgil non soddisfatta

La FLC CGIL, pur prendendo atto di alcuni avanzamenti registrati a partire dal 9 aprile 2026 e del parziale recepimento delle indicazioni formulate dal CSPI, ha espresso una valutazione complessivamente negativa delle misure prospettate dall’Amministrazione, ritenute insufficienti in quanto limitate al solo primo biennio e fondate su soluzioni temporanee che non intervengono in modo strutturale sull’impianto della riforma.

Alla luce della distanza tra le posizioni emerse, si è concluso con esito negativo il tentativo di conciliazione a cui ha già fatto seguito la proclamazione dello sciopero per l’intera giornata del 7 maggio.

La FLC CGIL conferma pertanto la richiesta di ritiro e in subordine di rinvio dell’applicazione della riforma degli istituti tecnici, l’istituzione di una nuova commissione di studio con la presenza delle parti sociali e sollecita l’apertura di una fase di confronto approfondito finalizzata a una revisione complessiva del riordino, che garantisca stabilità nell’assegnazione delle ore alle discipline e alle relative classi di concorso, nonché la tutela dell’occupazione per il personale a tempo indeterminato e determinato e della qualità del sistema di istruzione.

La nota

“La decisione si rende necessaria vista l’assenza di risposte adeguate alle pesanti ricadute sulla qualità della didattica, sulle condizioni di lavoro del personale e sui livelli occupazionali, determinate dalla riforma degli istituti tecnici”.

“Gli interventi correttivi sull’orario e lo stanziamento di esigue risorse aggiuntive, se da un lato ne riconoscono le falle, dall’altro risultano del tutto inadeguati e lontani dal costituire il ripensamento generale della riforma che rappresenta un ulteriore intervento per smantellare la scuola secondaria”, così la nota del sindacato.

“Con lo sciopero del 7 maggio, intendiamo dare continuità alle agitazioni già avviate. In mancanza di risposte significative dal Ministero dell’Istruzione preannunciamo sin d’ora l’adozione di ulteriori forme di protesta e mobilitazione”.

“Con queste azioni infatti rivendichiamo un intervento strutturale che tuteli la qualità dell’istruzione tecnica e i diritti di tutto il personale della scuola”, conclude la nota.

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