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Prima Ora | notizie del 3 luglio

03.07.2026

Riforma Istituti Tecnici, per la prima volta stage nelle aziende per gli insegnanti (senza oneri per la scuola). Come funzionerà?

Quali sono le novità che riguardano la riforma degli Istituti Tecnici? Alcune sono molto importanti e riguardano i docenti. Ne ha parlato il dirigente scolastico Maurizio Chiappa durante la diretta della Tecnica risponde live:

“La riforma dei tecnici che è stata prevista dall’articolo 26 del decreto legge 126 del 2022, che è una riforma voluta e messa come obiettivo PNRR con scadenza, appunto, il 2026, è stata fatta in due atti, nel senso che la riforma dei tecnici doveva prevedere la modifica del DPR 88 del 2010. In realtà il governo aveva messo a punto uno schema di DPR di regolamento che però non ha superato le forche caudine del MEF perché doveva essere, come diceva appunto l’articolo 26 in varianza finanziaria. Quindi la riforma dei tecnici si è spezzata in due pezzi. Il primo pezzo che è il decreto legge 45 che è stato convertito in legge nel giugno del 2025 e il decreto ministeriale, questo del febbraio 2026 che mette a punto alcune indicazioni previste dal DL 45″.

Quali sono le sostanziali novità? “Il primo è la riforma dei risultati di apprendimento, che sono gli elementi su cui vengono poi definiti il curriculum della scuola e allegato al decreto ministeriale 29 ci sono proprio tutti i risultati di apprendimento. Per la prima volta parliamo di risultati di apprendimento, non solo di competenze. Anche questa è una cosa molto importante”.

“Secondo la scomparsa delle opzioni, cioè ci sono solo indirizzi e articolazioni, i due grossi settori rimangono quello legato alla finanza e marketing e al tecnologico che prende anche l’aspetto ambientale. Poi l’introduzione di una quota del curricolo a disposizione della scuola che non è l’autonomia scolastica, perché l’autonomia scolastica, quella che è definita dal DPR 275 rimane. In più ci sono queste ore che diventano anche almeno nella configurazione attuale fino a 7 ore settimana pari a 231 ore in un anno che permette a ogni singolo istituto di costruire una un’offerta formativa aderente alle richieste del territorio”.

“E non ultimo, molto importante, il fatto che questo non è nel DM, ma è nel DL 45, il fatto che ogni studente studentessa che frequenta il percorso può chiedere la certificazione delle competenze acquisite e questo collegato alla quota di curricolo della scuola e quindi dei patti territoriali 4.0 è assolutamente importante”.

“Un’altra cosa molto importante riguarda il fatto che per la prima volta si introduce la possibilità di far fare gli stage, l’alternanza anche agli insegnanti, cioè è prevista la possibilità senza oneri per la scuola di far fare ai propri insegnanti tecnici e tecnico-pratici attività di formazione, attività di sviluppo professionale all’interno delle aziende, oltre a tutta la parte sulle Stem, sulla parte dell’insegnamento delle lingue straniere, del Clil e quant’altro”.

Pagano: le novità per dirigenti, docenti e studenti

A parlare della riforma anche Egidio Pagano, già dirigente scolastico di un Istituto Tecnico:

“La prima novità è il fatto che finalmente si parli di istituti tecnici, finalmente si riconosce in qualche modo l’importanza che questa tipologia di scuola può avere nel tessuto produttivo italiano. Per cui finalmente si comprende che gli istituti tecnici devono avere un’attenzione particolare e devo dire onestamente che dalla legge del 22 io avevo ben sperato perché lì si parlava chiaramente, ampiamente di potenziamento dell’autonomia dell’istituzione scolastica, di flessibilità e quindi adeguamento dell’offerta formativa che poi viene ripresa anche dal decreto 29/2026. C’è un altro aspetto che era quello di ampliare le competenze anche linguistiche e quindi con la possibilità di andare appunto anche all’estero. E altri due aspetti importanti, erano appunto sia quello di poter dare la possibilità ai docenti e non solo ai ragazzi anche ai docenti, al personale, di poter fare esperienze fuori e infine quello di poter essere accompagnati all’interno del percorso didattico anche da esperti, da professionisti esterni“.

“Questo per dire che sicuramente novità ce n’erano, però il passaggio dalla legge del 22 al decreto 29 e poi al decreto 71, ci sono state una serie di vicissitudini, che hanno creato qualche difficoltà che sono difficoltà applicative perché una riforma per legge non si traduce automaticamente in una realizzazione sul campo, ma non c’è dubbio che se il decreto o comunque la riforma viene accompagnata da una serie di cose, può rappresentare un percorso sicuramente positivo, fra cui non per ultimo le certificazioni dei ragazzi. Dobbiamo capire come vogliamo farla questa certificazione, per cui tutto è interessante, poi però dobbiamo capire come viene applicato e l’aspetto che secondo me inclina molto la realizzabilità di una riforma che era ardita, che ad origine era veramente qualcosa di interessante”.

“Manca qualsiasi finanziamento, si dovrà accedere poi a finanziamenti vari che chiaramente di volta in volta vengono effettuati, vengono concessi. Ma a chi? A tutti o solo ad alcuni?”

“Dopodiché c’è un altro passaggio che mi sembra importante, che il DM29 del 2026 dice l’attuazione di specifiche attività formative destinate al personale docente degli istituti tecnici e io dico anche al personale dirigente perché non c’è dubbio che una riforma così ardita in cui l’autonomia avrebbe dovuto essere il viatico importante proprio per la flessibilità dell’adeguamento dell’offerta formativa al territorio, necessita di competenze, necessita di informazioni, necessita di capacità e di elementi che devono necessariamente essere rappresentate e fatte proprie dal corpo docenti. In questo senso, il corpo docente degli studi tecnici e il corpo dirigenti indubbiamente hanno un’importanza fondamentale nell’applicazione poi della riforma”.

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