Home Attualità Rimodulazione calendario scolastico in Piemonte, i sindacati non ci stanno

Rimodulazione calendario scolastico in Piemonte, i sindacati non ci stanno

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Le indiscrezioni di stampa, che vorrebbero il Presidente della Regione Piemonte Cirio impegnato in una rimodulazione e ridefinizione del calendario scolastico 2020/2021, hanno sollevato polemiche in tutte le scuole piemontesi. I sindacati esprimendo contrarietà nel metodo utilizzato dalla Regione Piemonte, chiedono un incontro urgente per conoscere i particolari della proposta.

Lettera dei sindacati al Presidente Cirio

I sindacati Regionali del Piemonte (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals e Fgu Gilda) sono intervenuti con una lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Cirio. Il contenuto della lettera è riferito all’ipotesi di rimodulazione del calendario scolastico regionale da parte della Regione Piemonte.

Nella lettera i sindacati sottolineano che il tempo passato a svolgere la Didattica Digitale Integrata non è assolutamente “tempo perso” e non si può trascurare, anzi si deve valorizzare il grande impegno profuso dagli insegnanti e da chi lavora nella scuola.

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I sindacati piemontesi rilevano, inoltre, di non essere state consultate riguardo le modalità e i contenuti di questa proposta, relativamente alle risorse umane, e alla eventuale previsione di risorse finanziarie, alle relazioni sindacali e agli adempimenti in capo all’USR.

RSU del Gioberti di Torino sono contrari

La R.S.U. del Liceo statale “V. Gioberti” di Torino, a nome della componente Docenti firmataria, esprime l’assoluta contrarietà all’ipotesi pavetanta a livello giornalistico dal Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, rispetto al recupero di presunte giornate e/o ore di scuola perse a causa della pandemia.
Forte della testimonianza di studenti e famiglie, coglie quindi l’occasione per far presente che, già a partire dal 24 agosto dell’anno scolastico in corso ci si è sempre prodigati ben oltre l’orario di servizio per garantire il diritto allo studio attraverso riunioni organizzative, di programmazione, di formazione oltre che i canonici corsi di recupero opportunamente adeguati in base alle disposizioni atte alla prevenzione da Covid-19.
Dal 14 settembre poi, è stato così possibile garantire in sicurezza lezioni in presenza e, successivamente, in modalità di Didattica a Distanza Integrata data l’esponenziale crescita di contagi che ha visto nelle scuole uno dei luoghi di maggiore contagio.
Particolarmente intensa ed estesa è divenuta, inevitabilmente, la comunicazione per via digitale con le studentesse, gli studenti, le loro famiglie, la Dirigenza, le segreterie amministrative e didattiche oltre che tra colleghe e i colleghi.
Si tratta di un’enorme mole di comunicazioni relative ad ogni aspetto del nostro lavoro, dagli aspetti collegiali e interdisciplinari dei nostri insegnamenti alla segnalazione dei contagi, dalle problematicità delle connessioni, della didattica a distanza alla richiesta di giustificare le assenze via email da parte dei genitori.

I docenti del Gioberti di Torino respingono fermamente l’idea in base alla quale, garantendo il nostro servizio lavorando da remoto, si debba recuperare anche solo un minuto di lavoro non svolto.
Ciò che va recuperato non è il tempo lavoro ma la scuola in presenza e in sicurezza, con edificiadeguati ed aule con un numero di allievi congruo.

Nel merito, ribadiscono la necessità che le allieve e gli allievi così come i colleghi frequentanti una scuola non raggiungibile a piedi debbano poterlo fare in sicurezza utilizzando dei mezzi pubblici che passino frequentemente, evitando di doverci salire in troppi a rischio della propria salute.
Il virus, sostengono dal Gioberti di Torino, non aspetta a scuola mentre spetta alle scuole essere luoghi tutelati e protetti nei fatti più che con le parole.

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