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Rinascimento studentesco: 95 tesi sulla scuola, come Martin Lutero più di 500 anni fa

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Il nome è impegnativo e il loro programma lo è forse ancora di più: parliamo del collettivo Rinascimento studentesco, creato da un gruppo di studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Torino, collettivo che due giorni fa ha promosso nel cuore della città una curiosa manifestazione.

In Piazza Castello, una delle più scenografiche della città, hanno appeso le 95 Tesi da cui secondo loro bisogna partire per rivoluzionare la Scuola e far si che non si torni indietro all’era del pre-covid

“Nel 1517 – spiegano – Martin Lutero appendeva, sul portone della Cattedrale di Wittenberg, 95 Tesi da cui partì la Riforma della Chiesa, noi oggi auspichiamo una riforma della scuola, il covid-19 deve rappresentare uno spartiacque per la nostra società”.
“Obiettivo di Rinascimento Studentesco – si legge nel loro sito-  come il nome stesso fa intuire, è la  rinascita della scuola italiana, porre gli studenti al centro della Scuola, e porre quest’ultima come fulcro della società, riconoscendole l’importanza primaria che merita, ma che spesso non riceve”.
E aggiungono: “Vogliamo rendere la scuola un luogo di integrazione, dibattito, socialità, dialogo, formazione di un individuo indipendente, con spirito critico e consapevole di ciò che affronterà, non un vaso pieno di nozioni imparate a memoria”.
Le loro parole d’ordine – ben definite nel loro statuto – sono altrettanto chiare: “Vogliamo scrivere la storia di una scuola democratica, ambientalista, antimafia, antifascista e laica, perché questa è l’unica forma in cui la scuola dovrebbe esistere”.

95 cartoncini colorati per le 95 tesi

Le loro proposte le hanno scritte su 95 cartoncini colorati che hanno appeso in piazza; l’elenco è ampio e articolato, ma parte da un punto fermo: per riformare la scuola è necessario un maggiore coinvolgimento degli studenti nelle decisioni.
E poi via a parlare di tutte le cose che sarebbero necessarie per migliorare la scuola, da una maggiore attenzione ai temi ambientali, fino all’educazione civica, a quella sessuale e alla lotta al bullismo. Per concludere con un sistema di valutazione periodica per i docenti che possa tutelare “la qualità dell’insegnamento e ai fini della progressione di carriere” e con scuole più sicure e con classi composte da non più di 20 studenti.