Rinnovo contratto scuola, firmata parte economica: dopo l’incontro di oggi, 1° aprile, alle ore 10:00, relativo alla prosecuzione della trattativa del rinnovo contrattuale CCNL personale comparto Istruzione Ricerca 2025 – 2027, all’Aran, è stata firmata la parte economica del contratto.
È stata sottoscritta oggi, 1° aprile 2026, l’ipotesi di accordo per la parte economica del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2025-2027 del Comparto Istruzione e Ricerca. L’accordo riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici che operano nelle istituzioni scolastiche ed educative, nelle università, negli enti pubblici di ricerca e nelle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM).
L’Ipotesi è stata firmata all’unanimità, dal Presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo, e dai rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto.
Il negoziato si è chiuso in sole tre sessioni di lavoro, risultato eccezionale per un contratto di questa complessità e dimensione. Il CCNL 2022-2024 dello stesso comparto era stato sottoscritto appena prima dello scorso Natale: l’avvio e la chiusura della nuova tornata in meno di quattro mesi confermano la volontà del Governo, dell’ARAN e delle parti sindacali di garantire continuità e tempestività alla contrattazione collettiva pubblica.
Va sottolineato, inoltre, che per la prima volta nella storia delle relazioni sindacali pubbliche il contratto del Comparto Istruzione e Ricerca precede nella firma quello del Comparto Funzioni Centrali, tradizionalmente il primo contratto a essere sottoscritto all’avvio di ogni tornata. Un cambio di passo che misura la maturità raggiunta da questo tavolo negoziale.
I numeri del contratto 2025-2027
L’accordo definisce gli incrementi mensili lordi degli stipendi tabellari, erogati in tre tranches annuali (1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026, 1° gennaio 2027), comprensivi dell’anticipazione IPCA già corrisposta ai sensi dell’art. 47-bis, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001.
A regime dal 1° gennaio 2027 l’incremento medio per l’intero comparto è 137 euro per 13 mensilità che si traduce, per il personale docente della scuola, in 143 euro medi per 13 mensilità.
Il quadro d’insieme: tre contratti, una crescita storica
Per comprendere la portata del rinnovo appena sottoscritto è necessario collocarlo nell’arco del periodo 2022-2026 nel corso del quale sono stati sottoscritti tre contratti, a partire da quello relativo alla stagione contrattuale 2019-2021 (parte economica firmata a dicembre 2022). Sommando gli incrementi dei tre contratti consecutivi — 2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027 — il comparto registra aumenti strutturali senza precedenti, pari ad euro 395 per 13 mensilità come media di comparto ovvero, per il personale docente, a 412 euro medi per tredici mensilità.
Gli arretrati
Poiché l’ipotesi di accordo viene sottoscritta nel corso del secondo anno del periodo contrattuale di riferimento, il personale maturerà arretrati per la parte di incremento non ancora corrisposta. Calcolati con riferimento al 30 giugno 2026, gli importi stimati vanno da circa 815 euro a circa 1250 euro.
Cosa succede adesso
Per l’Ipotesi di accordo si avvia ora l’iter previsto dalla normativa: la verifica di compatibilità finanziaria da parte delle amministrazioni competenti, i passaggi governativi e la certificazione della Corte dei Conti. Solo al termine di questa procedura il contratto potrà essere sottoscritto in via definitiva ed acquisterà efficacia giuridica.
Nel frattempo, l’ARAN convocherà a breve il tavolo negoziale per proseguire, senza soluzione di continuità, la trattativa sulla parte normativa del CCNL 2025-2027 — relazioni sindacali, rapporto di lavoro, lavoro agile, welfare contrattuale e tutti gli altri istituti che completano il quadro regolatorio del comparto.
Parallelamente, con riguardo agli altri comparti: le Funzioni Centrali sono già al tavolo; per le Funzioni Locali si attende l’atto di indirizzo per la convocazione immediata; seguirà il tavolo della Sanità.
La dichiarazione del Presidente ARAN
“Come Presidente dell’ARAN sono molto soddisfatto di questa rapida conclusione della parte economica di un contratto molto complicato, che riguarda quasi un terzo di tutti i dipendenti pubblici italiani. Per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica, il comparto Istruzione e Ricerca apre la tornata contrattuale nazionale. È un risultato che misura la qualità del dialogo costruttivo che si è instaurato con tutte le organizzazioni sindacali, le quali hanno firmato all’unanimità. Si sta recuperando il ritardo accumulato negli anni passati, e lo si fa con continuità, velocità e consenso”, Antonio Naddeo, Presidente ARAN
La Uil Scuola con un comunicato:
“È un passaggio significativo in una fase economica del nostro paese caratterizzata da una forte inflazione” – dichiara Giuseppe D’Aprile, Segretario generale della Uil Scuola Rua – Firmare un contratto ancora non scaduto è risultato che segna un cambio di passo. Si tratta di una sottoscrizione avvenuta in vigenza contrattuale, come raramente accaduto in passato, che garantisce aumenti medi per il personale della scuola pari a 130,70 euro per tredici mensilità, con un incremento complessivo intorno al 6% per l’intero comparto Istruzione e Ricerca”.
“Abbiamo sottoscritto il CCNL 22/24 – prosegue D’Aprile – rivendicando di chiudere nei primi mesi del 2026 la sola parte economica per dare subito risposte concrete al personale del comparto e avviare, senza ulteriori ritardi, il confronto sulla parte normativa. È esattamente quanto avevamo chiesto a dicembre: destinare immediatamente le risorse disponibili e garantire incrementi certi”.
“Il contratto prevede uno stanziamento di circa 20 milioni di euro per il profilo di Operatore. Alla luce dell’incertezza sull’effettiva e completa attuazione del profilo, abbiamo rilasciato una dichiarazione a verbale in cui chiediamo che tali risorse siano utilizzate con criteri di prudenza e gradualità, garantendo priorità all’intero personale già in servizio nell’area. Per questo è necessario prevedere una quota destinata al personale dell’area dei Funzionari ed Elevata Qualificazione e al restante personale ATA, al fine di evitare ingiustificati disallineamenti retributivi”.
“ARAN e organizzazioni sindacali hanno inoltre sottoscritto una nota congiunta per rafforzare la tutela legale del personale vittima di aggressioni nei luoghi di lavoro e per individuare ulteriori risorse a sostegno del comparto. Resta centrale il tema della detassazione degli aumenti contrattuali che deve essere estesa anche al nostro comparto. È chiaro che si tratta di rivendicazioni che non trovano risoluzione in sede Aran ed è per questo che, siamo consapevoli, è necessario spostare il problema sul versante politico. Non è più sostenibile che le somme utilizzate per i rinnovi contrattuali vengano tassate a volte anche del 35%. Inoltre, bisogna ripristinare un sacrosanto diritto, quello del recupero dell’anno 2013, che ha rappresentato l’ennesimo modo di fare cassa sul personale, nel nostro caso, del comparto istruzione e ricerca.
“Da domani saremo al lavoro per aprire il confronto sulla parte normativa, con l’obiettivo di affrontare e risolvere le questioni rimaste aperte nel contratto 2019-2021 – che la Uil Scuola Rua non ha sottoscritto – e di migliorare le condizioni di lavoro del personale, conclude il Segretario.”Da domani saremo al lavoro per aprire il confronto sulla parte normativa, con l’obiettivo di affrontare e risolvere le questioni rimaste aperte nel contratto 2019-2021 – che la Uil Scuola Rua non ha sottoscritto – e di migliorare le condizioni di lavoro del personale”, conclude il Segretario.
“Una trattativa che sicuramente per la prima volta si è conclusa in tempi brevi, quantomeno nella parte economica, quella che abbiamo sottoscritto oggi. Ribadisco tuttavia che questa è una gabbia contrattuale, le risorse vengono stabilite dalle leggi di bilancio e quelle sono, c’è davvero poco da contrattare con i sindacati”. E’ quanto ha dichiarato il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams Vito Carlo Castellana a margine della firma.
Nel suo intervento, poi, Castellana ha sottolineato i punti principali su cui la FGU continuerà a trattare, tra cui il recupero del 2013, dal momento che la giurisprudenza ha stabilito che il riconoscimento debba avvenire in sede contrattuale”.
“Un altro obiettivo su cui la Federazione Gilda Unams continuerà a battersi è la volontà di ottenere un’area contrattuale separata e uno specifico livello di contrattazione per la docenza e per il personale ATA, ritenuta indispensabile per promuovere la qualità della scuola pubblica-statale e contrastare l’attacco al concetto di professionalità del personale della scuola, sia esso docente sia esso ATA. Infine, per quanto riguarda gli scatti di anzianità, il coordinatore nazionale ha sottolineato la necessità di ritornare agli aumenti biennali che furono aboliti dall’introduzione dei gradoni. Questa rimodulazione, infatti, potrebbe consentire anche, in minima parte, di fronteggiare l’inflazione”, conclude il comunicato.
“La firma della pre-intesa sul contratto Istruzione e Ricerca 2025–2027 rappresenta una prima risposta concreta all’emergenza salariale, ma arriva dopo anni in cui lavoratrici e lavoratori hanno pagato il prezzo dell’inerzia politica”. È quanto si legge in una nota congiunta della CGIL e della categoria della Conoscenza FLC CGIL.
“L’accordo – continua la nota – consente di intervenire subito sul potere d’acquisto, destinando tutte le risorse al salario fondamentale e garantendo aumenti superiori al 5,9%, in linea con l’inflazione. La firma di oggi è coerente con la mancata sottoscrizione del precedente contratto, segnato da risorse ben al di sotto dell’inflazione, per responsabilità precisa del Governo, che ha lasciato scuola, università, ricerca e Afam senza le coperture necessarie, scaricando sulle lavoratrici e sui lavoratori il costo della crisi”.
Per CGIL e FLC: “Si apre adesso una fase di mobilitazione per garantire risorse aggiuntive per rispondere all’eventuale crescita dell’inflazione a fine triennio e per rafforzare la parte normativa del contratto. Servono nuovi investimenti per migliorare le condizioni di lavoro, valorizzare il personale docente e ATA, colmare il divario retributivo con il resto della Pubblica Amministrazione e rilanciare diritti e rivendicazioni storiche”.
“Inizia ora la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori. La firma è un primo passo. La mobilitazione continua per difendere salari e dignità del lavoro nel comparto Istruzione e Ricerca”. Conclude la nota.
Si è chiuso, com’era nelle attese, con un accordo sul rinnovo del CCNL per il triennio 2025/27, l’incontro fra ARAN e organizzazioni sindacali del comparto istruzione e ricerca. Il rinnovo riguarda per ora la parte economica, che avrà immediata applicazione con un incremento medio di circa 130 euro mensili lordi (in aggiunta ovviamente a quanto già entrato nelle buste paga per effetto del precedente rinnovo) mentre il negoziato affronterà in seguito parte normativa. Hanno firmato l’ipotesi di rinnovo tutte le sigle sindacali maggiormente rappresentative (CISL, CGIL, UIL, SNALS, GILDA, ANIEF)La segretaria generale CISL Scuola Ivana Barbacci, intervenendo a nome della federazione CISL Scuola Università e Ricerca, ha detto fra l’altro: “Avevamo preso atto positivamente della proposta avanzata dall’ARAN nel precedente incontro, di destinare la totalità delle risorse all’aumento delle retribuzioni base, che pone una delle premesse fondamentali per giungere a un’intesa sul rinnovo. Bene per noi anche la scelta di caratterizzare con risorse specifiche il profilo di operatore, una novità giustamente da valorizzare. Altrettanto positivo riteniamo l’incremento di CIA e RPD, così come dell’indennità per i DSGA. Ci sono quindi sufficienti elementi per giungere a un accordo sulla parte economica del CCNL per il triennio 2025/27”.“È evidente – ha voluto inoltre sottolineare Ivana Barbacci – che oggi stiamo raccogliendo i frutti delle scelte compiute all’atto della sottoscrizione dell’intesa per il precedente rinnovo, obiettivo per il quale la CISL Scuola si era spesa con forte determinazione, convinta della necessità di imprimere ai tempi dei rinnovi contrattuali una decisa accelerazione, ponendo fine alla brutta consuetudine di sottoscrivere le intese a triennio abbondantemente scaduto. La puntualità dei rinnovi, è stato osservato anche da autorevoli commentatori delle vicende sindacali, è uno dei fattori che incidono molto sull’efficacia della tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni. È un bene che oggi su questa firma convergano di nuovo tutte le maggiori sigle sindacali: ma è chiaro che questo rinnovo trova le sue premesse in quello sottoscritto definitivamente, con lungimiranza, nel dicembre 2025”.“Non sfuggono a nessuno, e certamente non a noi – ha concluso Ivana Barbacci – la drammaticità e la problematicità del contesto interno e internazionale che stiamo vivendo, con possibili pesanti ricadute in termini economici e di inflazione legati agli scenari di guerra. Credo pertanto che sia indispensabile prevedere momenti di verifica, ipotizzabili in chiusura dell’anno in corso, per fare il punto sugli sviluppi della situazione politico economica e prevedere, se necessario, interventi nelle sedi dovute per un’eventuale integrazione di risorse”.La segretaria generale nel suo intervento si è soffermata anche su questioni attinenti in modo specifico ai settori dell’Università e della Ricerca, sollecitando in particolare una piena attuazione di quanto previsto nella sequenza contrattuale riguardante il personale dei Policlinici. Ribadita inoltre la richiesta di avere la disponibilità del 5% accantonato per il settore della Ricerca in vista del riordinamento professionale. Si tratta di risorse da recuperare alle disponibilità del contratto, ferma restando la riapertura del confronto sugli ordinamenti nella discussione della parte normativa. In tale sede occorrerà riesaminare anche alcuni aspetti legati al riconoscimento dei buoni pasto per il settore della ricerca, richiamando tutti gli enti al dovuto rispetto delle norme contrattuali.
“La firma della parte economica del CCNL 2025‑2027 rappresenta un risultato importante, ottenuto con tempi più rapidi rispetto ai precedenti rinnovi e capace di garantire aumenti certi: mediamente 140 euro dal 2027, con incrementi tra 110 e 185 euro per i docenti e 800 euro medi di arretrati per il 2025‑26 con l’una tantum di 110 euro per il personale ata”: a dichiararlo è Elvira Serafini, segretaria generale dello Snals Confsal.
“Nelle università – aggiunge – gli aumenti vanno da 95 a 150 euro mensili; negli Enti di ricerca crescono in modo più marcato, fino a oltre 460 euro per i profili apicali. Nell’Afam gli incrementi arrivano a 222 euro per le elevate professionalità, con aumenti proporzionati all’anzianità per funzionari, assistenti e operatori. Positiva la scelta di destinare quasi tutte le risorse alla retribuzione tabellare, che assicura stabilità e riconoscimento professionale“.
“Ma per lo Snals‑Confsal questo non basta. Il divario retributivo che penalizza scuola, università e ricerca rispetto agli altri comparti della PA resta evidente e non può essere ignorato. Servono scelte politiche più coraggiose e investimenti strutturali: almeno 1,5 miliardi annui aggiuntivi per colmare il gap salariale, introdurre indennità adeguate alle responsabilità crescenti, valorizzare ATA, DSGA e figure di sistema, estendere i buoni pasto e sostenere percorsi di crescita professionale reali.
La firma di oggi apre una fase decisiva. Nella parte normativa lo Snals‑Confsal porterà con determinazione proposte su organizzazione del lavoro, carichi professionali, welfare e riconoscimento delle competenze, chiedendo un contratto che metta finalmente al centro chi garantisce ogni giorno il funzionamento della scuola, dell’università, dell’afam e della ricerca.
Con serietà e fermezza, lo Snals-Confsal continuerà a difendere il valore del personale del comparto, chiedendo alla politica un impegno all’altezza delle sfide del Paese”, conclude.
“Quello che avevamo promesso – spiega il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ad Ansa – abbiamo mantenuto: tre rinnovi per la scuola in tre anni, con l’ultimo firmato appena quattro mesi fa. Dal 2023 a oggi abbiamo siglato i contratti relativi ai trienni 2019/21, 2022/24 e 2025/27. Un obiettivo che possiamo considerare straordinario e che abbiamo raggiunto”.
Il ministro ha sottolineato che il contratto è stato siglato da tutte le rappresentanze sindacali di categoria inclusa la Cgil. “Abbiamo garantito così con questi tre contratti – conclude il ministro – incrementi complessivi del 16 per cento per 1,3 milioni di lavoratrici e lavoratori del comparto. Come promesso: ritmo, continuità e basta ritardi. E lo dimostra il fatto che abbiamo già stanziato le risorse per il prossimo triennio 2028/30”.
“Non posso che esprimere grande soddisfazione per la firma della parte economica del CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027, sottoscritta oggi da sindacati e Aran. Si tratta di un risultato importante e concreto per il personale della scuola che prevede incrementi retributivi mensili pari a 143 euro per i docenti e 107 euro per il personale ATA, oltre al riconoscimento degli arretrati, rispettivamente di 855 euro e 633 euro. Un passaggio storico che segna un decisivo cambio di passo per un settore che ormai da anni era trattato come la Cenerentola d’Italia. Un ulteriore passo avanti nel percorso intrapreso dal Governo per restituire dignità e valore al lavoro svolto quotidianamente da insegnanti e personale scolastico. Un altro impegno mantenuto”, questo quanto dichiara la Senatrice di Fratelli d’Italia Ella Bucalo, membro della commissione cultura del Senato e vice responsabile del Dipartimento Istruzione del partito.
Per tutte le ultime novità sul contratto saremo in diretta dall’ARAN con il nostro direttore Alessandro Giuliani che ha sentito le testimonianze dei protagonisti. In studio il vicedirettore Reginaldo Palermo insieme a Daniele Di Frangia e Valerio Musumeci della redazione hanno affrontato i temi del rinnovo del CCNL.