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03.04.2026

Rinnovo contratto scuola 2025/2027, aumenti, arretrati, cosa ne pensano i sindacati – TABELLE UFFICIALI

Il primo aprile 2026, all’Aran, è stata sottoscritta all’unanimità l’ipotesi di accordo per la parte economica del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2025-2027 del Comparto Istruzione e Ricerca. La firma riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici: docenti, personale ATA, università, enti di ricerca e istituzioni AFAM.

Tabelle ufficiali

Nel sito dell’Aran è stato pubblicato il testo dell’ipotesi del CCNL 2025/2027. Al suo interno sono contenute le tabelle ufficiali con gli aumenti stipendiali per docenti e ATA.

La firma del contratto e le reazioni sindacali

La firma è arrivata al termine di sole tre sessioni di lavoro, un risultato definito eccezionale dall’Aran considerata la complessità del contratto. Il presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo, ha commentato: “Per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica, il comparto Istruzione e Ricerca apre la tornata contrattuale nazionale. Si sta recuperando il ritardo accumulato negli anni passati, e lo si fa con continuità, velocità e consenso”. Tra i sindacati firmatari — CGIL, CISL, UIL, SNALS, Gilda e Anief — non mancano però le riserve. Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc-Cgil, ha dichiarato: “Non basta rivendicare di avere sottoscritto tre contratti: è importante la volontà politica di rafforzare diritti, tutele e la condizione salariale del personale”. Ivana Barbacci della CISL ha invece espresso soddisfazione: “Oggi stiamo raccogliendo i frutti delle scelte compiute all’atto della sottoscrizione dell’intesa per il precedente rinnovo”. Resta aperto il nodo del 2013, anno contrattuale non riconosciuto e considerato da più sindacati una ferita ancora irrisolta.

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Gli aumenti: a regime 143 euro medi per i docenti

Gli aumenti sono distribuiti in tre tranches annuali — 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027 — e comprendono l’anticipazione IPCA già corrisposta. A regime, dal 1° gennaio 2027, l’incremento medio per l’intero comparto è di 137 euro per 13 mensilità, che per il personale docente sale a 143 euro medi mensili lordi. Nel dettaglio, i docenti di infanzia e primaria o i diplomati della secondaria di secondo grado passano da 22.882 a 23.742 euro annui lordi, con circa 110 euro in più al mese. I laureati delle superiori con oltre 35 anni di servizio raggiungono i 39.954 euro annui, guadagnando oltre 185 euro mensili aggiuntivi. Per il personale ATA, la media è di 104 euro, con oscillazioni dagli 85,77 euro dei collaboratori scolastici a inizio carriera fino ai 128 euro per un assistente amministrativo a fine carriera. Marcello Pacifico, presidente di Anief, ha dichiarato: “Il personale scolastico prende da anni un terzo dello stipendio in meno rispetto alla PA, questo non era così 25 anni fa”. Sommando i tre contratti consecutivi 2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027, il comparto raggiunge aumenti strutturali pari a 412 euro medi mensili per i docenti.

Gli arretrati e i prossimi passi

Poiché l’ipotesi di accordo è stata sottoscritta nel corso del secondo anno del periodo contrattuale, il personale maturerà arretrati per la quota di incremento non ancora corrisposta. Calcolati al 30 giugno 2026, gli importi stimati vanno da circa 815 a circa 1.250 euro, con una media stimata intorno agli 800 euro a dipendente. L’erogazione è attesa indicativamente per l’estate 2026, una volta conclusi i controlli di rito. Prima della firma definitiva, l’ipotesi di accordo dovrà infatti percorrere l’iter previsto dalla normativa: verifica di compatibilità finanziaria, passaggi governativi e certificazione della Corte dei Conti. Nel frattempo, l’Aran convocherà a breve il tavolo per la parte normativa del CCNL 2025-2027, che affronterà temi come relazioni sindacali, lavoro agile, welfare contrattuale e buoni pasto — quest’ultimo ancora assente e rivendicato da più sigle. Pacifico ha concluso: “Già in estate ci saranno i primi aumenti. Dobbiamo continuare a lavorare per un miliardo e mezzo in più nella prossima legge di bilancio per il personale della scuola”.

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