Nel novembre 2024 uno studente 17enne è entrato in classe, a Lecce, con 14 bombe nascoste in uno zaino e portate in classe “potenzialmente letali”: ora il giovane ha superato la messa alla prova e ha ottenuto l’estinzione del reato.
Come riporta La Repubblica, per sei mesi ha rigato dritto, impegnandosi in attività di volontariato. Il provvedimento è stato adottato dalla giudice del tribunale dei minori sulla scorta delle relazioni redatte dai servizi sociali che hanno valorizzato l’impegno dello studente nelle attività sociali in cui è stato impegnato negli ultimi mesi.
Non ci saranno quindi strascichi giudiziari. Il giovane, all’epoca di appena 15 anni, la mattina del 31 ottobre 2024, si presentò a scuola con 14 bombe destinate alla vendita ad altri compagni in vista degli imminenti festeggiamenti di Halloween.
Gli ordigni erano stati nascosti in uno zaino che lo studente aveva poggiato sul banco. In classe. Tra il terrore e la paura generale.
I militari scovarono l’arsenale – che lo studente si era affrettato ad abbandonare in una busta della spesa – nel cortile attiguo all’ingresso secondario dell’edificio. Una situazione potenzialmente pericolosissima perché se anche una di quelle bombe rudimentali fosse esplosa avrebbe innescato una deflagrazione a catena dalle conseguenze gravissime per studenti e insegnanti. Complessivamente la polvere pirica assemblata per confezionare gli ordigni, infatti, si aggirava sul mezzo chilo.
Secondo le indagini, con la complicità di altri quattro ragazzi – tutti di buona famiglia e la cui posizione è stata stralciata – il 15enne aveva persino ultimato un contratto di vendita dietro il corrispettivo di una somma di denaro versato dagli acquirenti.
Giorni dopo il sequestro, lo studente finì in arresto e collocato in una comunità penale con le accuse di detenzione illegale di armi e di materiale esplosivo.
Lo scorso 11 maggio, in un liceo di Modena, c’è stato un episodio simile: un ragazzo avrebbe portato in classe un ordigno risalente alla prima guerra mondiale.
Lo studente, secondo quanto ricostruito, ha portato da casa un ordigno della prima guerra mondiale da far vedere al prof di storia: si trattava di un proiettile di mortaio. L’insegnante, preoccupato da un possibile rischio esplosivo, ha avvertito il preside che a sua volta si è messo in contatto con i Carabinieri.
I militari, infatti, hanno consigliato di portare la bomba nel cortile della scuola in attesa dell’arrivo degli artificieri per tutte le valutazioni del caso.
“Siamo certi che non volesse essere uno scherzo ma che si è trattato di una ingenuità, che però avrà ripercussioni disciplinari”, ha detto il dirigente scolastico. “Il gesto di questo studente ha portato l’evacuazione della scuola e l’interruzione delle lezioni, non può passare inosservato”. I militari dell’Arma hanno prelevato il proiettile per ulteriori accertamenti.