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Prima Ora | notizie del 2 luglio

02.07.2026

Rinnovo contratto scuola, Castellana (Gilda): “Gabbia contrattuale ma firma utile per sblocco risorse”

Nel primo pomeriggio del 1° luglio, all’Aran i sindacati rappresentativi hanno firmato definitivamente la parte economica del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Istruzione e Ricerca 2025/2027.

Dal 1° gennaio 2027, gli incrementi medi mensili lordi dello stipendio tabellare, calcolati su tredici mensilità, saranno pari a 137 euro per l’intero comparto. Per i docenti della scuola l’aumento medio concordato sarà di 143 euro mensili, mentre per il personale Ata della scuola sarà di 107 euro.

Gilda: firma utile per sblocco risorse

“Di buono c’è che negli ultimi anni, c’è stata sistematicità nelle firme dei contratti, per quanto riguarda la parte economica, a fronte di decenni in cui tutto era immobile, che hanno causato l’erosione degli stipendi – dichiara il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams Vito Carlo Castellana -tuttavia, questi contratti non risolvono il problema del gap salariale che il comparto Scuola ha rispetto al resto del pubblico impiego ma in generale rispetto al resto del mondo del lavoro in Italia, soprattutto a parità di titolo di studio.

“Qualcuno si chiederà il perché di questa firma, ma di fatto non firmare avrebbe significato congelare anche queste risorse in più messe a disposizione. La realtà è che questo tipo di contratto include oltre alla Scuola anche l’Afam, Ricerca e Università, dunque un compartone di profili tra loro diversi, ancorato al resto del pubblico impiego, dove gli incrementi percentuali sono uguali per tutti e dove le risorse sono già stabilite, senza possibilità di contrattazione”.

“L’obiettivo per il futuro è quello di uscire da questa gabbia contrattuale e pensare ad un contratto scuola disancorato dal resto, con risorse specifiche solo per il comparto scuola e soprattutto, una separazione contrattuale tra personale docente e ATA, per valorizzare le loro enormi professionalità, sminuite da un contratto come quello vigente. Infine, ci auguriamo che per il rinnovo del prossimo CCNL, si trovi una soluzione per il riscatto dell’anno 2013, bloccato ai fini della progressione di carriera”.

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