C’è indignazione per le indagini della Guardia di finanza che al termine di una verifica fiscale hanno contestato un giro di evasione di oltre 1,5 milioni di euro ad una società cooperativa di Cefalù che gestisce degli istituti paritari a Cefalù e a Termini Imerese: tra le pesati accuse vi sarebbero delle somme di denaro importanti non dichiarate, in particolare stipendi erogati a circa 150 lavoratori, tra insegnanti e personale amministrativo, ma in secondo tempo restituiti.
A commentare le indagini e le accuse è stata anche Suor Anna Monia Alfieri cavaliere al Merito della Repubblica, esperta di politiche scolastiche e “paladina” degli istituti paritari: a colloquio con Adnkronos, Alfieri ha detto di augurarsi “che le indagini in corso non siano strumentalizzate da chi vuole associare l’intero mondo della scuola paritaria alla mancanza di serietà: le colpe dei casi isolati non devono ricadere su tutte le realtà che, giorno dopo giorno, si sforzano di proporre un’offerta formativa di qualità, a presidio del pluralismo educativo, quel poco che ormai in Italia rimane”.
“Mi sia consentito di rivolgere un particolare ringraziamento al Ministro Giuseppe Valditara per le misure introdotte a sostegno dei controlli: al ringraziamento unisco tutto il personale dell’apparato ispettivo che spesso si trova ad operare in contesti delicati, nei quali le connivenze con le organizzazioni criminali non mancano. Andiamo avanti lungo la strada della serietà e del confronto, certi che è l’unica via per custodire i nostri carismi educativi, così necessari alla nostra società”,
La Suora ha tenuto poi a dire che “quando appaiono notizie di indagini in corso, in tutti gli ambiti e i contesti, sono garantista e ne attendo l’esito. Certo è che, se i fatti relativi alle scuole paritarie siciliane sotto inchiesta dovessero essere acclarati, si tratterebbe di una realtà triste e meschina in cui il servizio reso dalla scuola paritaria viene trasformato in un mezzo per arricchirsi, anche tramite lo sfruttamento del lavoro dei docenti costretti, a quanto sembra, a restituire gli stipendi ricevuti. Da Gestore di scuola paritaria, posso dire che essa è ben altra cosa, in termini di serietà, sia nella gestione sia nel servizio educativo, formativo, culturale erogato”.
“La scuola paritaria – ha ricordato Suor Alfieri – fa parte del Sistema Nazionale dell’Istruzione, svolge un servizio pubblico, forma i cittadini, assolve ai propri doveri fiscali, giuslavoristici, normativi in qualsiasi campo non senza difficoltà, indebitandosi, accendendo mutui e ipotecando gli immobili, pur di non cedere al compromesso che porta a scegliere le vie più facili che, però, tradiscono i mandati di fondazione, ledono studenti e famiglie, non rispettano il personale dipendente. Ecco perchè da sempre sono favorevole ai controlli, unico strumento – ha concluso Suor Anna Monia Alfieri – per far emergere quelle realtà che nulla hanno a che vedere con la serietà cui è chiamata la scuola pubblica paritaria”.
L’attività di verifica è partita dall’indagine dei carabinieri, che avevano contestato alla presidente del Cda, i reati di caporalato, estorsione e truffa; l’accusa di caporalato è stata poi annullata dalla Cassazione, secondo cui il reato riguarderebbe esclusivamente il settore agricolo. Le verifiche della Finanza avrebbero inoltre fatto emergere la simulazione di prestazioni di volontariato al posto di regolari rapporti di lavoro, oltre all’indebita percezione di contributi pubblici cofinanziati dall’Unione europea.
Il presunto meccanismo avrebbe danneggiato oltre 150 lavoratori tra docenti e personale amministrativo delle due scuole. Le fiamme gialle hanno segnalato alla Procura l’amministratore della società per il reato di dichiarazione infedele e la cooperativa per la responsabilità amministrativa degli enti, chiedendo al contempo il sequestro preventivo di circa 105mila euro.