Home Attualità Rinnovo contratto scuola, FLC CGIL vuole il bonus merito nel tabellare

Rinnovo contratto scuola, FLC CGIL vuole il bonus merito nel tabellare

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Sul rinnovo del contratto istruzione e ricerca qualcosa si starebbe per muovere dopo l’incontro di ieri, lunedì 9 dicembre 2019, a Roma tra il premier, i ministri di Economia, Lavoro, Istruzione e Pubblica amministrazione, i vertici di Cgil, Cisl, Uil e delle rispettive categorie. Tra gli argomenti discussi, in primis, il rinnovo del contratto, la stabilizzazione dei precari, le questioni Tfs e concorsi.

Carta docente e bonus merito nel contratto

Abbiamo sentito il leader della FLC CGIL nazionale Francesco Sinopoli sulla questione legata al rinnovo del contratto istruzione e ricerca 2019-2021, che ci ha spiegato che al momento nella legge di bilancio non esistono le risorse finanziarie per arrivare ai 100 euro medi promessi dal Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti.

I 200 milioni in più, trovati per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, sono solo un segnale iniziale per avviare un’interlocuzione per trovare le risorse adeguate ad aprire il tavolo di contrattazione per il rinnovo del contratto. Per quanto riguarda la scuola il segretario della FLC CGIL dichiara che è essenziale anche riportare tutte le risorse nel contratto a partire dal bonus premiale che deve andare a sostenere i salari base tabellari.

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Per Sinopoli anche le risorse finanziarie della Carta del docente, ovvero le 500 euro annue per la formazione, l’acquisto di software e hardware utili per la didattica e la professione, l’acquisto di libri etc…, dovrebbero essere risorse che devono entrare nel nuovo contratto scuola.

Servono almeno 600 milioni per rinnovare contratto

Sinopoli continua e ci spiega, numeri alla mano, che lo stanziamento card docenti è di 384 milioni di euro, bonus del merito è 140 milioni euro, esiste anche, dal primo settembre 2019, l’una tantum di 66 milioni di euro delle risorse non spese della card docente.

Per arrivare ad un aumento medio di 100 euro servono, ancora oltre quelli già stanziati in legge di bilancio, 600 milioni di euro, comprensivo dei 200  per stabilizzare l’elemento perequativo del contratto 2016-2018.Il Segretario Sinopoli aggiunge che la formazione dovrà essere centrale nel prossimo rinnovo del contratto.

Su queste basi, afferma Francesco Sinopoli della FLC CGIL, si può avviare un rinnovo del contratto che deve avere come stella polare, l’orizzonte di andare verso l’equiparazione degli stipendi dei docenti a quelli degli altri dipendenti pubblici, riducendo la sperequazione esistente oggi rispetto agli altri comparti della pubblica amministrazione, e ovviamente ridurre l’eccessiva differenza con gli stipendi dei docenti di altre nazioni europee. Gli aumenti stipendiali, a differenza del contratto 2016-2018, non saranno uguali per tutti ma diversificati da comparto a comparto.

Appare ovvio e scontato che il confronto tra Governo e sindacati di ieri è stato un piccolo passo in avanti per avviare un percorso, non si sa quanto lungo nei tempi, di avvio al rinnovo contrattuale che veda un adeguato aumento delle risorse, mentre è assolutamente scongiurata qualsiasi diminuzione degli stipendi a partire dal gennaio 2020. Sinopoli specifica che in mancanza delle condizioni necessarie a raggiungere gli obiettivi, bisognerà mettere in campo tutte le iniziative di lotta necessarie a partire dallo sciopero per raggiungere il risultato.

Aspetto normativo del rinnovo contrattuale

Poi c’è anche il tema normativo che vede la FLC CGIL impegnata in prima fila a ripristinare la parità di trattamento del personale docente e Ata alle altre figure lavorative della Pubblica Amministrazione in materia di sanzioni disciplinari. In buona sostanza si punta a disapplicare il comma 1 lettera j) art 13 nove quater del Il D.Lvo 75/2017 .

Tale modificazione è motivata dal fatto che inopinatamente il D.L.vo 75/2017 ha ricondotto nel potere del DS la sanzione della sospensione fino a 10 giorni del personale scolastico quando in tutto il resto del Pubblico impiego tale potere è intestato ad un organo terzo e superiore rispetto a quello diretto del capo ufficio quale è il Dirigente Scolastico. La Flc Cgil ritiene questo fatto incostituzionale perché viola la parità di trattamento e perché discriminatorio nei confronti del personale scolastico, massimamente per il, personale docente la cui attività è tutelata dal principio costituzionale della libertà di insegnamento.

Si punta anche alla deburocratizzazione del lavoro docente e al ripristino comitato di valutazione versione 297/94. Uno dei punti fondamentali che porta avanti la FLC CGIL è quello del rapporto legge contratto a favore di quest’ultimo su organizzazione del lavoro e mobilità professionale.

Resta aperto, conclude Sinopoli, il fronte dei percorsi di abilitazione per i docenti e della manomissione dell’accordo sul versante dei DSGA facenti funzione e della scarsità di risorse previste in legge di bilancio, le mobilitazioni continuano nei prossimi giorni a partire dal 12 di dicembre per spostare risorse in finanziaria per questo settore fondamentale per il Paese e ripristinare integralmente i contenuti dell’accordo con il Ministro Fioramonti.