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Prima Ora | Notizie del 23 giugno

24.06.2026

Rinnovo contratto scuola, incontro alle 15: le intenzioni dei sindacati e quando potrebbe finire la trattativa

Rinnovo contratto scuola 2025/2027, si continua con la parte normativa dopo la firma della parte economica dello scorso 1° aprile. Il primo incontro in merito, tra Aran e sindacati, si è svolto il 12 maggio, 26 maggio, si è svolto il secondo.

Oggi, 24 giugno, alle ore 15,00, si svolge il terzo incontro: nel frattempo, dovrebbero proseguire gli incontri tecnici bilaterali sui singoli argomenti per stringere i tempi del confronto.

Cosa vogliono i sindacati?

“L’obiettivo che ci siamo prefissati – ha dichiarato giorni fa Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è quello di permettere un’organizzazione scolastica più efficiente, garantire maggiori diritti ai lavoratori e andare a cancellare le discriminazioni oggi esistenti a livello interno, ad esempio nei confronti dei precari, e rispetto agli altri comparti, dove benefit e indennità risultano decisamente superiori”.

Nello specifico, l’Anief intende agire in Aran per garantire la contrattazione integrativa a tutti i sindacati rappresentativi anche non firmatari; portare alla contrattazione alcune materie ad oggi oggetto di confronto tra le materie di contrattazione; inserire la tutela della salute, al fine di riconoscere il burnout; assegnare i buoni pasto anche per il personale scolastico, come già riconosciuto al personale universitario; applicare in modo strutturale per la mobilità annuale le deroghe per figli minori di 16 anni e per genitori over 65enni; approvare la definizione della remunerazione della formazione incentivante e delle figure di sistema  (middle management); adottare la disciplina dell’attribuzione dei fondi del dimensionamento al salario accessorio del DSGA e l’incremento della indennità di parte variabile; introdurre la parità di trattamento giuridica e economica tra personale precario e di ruolo; ridefinire le risorse sulla continuità didattica per introdurre una indennità rivolta ai lavoratori fuori sede.

Il resoconto di Flc Cgil

Per la FLC CGIL, il sistema delle relazioni sindacali deve essere anche capace di rispondere alle nuove esigenze del mondo del lavoro. In particolare, è stato chiesto di regolare l’impatto delle nuove tecnologie, quale l’Intelligenza Artificiale (IA), sulle prestazioni di lavoro.

Altrettanto centrale, scrivono “per la nostra organizzazione è la questione della salute dei lavoratori, un concetto che va ben oltre la pur fondamentale sicurezza sul posto di lavoro. Il nuovo testo normativo deve saper intercettare e contrastare fenomeni di disagio lavorativo sempre più diffusi nei nostri settori, a partire dal burnout”.

Durante l’intervento è stato inoltre stigmatizzato il mancato avvio di organismi già formalmente istituiti nei precedenti rinnovi contrattuali, chiedendone l’immediata attivazione. Si tratta, nello specifico dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione e dell’Osservatorio paritetico nazionale, uno strumento fondamentale per monitorare e arginare gli atti unilaterali delle amministrazioni.

È stata riproposta, anche alla luce della recente direttiva europea sulla trasparenza dei dati retribuitivi, la necessità di rafforzare e rendere più esigibile la parte relativa all’informazione successiva concernete l’utilizzo delle risorse del FMOF.

Infine, la FLC CGIL ha sollevato con forza il problema dei ritardi inaccettabili nelle procedure di controllo dei contratti nazionali e integrativi da parte degli organismi preposti (Funzione Pubblica, MEF e Corte dei Conti).

D’Aprile: “Entro il 2026 parte normativa”

Ecco cosa ha detto il segretario generale Uil Scuola D’Aprile ai nostri microfoni: “Ci siamo impegnati per anticipare la parte economica del 2025-2027. Quello di oggi è un buon primo passo, con aumenti del 6%. Da domani al lavoro sulla parte normativa, per discutere. Abbiamo rilevato due osservazioni: una riguarda il recupero dell’anno 2013, si tratta di un furto al personale del pubblico impiego. E poi su venti milioni destinati a incrementare le buste paga degli ATA e DSGA. Gli ATA sono penalizzati mentre ancora gli operatori scolastici esistono ancora sulla carta”.

“Ora si parlerà anche di buoni pasto, magari introdotti nel contratto e poi verificando la parte economica con il Mef”. E le tempistiche? “Credo che entro la fine dell’anno 2026 ci sarà tempo per migliorare la parte normativa del contratto”.

Castellana (Gilda): “Mantenuti patti”

Ecco cosa ci ha detto Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale Gilda: “Abbiamo firmato perché sono stati mantenuti i patti. C’è da attenzionare una nuova situazione. Fino ad un mese fa si poteva coprire l’inflazione. Insieme ai sindacati abbiamo sottoscritto una dichiarazione congiunta in cui chiediamo nuove risorse nelle prossime leggi di bilancio. Ci rendiamo disponibili ad aprire la nuova parte economica qualora ci siano”.

“Poi c’è la questione 2013. Va recuperato in fase contrattuale. Il mondo della scuola paga fortemente la mancanza del 2013. Auspichiamo ad un ritorno a scatti biennali. Finché non ci sono risorse precise per recuperare il gap contrattuale con la PA a parità di titoli probabilmente vale la nostra idea per una contrattazione separata che valorizzi i docenti e gli ATA per dare finalmente dignità a questo mondo”.

“Ci vuole un fondo per recuperare questa differenza perequativa. Poi, la violenza nelle scuole, non può essere la normalità. Ci vogliono tutele immediate e poi reinvestire nella scuola. Sono convinto che stiamo diventando una società violenta. La violenza è figlia dell’ignoranza: abbiamo smesso di studiare le materie per diventare un progettificio. Si parla di educazione civica, ma le 33 ore sono ricavate a scapito delle discipline. Spesso nelle scuole è una farsa. Chi insegna lo sa, tutti questi progetti sono solo autoreferenziali. Invece dobbiamo tornare allo studio delle materie e riprendere ad essere la cultura della socialità”.

“Non si può parlare di carriera docente creando una guerra tra poveri. Prima diamo le risorse per uno stipendio dignitoso per tutti. La scuola non è una caserma, uno dei suoi pregi è la collegialità. Abbiamo anche la questione delle sanzioni disciplinari: al momento i procedimenti disciplinari non funzionano. Ci vuole un organismo terzo, un consiglio superiore della docenza. Il dirigente accusa e allo stesso tempo critica. Spesso il giudizio non è oggettivo”.

La direzione di Cisl Scuola

La CISL Scuola ha richiesto che, nelle materie riservate alla contrattazione integrativa, siano recepite le novità recentemente introdotte dal D.L. 19/2026, con particolare riguardo alla definizione di ulteriori criteri da utilizzare nelle operazioni di mobilità territoriale e professionale come anche nelle assegnazioni provvisorie.

Infine, con riferimento alla formazione in servizio continua e incentivata, la CISL Scuola ha richiamato l’esigenza di disciplinare in sede di negoziato anche le disposizioni previste dall’art.16- ter del D.Lgs 59/2017 (docente stabilmente incentivato).

Il programma dell’Aran

Nell’incontro del 12 maggio le delegazioni sindacali rappresentative presenti hanno riscontrato da parte dell’Aran due volontà principali: chiudere la trattativa in fretta, possibilmente entro la fine dell’anno solare, e portare avanti la contrattazione attraverso incontri tecnici tematici di tipo prevalentemente on line.

I sindacati hanno espresso i loro dubbi, sostenendo che questo genere di trattativa necessita certamente di approfondimenti tematici, ma non certo relegandoli ad un confronto a distanza.

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