Rinnovo contratto scuola 2025/2027, si continua con la parte normativa dopo la firma definitiva della parte economica dello scorso 1° luglio. Il primo incontro in merito, tra Aran e sindacati, si è svolto il 12 maggio e il 22 luglio si è svolto il quarto.
Oggi, lunedì 28 settembre, alle ore 10:30, si è tenuto il primo incontro dopo la pausa estiva. Di cosa si è parlato?
Buoni pasto al personale scolastico, più deroghe per accedere alla mobilità dei docenti e Ata di ruolo, valorizzazione del personale Ata, i Dsga e le figure di sistema, parità retributiva per i precari. Sono alcune delle questioni politiche poste in evidenza oggi dal sindacato Anief durante l’incontro.
Ecco le parole di Daniela Rosano, segretaria generale Anief: “Oggi c’è stato un nuovo incontro dell’Aran. Il prossimo sarà a novembre. Abbiamo riparlato di tutto l’articolato del contratto. L’Anief – ha spiegato la sindacalista – ha puntato l’attenzione sulla salute, che deve diventare materia contrattuale, sulla prevenzione e sulla famiglia, che deve essere un’esigenza contemperata alle necessità lavorative”. Fra gli altri temi in discussione citati da Rosano c’è “la valorizzazione del personale precario che non può avere meno diritti del personale di ruolo” e anche “la valorizzazione delle figure di sistema e dei Dsga”.
Anief ha chiesto di proseguire il negoziato attraverso ulteriori approfondimenti tecnici sui diversi settori – scuola, personale Ata e docente, Afam, università e ricerca – ma anche di affrontare i principali nodi politici ancora aperti.
“Vogliamo chiudere il contratto il prima possibile, ma soprattutto vogliamo chiuderlo nel miglior modo possibile – ha dichiarato il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico –. Il CCNL 2025-2027 deve portare avanti quelle innovazioni che erano state avviate nella parte normativa del contratto 2019-2021 e che poi si sono fermate. Ci sono istituti ormai superati e condizioni di lavoro profondamente cambiate: è il momento di intervenire”.
Tra le priorità indicate da Anief c’è innanzitutto il tema della salute nei luoghi di lavoro, da affiancare a quello della sicurezza, con particolare attenzione anche al burnout e al benessere del personale. “La salute deve avere nel contratto la stessa dignità della sicurezza – ha sottolineato Pacifico –. Parlare di salute, di prevenzione e di burnout deve diventare parte integrante delle relazioni sindacali”.
Altro capitolo centrale è quello della famiglia e della mobilità. Anief chiede di dare piena attuazione alle possibilità di deroga ai vincoli sulla mobilità previste dalla normativa intervenuta nel 2026, prevedendo nel contratto criteri chiari per favorire il ricongiungimento familiare, a partire dalle esigenze legate ai figli e ai genitori.
Sul tavolo anche la parità di trattamento del personale precario. Anief ha chiesto di superare le differenze ancora esistenti tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato, richiamando il rispetto delle direttive europee sul lavoro a termine. “Se nel contratto richiamiamo il rispetto delle norme europee – ha osservato Pacifico – dobbiamo avere il coraggio di tradurre quel principio in diritti concreti, a partire dalla piena valorizzazione dell’anzianità di servizio e dal trattamento economico”.
Tra gli altri temi affrontati, la disciplina delle ferie, la formazione incentivata e la valorizzazione delle figure di sistema, oltre alla necessità di intervenire sul profilo professionale dei DSGA e, più in generale, sull’ordinamento del personale Ata. Anief ha inoltre posto questioni relative allo smart working, all’orario di presenza e al recupero compensativo per i DSGA, chiedendo che il nuovo contratto migliori concretamente le condizioni di lavoro.
“Abbiamo un contratto aperto – ha aggiunto Pacifico – e quindi è questa la sede nella quale dobbiamo discutere e regolamentare le materie che riguardano il personale. Non possiamo continuare a lasciare spazi decisionali che dovrebbero appartenere alla contrattazione alle sole decisioni del legislatore o del ministro di turno”.
Anief ha infine ribadito la necessità di rafforzare le relazioni sindacali, ampliando gli spazi della contrattazione rispetto al semplice confronto e affrontando anche il tema della partecipazione ai tavoli negoziali delle organizzazioni rappresentative, oltre alle questioni specifiche ancora aperte per università, ricerca e Afam.
“Siamo disponibili a lavorare nei tavoli tecnici e a confrontarci su ogni singolo istituto – conclude Pacifico – ma alcuni temi devono diventare parte della discussione politica del rinnovo. Vogliamo un contratto che non si limiti ad aggiornare le norme esistenti, ma che faccia un passo avanti sui diritti, sulla valorizzazione professionale e sulle condizioni di lavoro di tutto il personale dell’Istruzione e della Ricerca.
Tra i risultati ottenuti, scrive Uil Scuola, il chiarimento sul rientro del titolare dopo il 30 aprile: nel computo dei 150 giorni di assenza continuativa vengono ricompresi anche i periodi di sospensione dell’attività didattica. Per le classi conclusive del percorso di istruzione il periodo è ridotto a 90 giorni, con una formulazione che consente di ricomprendere i diversi percorsi di istruzione. Viene inoltre espressamente previsto, su nostra richiesta, che il supplente sia mantenuto in servizio senza soluzione di continuità e senza alcuna interruzione del rapporto di lavoro fino agli scrutini e alle valutazioni finali e, ove previsti, fino agli esami conclusivi del primo ciclo.
Importante anche l’intervento sulla formazione: viene rafforzato il principio secondo cui le ore di formazione che eccedono i limiti contrattualmente individuati devono essere remunerate, evitando che ulteriori attività formative possano trasformarsi in lavoro gratuito.
Un’altra novità riguarda viaggi di istruzione e visite didattiche: la bozza riconosce espressamente un compenso forfettario, da determinare in contrattazione integrativa. È un principio da noi sostenuto, perché l’accompagnamento comporta impegno e responsabilità ulteriori. Resta da affrontare il tema delle risorse, attualmente poste a carico del FMOF, affinché il nuovo compenso non riduca quelle destinate alle altre attività.
Nell’incontro del 12 maggio le delegazioni sindacali rappresentative presenti hanno riscontrato da parte dell’Aran due volontà principali: chiudere la trattativa in fretta, possibilmente entro la fine dell’anno solare, e portare avanti la contrattazione attraverso incontri tecnici tematici di tipo prevalentemente on line.
I sindacati hanno espresso i loro dubbi, sostenendo che questo genere di trattativa necessita certamente di approfondimenti tematici, ma non certo relegandoli ad un confronto a distanza.