Rinnovo contratto scuola 2025/2027, si continua con la parte normativa dopo la firma definitiva della parte economica dello scorso 1° luglio. Il primo incontro in merito, tra Aran e sindacati, si è svolto il 12 maggio, il 22 luglio si è svolto il quarto e il 28 settembre il quinto.
Il 4 novembre si è svolto il sesto incontro, in plenaria, all’Aran, alle 10:30. Il 22 ottobre si è svolto il primo tavolo tecnico (il secondo ha avuto luogo il 27 ottobre) propedeutico alla plenaria. Il confronto riprenderà il 12 novembre con una sessione tecnica incentrata sull’Università.
Stefano Cavallini, segretario generale Anief, ai microfoni della Tecnica della Scuola, ha detto che il prossimo incontro si svolgerà nel 2027: “Sicuramente un incontro politico successivo sarà a gennaio alla chiusura della legge di bilancio dove avremo un quadro completo e lì potremmo decidere definitivamente come procedere nella continuazione di questa stesura di contratto”.
L’ultima bozza presentata dall’ARAN recepisce diverse richieste avanzate dalla FLC CGIL, segnando passi avanti apprezzabili su temi di rilievo. Ecco cosa ha segnalato il sindacato:
Sul versante economico, la segretaria generale della FLC CGIL, Gianna Fracassi, ha ribadito il peso insostenibile dell’assenza di nuove risorse: “Riteniamo doverosa una risposta concreta da parte del Governo alla nostra richiesta unitaria di stanziamenti aggiuntivi nella Legge di Bilancio. L’intesa economica già sottoscritta non è più sufficiente dinanzi all’impennata inflazionistica, al caro vita e all’emergenza energetica. Senza adeguate coperture non sarà possibile dare risposte a partite fondamentali per i lavoratori, a partire dal riconoscimento dei buoni pasto”.
Come riporta Uil Scuola, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale entra tra le materie di contrattazione integrativa a tutti i livelli: nazionale, regionale e di istituzione scolastica.
Un altro avanzamento riguarda le posizioni economiche del personale ATA: come richiesto dalla UIL Scuola, i criteri di ripartizione delle risorse del relativo Fondo passano dalle materie oggetto di confronto a quelle di contrattazione integrativa nazionale, rafforzando il ruolo delle organizzazioni sindacali nelle decisioni sull’utilizzo delle risorse. Sul versante della mobilità, sono state recepite le più recenti novità normative in materia di deroghe ai vincoli, rafforzando il ruolo della contrattazione integrativa nazionale nella definizione dei relativi criteri.
La UIL Scuola ha richiesto l’attivazione di specifici tavoli tecnici dedicati alle relazioni sindacali e all’ordinamento professionale del personale ATA, con l’obiettivo di rivedere e modificare alcuni istituti giuridici introdotti dal CCNL 2019-2021, sui quali avevamo già espresso la nostra contrarietà. In particolare, per il personale ATA, il confronto dovrà affrontare anche le questioni legate alla valorizzazione professionale e alla figura del DSGA.
Anche sulla parte comune del contratto, con particolare riferimento alla disciplina dei permessi e dei congedi, la UIL Scuola ha richiesto uno specifico approfondimento, con l’obiettivo di innovare e rivedere alcuni istituti giuridici, superando le criticità dell’attuale disciplina e introducendo maggiori tutele per il personale.
La UIL Scuola ribadisce le proprie richieste sulla legge di Bilancio: risorse aggiuntive per i prossimi rinnovi contrattuali, recupero dell’anno 2013 ai fini economici, detassazione degli aumenti contrattuali, misure di welfare per le spese di casa e mobilità del personale precario, maggiori risorse per il trattamento accessorio e rafforzamento delle progressioni economiche legate all’anzianità.
La CISL Scuola, pur apprezzando i miglioramenti riscontrabili nel testo della bozza presentata ai sindacati, ha comunque ribadito ancora una volta la necessità di affrontare ulteriori argomenti, tra i quali:
“Per noi servono chiarimenti politici prima di pensare a una firma. Alcune nostre proposte sono a costo zero, come quelle su burnout e mobilità. Altre hanno risorse già individuate, come la formazione incentivata o i risparmi del dimensionamento da destinare ai profili DSGA. Questi risparmi libererebbero anche risorse dal fondo di istituto, con cui riconoscere il diritto al buono pasto a risorse vigenti. Altre richieste sono di principio e chiedono di rispettare la normativa europea sulla parità di trattamento. Altre ancora sono tecniche, come il diritto alle ferie e ai permessi retribuiti”, queste le parole di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.
“In questo momento – ha detto ancora il presidente nazionale Anief – siamo in mobilitazione anche perché in bilancio mancano risorse aggiuntive, nonostante gli impegni assunti alla firma della parte economica. Invitiamo quindi a proseguire con i tavoli tecnici e a verificare se le amministrazioni competenti vogliono fare un’apertura sulla parte politica. Ricordiamo infine che parte delle nostre richieste è presente anche nell’atto di indirizzo”.
“Il prossimo incontro – ha spiegato ancora Marcello Pacifico – sarà calendarizzato dopo l’approvazione della legge di bilancio. In quella sede sarà importante verificare se ci saranno le condizioni per individuare ulteriori risorse da destinare al rinnovo contrattuale e dare seguito agli impegni assunti con i lavoratori al momento della firma della precedente parte economica. Oggi queste risorse aggiuntive non ci sono e non possiamo ignorare questo dato. ANIEF è disponibile a proseguire il confronto tecnico, ma servono anche risposte politiche: una parte delle nostre rivendicazioni è già presente nell’atto di indirizzo, compreso il tema delle figure di sistema, e chiediamo che si traduca in aperture concrete. Solo così sarà possibile valutare complessivamente le condizioni per la sottoscrizione del contratto”.
Nell’incontro del 12 maggio le delegazioni sindacali rappresentative presenti hanno riscontrato da parte dell’Aran due volontà principali: chiudere la trattativa in fretta, possibilmente entro la fine dell’anno solare (anche se ormai questa ipotesi sembra accantonata), e portare avanti la contrattazione attraverso incontri tecnici tematici di tipo prevalentemente on line.
I sindacati hanno espresso i loro dubbi, sostenendo che questo genere di trattativa necessita certamente di approfondimenti tematici, ma non certo relegandoli ad un confronto a distanza.