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Rinviate le GPS al 2023! Lo chiede un diplomando e spiega il perché

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Buongiorno, mi chiamo Martin Mansour e scrivo da Bologna.


Vi scrivo con l’obiettivo di portare la mia opinione, ed esperienza personale, riguardo all’inserimento in graduatoria GPS.

Icotea

Sono un giovane studente bolognese di 17 anni, frequento un istituto professionale ad indirizzo socio-sanitario.
Durante il mio percorso di studi alla scuola secondaria di II grado ho sempre avuto una media scolastica eccellente, la quale mi ha permesso di essere vincitore di molteplici borse di studio per studenti meritevoli.
Ho sempre avuto le idee molto chiare, fin da bambino, circa il mio percorso professionale; sogno di diventare un docente.
Il mio diploma permette di insegnare come docente ITP per la classe di concorso B23, in istituti con l’indirizzo socio sanitario.
Ho dunque pensato di avere le capacità adatte e i miei docenti mi sostengono molto nell’intraprendere questo percorso.
Essendo nato nel 2004, oggi sono in quarta superiore; nonostante ciò, io sosterrò l’esame di Stato quest’anno.
So che può sembrare strano, ma ho seguito un percorso che non tutti conoscono ed è intrapreso da pochi studenti… mi sono avvalso della cosiddetta “abbreviazione per merito”.
Sostanzialmente, questa procedura dà la possibilità agli studenti del quarto anno (con determinati requisiti didattici) di sostenere l’esame di maturità alla fine del suddetto anno.
Ho scelto questo percorso sia perché “guadagnare” un anno di tempo è sempre utile (anche perché vorrò frequentare l’università), ma soprattutto per l’insegnamento come ITP.
Come sappiamo, dal 2024 anche i docenti ITP dovranno possedere una laurea triennale, dunque la tempistica per me (per insegnare col diploma) è importante.
Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) dovrebbero aggiornarsi (e aprirsi per nuovi inserimenti) quest’anno, nel 2022…
Gira la notizia di un possibile rinvio al 2023 da parte del MIUR (contestato dai sindacati); dunque in questa mail spiego il mio punto di vista e perché sono a favore del rinvio.

Gli aspiranti docenti ITP che vorrebbero inserirsi per la prima volta in graduatoria, ad oggi devono possedere oltre al titolo di studio, anche i 24 CFU (crediti formativi universitari).
Tali crediti vengono forniti da Università o enti privati, a pagamento e dopo aver superato un esame, solo se si è in possesso del diploma.
Nel mio caso, ad esempio, io non posso ancora prenderli in quanto non ho ancora conseguito il diploma.
Nel caso in cui, perciò, l’aggiornamento delle graduatorie avvenisse nell’estate del 2022 io, così come tantissimi altri giovani diplomandi, non potrò inserirmi in quanto non avrei il tempo materiale (tra la maturità e l’aggiornamento) per acquisire i 24 CFU.

Abbiamo visto come negli ultimi anni ci sia stata una notevole presenza di insegnanti giovanissimi, di diciotto-diciannove anni, e come essi siano delle risorse per il mondo della scuola.

Se l’aggiornamento delle graduatorie avvenisse dunque nel 2023, si darebbe l’opportunità a me e ai ragazzi nella mia stessa situazione, di realizzare il proprio sogno!

L’aggiornamento rinviato al 2023 ha il vantaggio di poter includere più aspiranti docenti che si diplomeranno quest’anno e dare a loro tutto il tempo per acquisire i 24 CFU e frequentare corsi di formazione al fine di aumentare il proprio punteggio di partenza.

A proposito di punteggio: trovo insensato il calcolo dei titoli di servizio.
Dico ciò perchè è un po’ il gatto che si morde la coda… due persone possono avere pari (o quasi) titoli e punteggio riguardo alle certificazioni, corsi ecc… ma se uno dei due ha lavorato di più, questo ha il punteggio più alto.
É ovvio che una persona che ha più punteggio venga chiamata, ma così facendo si crea un circolo vizioso: più lavoro e più ho punteggio e dunque vengo richiamato/a, mentre gli altri però (che sulla carta hanno tutte le competenze) vengono lasciati a casa… questo è secondo me un aspetto che il MIUR dovrebbe rivedere/eliminare.

Tornando al possibile rinvio dell’aggiornamento, i sindacati sostengono principalmente due aspetti contro a ciò:


1) Si penalizzano i neodiplomati e neolaureati
2) Non permette ai docenti che già lavorano di cambiare provincia e di aggiornare i punteggi con i titoli di servizio e/o eventuali nuovi titoli culturali.

Riguardo ai diplomandi, il punto 1 l’ho già smentito in precedenza; senza il diploma non si possono acquisire i 24 CFU e dunque non ci si può inserire comunque in graduatoria.

Circa il secondo punto: i docenti che devono aggiornare i titoli di servizio (per i quali sono contro e l’ho già scritto prima) lavorano già da qualche anno e dunque non hanno motivo di essere preoccupati per l’anno successivo… con grande probabilità verranno chiamati nuovamente.

Penso che il 2023 sia un anno buono per l’aggiornamento, nonché l’ultima possibilità per gli aspiranti docenti ITP di accedere alle graduatorie ancora senza laurea…

Martin Mansour