È già passato negli anni scorsi da Milano, Torino, Bergamo, Genova, Ravenna e Firenze. Poi, rotta verso sud: Roma, Napoli, Bari. Dal 2020, il CampBus del Corriere della Sera ha percorso più di 2000 chilometri e coinvolto una ventina di scuole. L’edizione 2025 sta per ripartire e questa volta la prima tappa sarà in Sicilia e si fermerà al Liceo Ginnasio Statale “Cutelli e Salanitro” di Catania.
Parliamo del progetto CampBus che, come si legge sul sito di presentazione, è un laboratorio itinerante ideato dal Corriere della Sera per promuovere la cultura digitale nelle scuole superiori italiane. Si propone di avvicinare studenti e docenti alle tecnologie emergenti e di favorire una cittadinanza digitale consapevole. Attraverso lezioni, laboratori, seminari, interventi di esperti e formatori, la settimana digitale di CampBus propone alle scuole un percorso per provare a capire come affrontare insieme la trasformazione tecnologica con gli strumenti e le competenze necessarie.
In pratica, CampBus è un vero e proprio autobus che viaggia di istituto in istituto per fare conoscere ed esplorare a ragazze e ragazzi le nuove tecnologie e non solo. Grazie al supporto di professionisti del settore, gli studenti saranno guidati alla lettura e analisi del giornale, impareranno le tecniche per distinguere fake news e deepfake e i meccanismi che regolano le tecnologie emergenti, dall’Intelligenza Artificiale ai social media.
Prima tappa, dicevamo, il “Cutelli – Salanitro” di Catania la cui dirigente scolastica – Elisa Colella – intervistata dal quotidiano milanese afferma che oggi più che mai sentiamo il dovere di aprire il patrimonio culturale, rappresentato dal liceo classico, al dialogo con l’innovazione e con le tecnologie che plasmano il mondo contemporaneo. Aderire al progetto CampBus rappresenta una scelta importante e coerente con la nostra missione educativa.
Sbaglia chi pensa – continua la Preside – che il liceo classico sia soltanto il luogo in cui si studia il latino e il greco, una sorta di custode di una tradizione fine a se stessa. Al contrario, il liceo classico coniuga la formazione umanistica – che non è mai stata chiusa al nuovo – con la conoscenza degli strumenti digitali e di tutte quelle tecnologie che saranno quasi certamente alla base del futuro professionale degli studenti che hanno scelto questo corso di studi. Insomma – conclude la dirigente – il liceo classico può essere contemporaneo, aperto, capace di valorizzare le sue radici e allo stesso tempo di preparare i giovani a un futuro in continua trasformazione.
Il progetto non è rivolto soltanto agli studenti. Uno dei suoi segmenti, ‘Prof on board’, è concepito per docenti e dirigenti scolastici che durante la permanenza del CampBus potranno partecipare ai seminari proposti che affrontano varie tematiche, tutte legate al futuro della didattica sempre più connessa con le nuove tecnologie: intelligenza artificiale e didattica, nuovi tools di Google Workspace per una didattica più inclusiva, la videogame therapy e tanto altro ancora.
Dopo il liceo classico “Cutelli” di Catania, il CampBus risalirà la penisola e si fermerà all’ITIS “Galilei” di Roma e al liceo classico “Carducci” di Milano, per completare il tour al liceo classico “Scipione Maffei” di Verona.