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Riprende l’esame parlamentare del disegno di legge sulla scuola

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Riprenderà in settimana presso la Commissione Istruzione e Cultura della Camera l’esame del disegno di legge 2272/ter che prevede il riassetto dell’area tecnica e professionale, l’istituzione del fondo perequativo per le istituzioni scolastiche autonome e la delega al Governo per ridefinire composizione e competenze degli organi collegiali della scuola.
In realtà la ripresa della discussione sul provvedimento era sta annunciata più volte nel corso delle settimane precedenti, ma di fatto la Commissione aveva continuato a rinviarla.
Adesso dovrebbe essere proprio la volta buona: lunedì 18 scadranno i termini per la presentazioni degli emendamenti e mercoledì 20 la discussione dovrebbe ripartire, trattandosi proprio del primo punto all’ordine del giorno della seduta.
E’ scomparsa invece dal calendario della Commissione la proposta di legge di iniziativa popolare 1600 di revisione dell’intero sistema scolastico.
Poiché nel frattempo anche l’opposizione ha presentato un proprio disegno di legge su materie analoghe la Commissione esaminerà i due provvedimenti congiuntamente.
Il disegno di legge della minoranza (prima firmataria Valentina Aprea di Forza Italia) prevede in realtà un più ampio ventaglio di norme e disposizioni.
Per esempio in materia di organi collegiali l’opposizione chiede che la riforma sia essa stessa un provvedimento di legge e non venga delegata al Governo.
La proposta Aprea contiene poi una serie di articoli finalizzati a rivedere lo stato giuridico del personale docente: le disposizioni ricalcano quelle contenute in un disegno di legge presentato a suo tempo dalla maggioranza della precedente legislatura ma mai arrivato a conclusione (le previsioni più significative riguardano l’istituzione dell’area contrattuale autonoma per il personale docente e l’articolazione della carriera degli insegnanti nei tre gradi di docente iniziale, ordinario ed esperto).
Difficile fare previsioni: è probabile che Governo e maggioranza presentino qualche emendamento significativo al proprio disegno di legge che, in tal modo, potrebbe essere approvato in tempi rapidi prima della pausa estiva; sempre che la sinistra radicale non chieda con forza che il provvedimento preveda anche l’utilizzo di una parte del “tesoretto” per sanare la situazione debitoria della scuola. A quel punto la situazione potrebbe complicarsi anche perché Padoa Schioppa ha già definito “inquietanti” molte delle richieste avanzate in tal senso da diversi settori della maggioranza.