Il tribunale di Rimini ha condannato un avvocato a risarcire i suoi ex clienti con circa 13mila euro, tra danni e spese legali, per non aver avviato le pratiche relative al risarcimento di un infortunio scolastico subito dal figlio dei suoi assistiti. I fatti risalgono a 12 anni fa, quando in un istituto scolastico della provincia di Rimini un bambino si fece male mentre giocava, colpito accidentalmente da un compagno di classe.
Come riporta il Corriere, il piccolo riportò lesioni al braccio destro, certificate dall’ospedale di Cesena. Nell’immediatezza dell’incidente, la scuola aveva segnalato ai genitori l’esistenza di una copertura assicurativa per gli infortuni e, con il loro consenso, aveva inoltrato la richiesta di indennizzo in favore dell’alunno.
I genitori si erano quindi rivolti al loro avvocato di fiducia dell’epoca affinché “coltivasse la pratica di indennizzo”. Trascorsi alcuni anni senza risarcimento né aggiornamenti, si erano rivolti a un altro professionista, scoprendo che il diritto all’indennizzo si era ormai prescritto. Decisero così di fare causa all’ex legale, che si difese sostenendo che il suo fosse stato “solo un consulto gratuito” in quel preciso giorno, e che non fosse quindi tenuto a fare nulla.
Il giudice del tribunale civile di Rimini, lo ha ritenuto responsabile di inadempimento professionale. Nella sentenza si legge: “Si ritiene, alla luce degli elementi acquisiti al presente giudizio, che i genitori del ragazzo abbiano comprovato di aver conferito all’avvocato l’incarico di seguire e curare l’erogazione dell’indennizzo in favore del figlio minore”. Il giudice ricorda inoltre che “non è contestato che il padre si sia recato presso lo studio dell’avvocato al quale ha riferito dell’infortunio occorso al figlio ed ha consegnato documentazione relativa al sinistro”, documentazione che l’avvocato aveva inserito in fotocopia in un fascicolo, conservato almeno fino al maggio 2017.