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Risultati delle iscrizioni alle prime classi delle scuole superiori

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Con un comunicato il Ministero dell’istruzione fa sapere che “le scelte degli studenti italiani che hanno presentato domanda di iscrizione alla scuola secondaria di II grado tracciano un quadro significativo delle prospettive e dei percorsi ritenuti più adeguati per affrontare, con successo, gli scenari futuri di un mondo del lavoro segnato dalla crisi economica. E, allo stesso tempo, la distribuzione regionale delle percentuali di scelta contribuisce ad evidenziare, considerate le aree di specializzazione regionali, lo stato di salute e le opportunità di sviluppo dei distretti produttivi e la solidità del legame tra l’istruzione e la vocazione economica dei territori".
Sulle scelte degli studenti che si iscrivono al primo anno della scuola superiore, dalle rilevazioni eseguite come ogni anno dal Ufficio di statistica del Miur lo stesso Ministero ha realizzato "uno studio che mette in relazione le preferenze dei ragazzi con le caratteristiche del tessuto produttivo delle singole regioni. Incrociando, in particolare, le percentuali rilevate con gli ambiti settoriali e di specializzazione dei cluster tecnologici presenti o avviati di recente. L’obiettivo è fare delle statistiche e delle informazioni elaborate dal Miur uno strumento di lavoro non più limitato al settore dell’istruzione, ma utile anche per pianificare le scelte legate ai temi dell’occupazione e dello sviluppo economico del Paese. Nella consapevolezza della necessità di una stretta relazione tra il momento dell’istruzione e della formazione e quello dell’ingresso nel mondo del lavoro”.
Complessivamente, le iscrizioni alle prime classi della scuola secondaria di II grado, effettuate per la prima volta attraverso la procedura on line, sono state 515.807. Facendo un confronto con l’anno scolastico 2012/2013 si osserva un aumento delle iscrizioni nei licei (+1,7%), una lieve crescita della scelta degli istituti tecnici (+0,4%) e un calo del 2% negli istituti professionali (ma quasi la metà del decremento – 0,9% – riguarda gli iscritti ai percorsi IeFP in sussidiarietà complementare, per conseguire solo la qualifica al termine del terzo anno di studi: a dimostrazione che negli istituti professionali di Stato l’offerta formativa al "ribasso" non funziona e bisogna ridare slancio ai corsi che hanno subito notevoli tagli orari, anche nelle classi che ancora non erano coinvolte nella riforma Gelmini, così come, peraltro, è avvenuto negli istituti tecnici). Anche se il dato sui professionali, inoltre, deve tener conto dell’aumento che parallelamente si riscontra verso i percorsi di istruzione e formazione professionale organizzati da strutture regionali accreditate, specialmente in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto e Friuli Venezia Giulia; l’aumento degli iscritti alla formazione regionale è stimato rispetto allo scorso anno in una percentuale del 3,1%: non è un caso, del resto, che proprio nelle regioni in cui si registra l’aumento delle scelte in favore della formazione regionale emerge il calo degli iscritti negli istituti professionali.
 
Licei: maggiore incremento per lo scientifico opzione scienze applicate, in calo il classico
Il maggior contributo alla crescita dell’1,7% delle iscrizioni ai percorsi liceali è fornito dalla scelta verso l’opzione “scienze applicate” dello scientifico. Se l’indirizzo tradizionale del liceo scientifico infatti resta la scelta più gettonata tra i licei (il 16,5%), ma in calo rispetto allo scorso anno dell’1,6%, è l’opzione “scienze applicate” che fa registrare l’aumento più significativo, passando dal 4,1% al 6,3%. In aumento anche le percentuali di scelta per il liceo linguistico che dal 7,2% dello scorso anno ha raggiunto quota 8,4%. Sembra avere meno "appeal" il liceo classico, che passa dal 6,6% del 2012  al 6,1%, 
In totale, gli studenti iscritti ai diversi indirizzi liceali sono il 49,1%.
 
Istituti tecnici: aumentano le iscrizioni dello 0,4%
Gli istituti tecnici sono stati scelti dal 31,4% dei nuovi iscritti, in leggero aumento rispetto allo scorso anno. In particolare, il 12,8% dei ragazzi ha preferito il settore economico e il 18,6% il settore tecnologico. Per quanto riguarda gli indirizzi di studio specifici, in crescita quello del “Turismo” del settore economico (complessivamente 3,6% gli iscritti), mentre nel settore tecnologico i maggiori incrementi riguardano “Informatica-Telecomunicazioni” e “Chimica, materiali e biotecnologie” (rispettivamente, gli iscritti complessivi sono il 4,9% e il 2,2%).
 
Istituti professionali: al Sud bene Enogastronomia, ospitalità alberghiera
Gli istituti professionali, hanno complessivamente raccolto il 19,5% delle preferenze degli studenti, suddivisi fra settore “Industria e Artigianato” (13,2%) e settore “Servizi” (4,9%). L’indirizzo con la percentuale di scelta più alta è “Enogastronomia, ospitalità alberghiera” (9%): elevata soprattutto la percentuale degli studenti di alcune regioni del Sud, quali Campania, Puglia e Sicilia. Regioni in cui, proprio per l’opzione verso l’indirizzo “Enogastronomia, ospitalità alberghiera”, il dato registrato dagli istituti professionali è in controtendenza rispetto alla percentuale nazionale. In Puglia, ad esempio, dove i professionali raggiungono il 22,2%, questo indirizzo è stato scelto dal 9,7% degli studenti; in Campania, con i professionali al 21,1%, l’indirizzo in questione ha raccolto il 12% delle preferenze; in Sicilia, regione nella quale complessivamente la scelta  degli istituti professionali arriva al 21%, “Enogastronomia, ospitalità alberghiera” annovera il 12,3% di preferenze.
Ai dati sulle percentuali di scelta dei settori “Industria e Artigianato” e "Servizi", tra gli iscritti presso istituti professionali vanno aggiunti quelli dei percorsi IeFP in sussidiarietà complementare (1,4%). 

Scelte ed aree di specializzazione e cluster tecnologici delle regioni italiane
Nel comunicato diffuso dal Miur si legge che "tra gli elementi di maggiore interesse che emergono dai dati a disposizione un’attenzione particolare va riservata alle percentuali di scelta per i singoli indirizzi di studio analizzati in relazione con gli ambiti settoriali, le aree di specializzazione e i cluster tecnologici presenti nelle regioni italiane". 
In tal senso, "considerate le specifiche caratteristiche di ogni singola regione", il Ministero ha analizzato su base territoriale le percentuali di scelta dei ragazzi "per gli indirizzi di studio coerenti con gli ambiti di specializzazione e dei cluster tecnologici regionali. Ad esempio, in una regione come il Piemonte, che si distingue per la presenza di cluster tecnologici nel settore dell’Itc, sono state analizzate le percentuali di scelta degli studenti per indirizzi di studio quali il liceo scientifico (opzione "Scienze applicate"), Elettronica ed elettrotecnica e Informatica telecomunicazioni per gli istituti tecnici e Manutenzione e assistenza tecnica negli istituti professionali. In una regione, come ad esempio la Sardegna, che si distingue per la presenza di distretti, produttivi e della ricerca, nell’ambito dell’Agrifood sono stati presi in considerazione, invece, gli indirizzi Agraria, agroalimentare e agroindustria per gli istituti tecnici e Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale per gli istituti professionali". 
Il Miur si pone l’obiettivo di "capire quanto siano tra loro legate le specificità territoriali con le scelte degli studenti, la possibilità di creare o irrobustire filiere della formazione, della ricerca e delle attività produttive, e la capacità attrattiva per gli studenti dei cluster tecnologici presenti sul territorio".
Dal Ministero si precisa che "in questo senso, le percentuali di maggiore coerenza tra scelte e caratteristiche territoriali si ravvisano nelle regioni specializzate in Ict/Tecnologie per Smart Communities: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Calabria. In alcune di queste, le percentuali di scelta per gli indirizzi più attinenti al settore di specializzazione superano la media nazionale del 16,6%, con punte del 19,5% in Veneto, del 19,7 in Piemonte e del 19,3% in Emilia Romagna. Percentuali meno consistenti, ma comunque positive, sono quelle del settore Chimica verde. In questo caso la media nazionale delle iscrizioni agli indirizzi scolastici coerenti con questa specializzazione è del 4,9%. Una percentuale superata abbondantemente in Umbria (7,5%), Emilia Romagna (7,2), Basilicata e Veneto (6,3%)". 

Negli allegati della colonna degli "Approfondimenti" è riportata la tabella del Miur con la distribuzione percentuale degli alunni che hanno presentato domanda di iscrizione al primo anno delle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie per l’a.s. 2013/2014 e il confronto con l’anno scolastico precedente, suddiviso per indirizzo di studio.