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Ritorno a scuola, cinema, musei e biblioteche per le lezioni. Lo dice la ministra Azzolina

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Dal Governo e dal Ministero dell’Istruzione insistono: a settembre, in caso gli spazi alternativi per fare lezione potranno essere cinema, teatri e altri luoghi di cultura. Lo ha ribadito la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina nel corso della sua visita alla scuola Giovanni Falcone di Palermo avvenuta nella mattina del 6 luglio.

“Portare gli studenti in quei luoghi e’ un valore aggiunto che serve – ha proseguito Azzolina – perche’ da soli non ci andrebbero”. La ministra dell’Istruzione ha poi continuato: “Abbiamo l’obiettivo di migliorare gli spazi attualmente disponibili, cercarne degli altri fuori dalla scuola, anche per avvicinare gli studenti al mondo della cultura, e potenziare l’organico dei docenti e del personale Ata”, riporta l’Agenzia DIRE.

Bando per comprare libri, Device e zainetti a chi ne ha più bisogno

Inoltre la Ministra ha anche annunciato un bando per libri e Device per chi non può permetterseli

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“Abbiamo attivato un bando Pon da 236 milioni di euro: ogni scuola secondaria di primo grado potrà avere fino a centomila euro, e le scuole secondarie di secondo grado fino a 120mila euro, per comprare libri di testo, device e zainetti agli studenti meno abbienti”.

“La scuola deve arrivare a chi ha più difficoltà – ha concluso -. Nessuno deve restare indietro, a maggior ragione in terre come la Sicilia”.

Ma i problemi delle lezioni fuori dalle sedi ordinarie esistono

Nel frattempo però, si fanno sentire anche le perplessità di chi non condivide l’idea di fare lezione in nuovi spazi alternativi alle aule. 

I sindacati puntano l’attenzione sulle responsabilità dei dirigenti scolastici, sulla sicurezza, sulle mancate certificazioni, sui problemi della pulizia, sui banchi monoposto da acquistare, sui trasporti da utilizzare per raggiungere le sedi.

Ma c’è anche il problema di natura contrattuale: infatti, non vi sarebbe alcun obbligo da parte di docenti nello svolgere attività didattica ordinaria al di fuori della sede di servizio. E così si potrebbe ripresentare lo stesso problema della didattica a distanza.

 

 

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