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Ritorno alle classi differenziate? No, grazie!

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Pietro Fontanini, 58 anni, presidente della Provincia di Udine, già docente di scuola media con laurea in sociologia, ha sostenuto in un’assemblea di operatori socio-sanitari della Bassa friulana che “in Germania, dove ci sono percorsi differenziati per ragazzi con problemi, le cose funzionano meglio: è un buon modello” e che “le persone disabili ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici”.

Ergo: per Fontanini bisognerebbe ritornare anche in Italia alle classi differenziate destinate ai soli diversamente abili, introdotte in Italia nel 1962 e poi totalmente superate, nel nome dell’integrazione, con la legge n. 517 del 1977.
Incurante del brusio generale che si levava alto nella sala dell’assemblea, il leader del Carroccio del Fiuli, ha continuato ad illustrare la sua tesi riferendo del comportamento tenuto dagli studenti in una quinta classe di liceo: “Da parte degli studenti normodotati c’è molta disponibilità verso i ragazzi disabili, ma l’integrazione è un’altra cosa. Innanzitutto esiste il concreto rischio che gli studenti con problemi si trovino a dover seguire lezioni troppo difficili. E poi, a causa dei tagli imposti dalla riforma, gli insegnanti di sostegno fanno più assistenza che appoggio durante le lezioni e spesso non hanno il tempo di verificare il lavoro dei disabili. Sarebbe meglio pensare a percorsi differenziati. Sul tipo di quelli organizzati dalla Provincia, da me presieduta, per favorire l’inserimento di questi ragazzi nel mondo del lavoro.
Immediate le reazioni alle parole di Fontanini, questa volta davvero bi-partisan. Il Pdl prende subito le distanze. E critiche arrivano addirittura pure da altri esponenti della Lega.
Vladimir Kosic, leghista anche lui, assessore friulano alla Salute, da invalido si sente doppiamente coinvolto nella discussione. Afferma: “le cosiddette classi speciali altro non erano se non ospedali psichiatrici per bambini: la loro abolizione ha portato indubbi vantaggi ai disabili e alle loro famiglie”.  
Il sottosegretario Francesca Martini, che ricorda Fontanini compagno di banco alla Camera “equilibrato e sensibile”, sottolinea che “le persone con disabilità fisica rappresentano sempre un arricchimento del bagaglio della classe, dato che la scuola non è solo trasferimento di nozioni ma anche educazione»” Anche per Paolo Ciani, consigliere regionale del Pdl, “Le parole di Fontanini sono da respingere”.
E il governatore del Pdl del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, commenta dalle pagine del Corriere della Sera, che indietro non si torna e che la frase di Fontanini è stata “del tutto infelice”.
Intanto il Pd accusa Fontanini di “esaltazione della razza friuliana” e di “ghettizzazione dei bambini disabili”.