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Russia, dal 1° giugno vietato fumare a scuola

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Dimezzare il numero di fumatori. È il difficile obiettivo che si pone il Consiglio della Federazione, la camera alta del parlamento russo, dove ogni anno ben 400mila decessi possono essere collegati alle conseguenze del fumo, approvando il progetto di legge che vieta il fumo nei luoghi pubblici dal prossimo 1 giugno.
Questa norma, pilastro di una campagna volta a migliorare le condizioni di salute dei russi, è stata fortemente voluta dal governo Medvedev e appoggiata dal Cremlino, quindi nessuno dubita che avrà la firma del presidente Vladimir Putin, ultimo passo necessario per farla entrare in vigore.
Con 125 voti a favore, quattro contrari e sei astensioni, i senatori russi hanno così dato il via libera a severe regole anti-fumo, che proibiscono la sigaretta in gran parte dei luoghi pubblici: la lista delle zone off limits è molto lunga, va dagli istituti pubblici ai treni, alle navi e ai siti sportivi. E non potevano mancare gli istituti scolastici.
Vengono introdotte zone “di interdizione” agli ingressi della metropolitana e delle stazioni, luoghi tradizionalmente avvolti da nubi di fumo in Russia. Una svolta drastica per un Paese dove i fumatori costituiscono oltre il 40% della popolazione.
L’obiettivo è promuovere un cambio di mentalità sul fumo, predicano ai vertici e negli ambienti politici coinvolti nella crociata anti-sigaretta. Il premier Medvedev ha individuato la causa di tutti i mali da fumo nella debolezza dello Stato russo all’inizio degli anni Novanta, che ha permesso ai colossi del tabacco di invadere il mercato alle loro condizioni. Il suo dichiarato obiettivo è dimezzare il numero dei fumatori in Russia.

Con l’entrata in vigore della legge verrà vietata anche la pubblicità di sigarette e prodotti a base di tabacco e sono previsti limiti anche nella commercializzazione: via dai piccoli chioschi, e prezzo minimo del pacchetto fissato per legge. Oggi le sigarette in Russia sono vendute ovunque, a costi bassissimi rispetto alla media occidentale.