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Aggiornato il 07.08.2025
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San Francesco d’Assisi, legge per la festa nazionale? Le proposte chiedono ciò che è già presente

Si torna a parlare, in questi giorni, del 4 ottobre, festa di san Francesco, e della possibilità di trasformarla a tutti gli effetti una festività nazionale. Tecnica della scuola ne ha parlato ieri presentando le proposte di legge Lupi e Malagola.

Un po’ di storia del 4 ottobre

Quanto le due proposte di legge chiedono è in realtà già presente in una legge recente.

Ma allora è forse di caso di riscostruire la vicenda.

Le legge 4 marzo 1958 n. 132  porta “Ricorrenza festiva del 4 ottobre in onore dei Patroni speciali d’Italia San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena”. Si tratta di una legge di un solo articolo che così recita:Il 4 ottobre è considerato solennità civile in onore dei Santi Patroni speciali d’Italia San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena, ai sensi dell’art. 3 della legge 27 maggio 1949, n. 260”.

Nel 2005, con la legge n.24 del 10 febbraio, la legge del 1958 viene modificata e sin dal titolo chiarisce il significato che il legislatore vuole dare alla festa: “Riconoscimento del 4 ottobre quale solennità civile e giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse, in onore dei Patroni speciali d’Italia San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena”.

Anche in questo caso la legge consta di un solo articolo che al primo comma scrive:

1. All’articolo 1 della legge 4 marzo 1958, n. 132, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, dopo le parole: «solennità civile» sono inserite le seguenti: «e giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse,»;

b) dopo il primo comma è aggiunto il seguente:
«In occasione della solennità civile del 4 ottobre sono organizzate cerimonie, iniziative, incontri, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, dedicati ai valori universali indicati al primo comma di cui i Santi Patroni speciali d’Italia sono espressione».

Come si può vedere la legge è chiarissima e identifica lo spirito di San Francesco chiedendone la sua attualizzazione del campo della pace, della fraternità e del dialogo tra culture e religioni.

E così è stato ed è da molti anni.

Ad esempio La rete delle scuole di pace da anni celebra, ad Assisi e in tutte le scuole aderenti, la giornata del 4 ottobre realizzando le iniziative richieste dalla legge ed anzi ha elaborato persino un programma d’azione, rivolto a tutte le scuole e pensato assieme al Sacro Convento di Assisi, chiamato Sui passi di Francesco.

A dire il vero, leggendo le due diverse proposte di legge oggi in discussione, verrebbe quasi da pensare che non avrebbe molto senso lasciare a casa gli studenti (come avviene nelle festività nazionali) e nel contempo richiedere loro di realizzare attività educative su pace, fraternità e dialogo. Ma forse i parlamentari non sanno che il 4 ottobre di ogni anno moltissime scuole fanno proprio ciò che loro chiedono.

Forse, è una piccolissima proposta, si potrebbe trasformare il 4 ottobre in festività nazionale solo nel 2026, per celebrare gli 800 anni dalla morte di san Francesco.

Ciò che conta, tuttavia, credo sia che le scuole lavorino davvero su pace, fraternità e dialogo tra religioni e culture. Temi che a volte paiono sbiadirsi nella vita quotidiana delle scuole in questi anni complessi.

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