Ieri abbiamo parlato del caso di un giovane di vent’anni appena laureato in Marketing e Comunicazione che ha pubblicato su TikTok un video, diventato presto virale, in cui ha raccontato di essere scappato dal posto di lavoro come animatore turistico a Rimini in quanto la paga era troppo bassa, e l’alloggio “ammuffito”.
Il ragazzo ha rilasciato un’intervista a La Repubblica: “Hanno subito sottolineato che la struttura era signorile, un quattro stelle, dove avrei lavorato sette ore per sei giorni alla settimana. Io avrei dovuto alloggiare in una struttura della stessa proprietà, a cinque minuti a piedi. Un albergo a tre stelle. La stanza all’ultimo piano, mansardata. Mi è subito apparsa piena di polvere, sporca, con la moquette. Il bagno era cieco, non ventilato. Mi sono andato a fare una doccia e il bagno, oltre a riempirsi di umidità, si è allagato, e l’acqua poi, una volta aperta la porta, si è riversata nella stanza. Mi sono anche sentito male”, ha raccontato,
“Sono andato alla reception a lamentarmi, ho chiesto: a voi sembra normale? Poi ho parlato con la capa animatrice. Mi ha risposto che ero ‘troppo sensibile’, che non avevo ‘spirito di adattamento’, che nella struttura avevano fatto tutti i controlli. E che nel contratto era scritto che potevo andarmene quando volevo. Io ero aperto al dialogo, volevo un’altra sistemazione. Ma non c’era. Mi è stato fatto capire che qualcun altro lo avrebbero trovato. A voi sembra normale accettare 650 euro al mese e vivere in questo modo? Non è così che funziona”, ha concluso.
“Quella ricostruzione non è corretta. Ha detto cose inesatte e siamo molto dispiaciuti”. A parlare è il fondatore dell’agenzia di service per intrattenimento e animazione turistica che aveva assunto il ragazzo, a Il Corriere della Sera. “Ha deciso di pubblicare un video in cui ha raccontato un sacco di cose inesatte. La premessa è questa: noi abbiamo capi area e capo strutture a disposizione dei ragazzi. Quando c’è un problema, nove volte su dieci riusciamo a risolverlo. Aiutiamo i ragazzi ad inserirsi, anche perché gli animatori devono essere felici e sorridenti per lavoro quindi è nel nostro interesse agevolarli”.
Ecco la sua versione: “Questo ragazzo è rimasto nella struttura per un’ora. È andata così: lui era stato accolto dalla capo animatrice che gli aveva detto di sistemarsi momentaneamente nella sua camera. Gli aveva detto che avrebbe potuto farsi una doccia mentre veniva preparata la stanza che gli era stata assegnata. A quel punto lui ha scattato foto della camera della capo animatrice in cui avrebbe dovuto trascorrere qualche ora. Ha fotografato il bagno comune e non quello personale. Poi se ne è semplicemente andato. Ha girato il video in stazione ed è partito».
E, sulla paga: “Noi applichiamo il contratto collettivo nazionale del lavoro, sottoscritto da cinque aziende del settore. La paga base al primo ingresso al primo anno senza esperienza sarebbe equivalsa a 1307 euro per un massimo di 45 ore settimanali con giorno di riposo obbligatorio. È vero è compreso il comfort pack: in pratica garantiamo vitto e alloggio detraendo tutto dai 1307 euro. Ma la busta paga, anche ai fini della richiesta della disoccupazione è quella. Dispiace che azioni virali come queste allontanino i ragazzi dal lavoro”.