Il mese di ottobre porta con sé una serie di mobilitazioni che coinvolgono più volte il mondo della scuola, insieme a trasporti e altri settori. Si comincia oggi, 2 ottobre con uno sciopero plurisettoriale nazionale proclamato da Csle. Il calendario prosegue poi con altre due date che riguardano direttamente il personale scolastico, il 16 e il 30 ottobre, a cui si affianca lo sciopero regionale generale della Cgil in Toscana, che invece esclude la scuola.
Se l’adesione di docenti e personale Ata dovesse essere alta, le lezioni potrebbero saltare per l’intera giornata. Non è quindi escluso che in molti istituti l’attività didattica venga sospesa o subisca variazioni di orario. Per la scuola la giornata si preannuncia dunque complicata, con possibili effetti diretti su studenti e famiglie.
Le singole scuole sono tenute a monitorare le intenzioni di adesione dei dipendenti, così da comunicare tempestivamente alle famiglie eventuali cambiamenti di orario o la sospensione delle attività didattiche. Saranno quindi gli istituti a informare i genitori sulla situazione nella scuola frequentata dai figli.
Al centro della mobilitazione c’è la perdita del potere d’acquisto dei lavoratori. I sindacati chiedono misure urgenti per le famiglie e, in particolare, un intervento sul costo della benzina e dei generi alimentari, una riduzione della tassazione e un adeguamento dei salari per fare fronte all’inflazione. Tra le richieste figurano anche l’avvio di un percorso verso l’indipendenza energetica nazionale e lo sviluppo di politiche industriali a sostegno delle aziende italiane.
Il 16 ottobre la scuola si ferma per lo sciopero nazionale proclamato da Sisa, che coinvolge per l’intera giornata tutto il personale docente, dirigente e Ata, di ruolo e precario. È la mobilitazione più ampia del mese per il comparto, senza distinzioni di ruolo o di contratto.
Il 30 ottobre è in programma uno sciopero generale proclamato da Usi Cit per l’intera giornata, che riguarderà tutte le categorie, scuola compresa, ma con l’esclusione dei trasporti. La protesta, si legge, è stata indetta contro la guerra e le spese militari, dunque con una rivendicazione che va oltre le questioni specifiche del comparto scolastico.