Venerdì 2 ottobre la scuola potrebbe fermarsi. È stato proclamato in tutta Italia uno sciopero generale plurisettoriale di 24 ore, indetto dalla Confederazione sindacale lavoratori europei (Csle) con l’adesione del sindacato Fi-Si, che coinvolge tutto il personale del comparto istruzione e ricerca. La protesta è rivolta contro il caro vita.
Se l’adesione di docenti e personale Ata dovesse essere alta, le lezioni potrebbero saltare per l’intera giornata. Non è quindi escluso che in molti istituti l’attività didattica venga sospesa o subisca variazioni di orario. Per la scuola la giornata si preannuncia dunque complicata, con possibili effetti diretti su studenti e famiglie.
Le singole scuole sono tenute a monitorare le intenzioni di adesione dei dipendenti, così da comunicare tempestivamente alle famiglie eventuali cambiamenti di orario o la sospensione delle attività didattiche. Saranno quindi gli istituti a informare i genitori sulla situazione nella scuola frequentata dai figli.
Al centro della mobilitazione c’è la perdita del potere d’acquisto dei lavoratori. I sindacati chiedono misure urgenti per le famiglie e, in particolare, un intervento sul costo della benzina e dei generi alimentari, una riduzione della tassazione e un adeguamento dei salari per fare fronte all’inflazione. Tra le richieste figurano anche l’avvio di un percorso verso l’indipendenza energetica nazionale e lo sviluppo di politiche industriali a sostegno delle aziende italiane.
Lo sciopero riguarda anche sanità, forze dell’ordine, marittimi, metalmeccanici ed enti locali, con possibili disagi in agricoltura, allevamento e vigilanza privata. Per le ferrovie, l’astensione è fissata dalle ore 11 alle ore 14: Trenitalia assicura i convogli nazionali dei servizi minimi, mentre le maggiori criticità si attendono a livello locale e Trenord ha già avvisato di possibili ripercussioni in Lombardia.
I docenti di una scuola, sia di ruolo che supplenti, hanno comunque un limite annuo di sciopero che è strettamente dipendente dalla titolarità del docente o meglio da dove il docente presta il suo servizio. Per essere più precisi possiamo dire che esiste un limite massimo individuale annuo (inteso come annualità scolastica) di 40 ore, ovvero 8 giorni per anno scolastico nelle scuole primarie, mentre i docenti delle scuole secondaria possono aderire agli scioperi per un massimo di 60 ore, ovvero 12 giorni per ogni anno scolastico. Ai sensi dell’art.10 comma 6 lettera b) dell’Accordo nazionale sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e di conciliazione in caso di sciopero nel comparto istruzione e ricerca del 2 dicembre 2020, viene disposto che non possono superare di ciascun anno scolastico il limite di 40 ore individuali (equivalenti a 8 giorni per anno scolastico) nelle scuole materne e primarie e di 60 ore annue individuali (equivalenti a 12 giorni per anno scolastico) negli altri ordini e gradi di istruzione. Deve comunque essere assicurata l’erogazione nell’anno scolastico di un monte orario non inferiore al 90% dell’orario complessivo di ciascuna classe.